Il Cinema delle Spie

Dal 14 maggio al 4 giugno al Cineforum del Circolo viale Monza una rassegna curata da Daniele Benfenati e Vanessa Giancola

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Da lunedì 14 maggio a lunedì 4 giugno 2018 al Cineforum del Circolo viale Monza, 140, Milano la rassegna curata da Daniele Benfenati e Vanessa Giancola dedicata al genere spionistico tanto amato dal pubblico di tutto il mondo

“Il mio nome è Bond, James Bond”. Altezza 1,89, peso kg. 85, taglia atletica, capelli scuri e sguardo d’acciaio, smoking impeccabile sotto cui nasconde una beretta modello 418, calibro 6,35 e il doppio zero davanti alla sua matricola che gli conferisce la licenza di uccidere, la spia famosa scaturita dalla fantasia di Jan Fleming non smette di affascinare gli spettatori delle sale cinematografiche. Le ragioni del mito di Bond però risalgono al fascino che da sempre il genere spionistico riscuote presso gli spettatori. Nel 1949 il regista inglese Carol Reed dirige Il terzo uomo (lunedì 14 maggio ore 21), film tratto da un romanzo scritto appositamente per il grande schermo da Graham Greene, ambientato nella Vienna distrutta dai bombardamenti ed occupata militarmente dalle truppe alleate e dai sovietici. Qui giunge dall’America Holly Martins, un modesto scrittore di romanzi western (Joseph Cotten) alla ricerca dell’amico Harry Lime (Orson Welles), ma scopre invece che l’uomo è morto misteriosamente investito da un’auto di fronte alla sua abitazione.  E ben presto vengono a galla anche dei suoi traffici illeciti di contrabbando di penicillina, farmaco all’epoca molto prezioso. In uno splendido bianco e nero il film vira verso la famosa sequenza finale nella quale Anna Schmidt (Alida Valli), una bella ragazza legata sentimentalmente a Harry, lascia il cimitero di Vienna dopo il funerale del suo uomo senza degnare di uno sguardo Holly responsabile della morte di Harry.  Nel 1975 Sydney Pollack firma uno dei suoi più importanti film, I tre giorni del Condor (lunedì 21), incentrato su Joseph Turner (Robert Redford), un funzionario-lettore della CIA scampato per miracolo al massacro dei suoi colleghi uccisi da un commando. La pellicola raffigura l’America inquieta degli anni Settanta sconvolta dallo scandalo Watergate. Nel 2004 Eric Rohmer torna per la quarta volta al film storico con Triple Agent – Agente speciale (lunedì 28 maggio), raccontando le vicende di un ex generale delle truppe naziste che nel 1936 a Parigi tenta di fare il triplo gioco con i bolscevichi, i nazisti e i russi bianchi, mentre infuria la guerra civile spagnola e il conflitto mondiale si sta avvicinando. Non poteva mancare John Le Carré, l’autore dell’inquietante La spia che venne dal freddo, di cui si vedrà La talpa (lunedì 4 giugno) del 2011, per la regia di Tomas Alfredson, protagonista George Smiley, il più maturo ed esperto agente del M16, il servizio segreto britannico, incaricato di scoprire l’infiltrato dal KGB tra le loro fila.

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Pierfranco Bianchetti , giornalista pubblicista e socio del Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani è laureato in Sociologia a Trento. Ex funzionario comunale, responsabile dell’Ufficio Cinema del Comune di Milano, ha diretto n l’attività del Cinema De Amicis fino alla chiusura nel 2001. Ha collaborato a Panoramica – I Film di Venezia a Milano, Locarno a Milano, Il Festival del Cinema Africano; Sguardi altrove; ha scritto sulle pagine lombarde de l’Unità e de Il Giorno, Spettacoli a Milano, Artecultura, Top Video; Film Tv; Diario e diversi altri periodici. Attualmente scrive per Cinecritica, collabora a Riquadro.com e cura il sito lombardo del SNCCI. Ha realizzato rassegne e cicli sul tema “Cinema e Storia” presso il “Civico Museo di Storia Contemporanea” di Milano e la Biblioteca Civica di Via Oglio.

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