Clara Moroni: «Sul palco di Vasco Rossi presenterò il mio nuovo disco»

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Clara Moroni

Il 25 maggio Clara Moroni pubblicherà Unica, il suo nuovo disco solista, anticipato dal singolo (con relativo video) Se avessi un figlio. Promuoverà il suo lavoro sul palco di Vasco Rossi: aprirà infatti i nove concerti che il Blasco ha in programma a partire dal 1° giugno. Dopo 21 anni nella band, dunque, Clara non scende del tutto dal palco più desiderato d’Italia.

Clara, cosa devono aspettarsi i tuoi fan dal tuo nuovo disco?
Sicuramente una nuova sfaccettatura del mio universo musicale, frammentato e variopinto. E credo delle sonorità interessanti, abbinate alla lingua italiana. Il rock incontra l’elettronica, un’elettronica che si rifà un po’ alla New Wave anni ’80, ovviamente rivista e corretta. Nel disco ci sono sonorità che possono ricordare gli Eurythmics o i Depeche Mode, sposate alla lingua italiana. Un esperimento molto bello, che mi piace molto. Musica e testi sono miei, sono molto soddisfatta, specialmente della parte lyrics.

Perché come singolo di lancio hai scelto Se avessi un figlio?
Ha uno dei testi più belli dell’album e secondo me era la canzone più adatta per uscire prima di affrontare i live con Vasco. E’ il singolo giusto per far capire alla gente che cosa si può aspettare dalla mia performance.

Ci sono collaborazioni nel disco?
Vince Pastano ha suonato le chitarre in tre pezzi dell’album, nelle altre canzoni suona Mattia Tedesco. Non ci sono altre collaborazioni: il mio produttore Cristian Piccinelli ed io abbiamo voluto lavorare insieme, soli, per sfruttare al massimo la mia creatività. Tra l’altro non c’era bisogno di batteria e bassi, quindi non abbiamo chiamato nessuno. Salvo i chitarristi.

Clara Moroni

Hai attraversato un momento difficile della tua vita. Prima un infortunio fisico e poi la scomparsa di una persona a te vicina. Che cosa ti ha dato la forza per andare avanti?
Durante la mia lunga convalescenza, completamente bloccata sulla sedia a rotelle, uno dei miei più cari amici è morto sotto ai miei occhi, in poco più di un mese. Lo conoscevo da tantissimi anni, mi ha curata, mi ha fatto da mangiare, mi teneva compagnia insieme a tutto il gruppo di splendidi amici che ho. Dopo mesi e mesi rimasta ferma a pensare a tante cose, quel tragico fatto è stato la spinta che mi ha fatto dire «ok, non posso sapere quello che mi succederà da qui a un mese, quindi vivrò solo il presente e il mio presente è la Musica».

Il tuo ultimo disco da solista risaliva al 2012. Perché questo lungo silenzio?
Perché scrivo solo quando ho qualcosa da dire. Non perseguo il successo commerciale con i miei dischi, faccio già altre cose con la mia etichetta (DMI) che mi danno il successo commerciale internazionale. E’ veramente arduo confrontarsi con il mercato musicale, perché è davvero un mercato, nel senso letterale della parola. L’arte invece non è un mercato ed io avevo bisogno di fare dell’arte. Non si fa arte per vendere, se si vende è perché la tua arte è apprezzata. Se troverò qualcuno che mi apprezza bene, ma non devo sfornare un prodotto. Faccio un disco quando ne ho voglia ed ho qualcosa da dire.

Aprirai tutti i concerti dell’ormai imminente tour di Vasco Rossi. Come è nata questa idea di esibirti prima del suo show?
Lo abbiamo concordato insieme. Molti fan non hanno gradito la mia uscita dalla band e quella di Cucchia.  Secondo me, dovevamo trovare un modo per non dare spazio a distorsioni o illazioni sulla relazione con Vasco . Ho spiegato che stavo lavorando ad un mio progetto. Lui ha detto «mi piace molto» ed è venuta fuori l’idea.

Che cosa ti ha lasciato l’esperienza di Modena Park?
E’ stata meravigliosa. Ho realizzato quello che era realmente successo quando a fine concerto sono partiti i fuochi d’artificio. Noi tra l’altro nemmeno sapevamo che ci sarebbero stati. Fino a quel momento ero come in una bolla, alla fine mi sono resa conto di dov’ero e di quello che era accaduto. In quel momento ho pensato «cazzo, ne è valsa la pena di vivere ed essere qui, adesso». Ho respirato profondamente l’aria, come per trattenere quella magia per sempre dentro di me. E’ stato bellissimo e Vasco è stato bravissimo. Lui era molto in forma e mi dicono che quest’anno lo sia ancora di più. Sono contenta di aver potuto vivere quell’esperienza, un evento che non riesco nemmeno a definire.

Quello di Modena Park è stato l’ultimo concerto a cui ha partecipato Guido Elmi. Che ricordo hai di lui?
La sua morte mi ha fatto capire tante cose. Aveva un carattere molto particolare, era facile scontrarsi con lui. Però a suo modo sapeva anche essere molto generoso, a volte consapevolmente ed a volte inconsapevolmente. Guido è uno dei pilastri di questa storia: se fosse un palazzo, lui sarebbe una delle fondamenta.

Sei stata sul palco di Vasco Rossi per 21 anni, dal 1996 al 2017. C’è un concerto, oltre Modena Park, che ti è rimasto nel cuore e non dimenticherai mai?
Sono tutti nel mio cuore, ma in particolare mi sono piaciuti molto i concerti all’estero del tour indoor del 2010. Quella manciata di concerti è stata davvero bella, abbiamo suonato in posti storici come l’Hammersmith di Londra. Ma tutto il tour indoor è stato bellissimo.

Finito il tour di Vasco, cosa c’è nel futuro di Clara? Cosa farai la prossima estate?
Continuerò a lavorare sulle mie cose e preparerò uno spettacolo per l’autunno. Sempre se non chiudono tutti i locali nel frattempo, perché ormai la tendenza è questa.

Il video di Se avessi un figlio:

 

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Nato a Lavagna (GE) il 26 luglio 1970, nel giorno in cui si sposano Albano e Romina, dopo un diploma in ragioneria ed una laurea in economia e commercio, inizio una brillante (si fa per dire) carriera come assistente amministrativo nelle segreterie scolastiche della provincia di Genova e, contemporaneamente, divorato dalla passione del giornalismo, porto avanti una lunga collaborazione con l’emittente chiavarese Radio Aldebaran e il quotidiano genovese Corriere Mercantile. Dal 2008 curo il blog Atuttovasco.

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