Robert Bresson – La questione morale

Dal 20 maggio allo Spazio Oberdan Milano personale dedicata al padre nobile della Nouvelle Vague, il poeta dell’essenziale

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Les Dames du Bois de Boulogne

Dal 20 maggio al 19 giugno  presso il Cinema Spazio Oberdan Milano una personale dedicata al grande maestro considerato il padre nobile della Nouvelle Vague, il poeta dell’essenziale

Il Robespierre del cinema, il Flaubert della macchina da presa, il filosofo dell’immagine, sono alcuni dei soprannomi attribuiti a Robert Bresso, uno dei più grandi maestri della cinematografia francese. Nato il 25 settembre 1907 a Bromont-Lamothe nella Francia meridionale, dopo gli studi di filologia e filosofia, giunge al cinema del tutto casualmente negli anni Trenta. La guerra, però, lo costringe a interrompere le sue aspirazioni artistiche. Solo nel 1943 dopo aver trascorso ben diciotto mesi in un campo di concentramento tedesco può finalmente esordire dietro la cinepresa con un film ambientato tra le suore domenicane.

La conversa di Belfort

Si tratta di La conversa di Belfort (domenica 3 giugno ore 19 e giovedì 7 giugno ore 17) subito accolto, caso piuttosto insolito per la sua carriera, molto bene dal pubblico, forse anche grazie ai dialoghi e alla sceneggiatura del drammaturgo Jean Giraudoux. Il suo stile, il suo metodo di lavoro intransigenti, sono le caratteristiche del suo cinema, insieme alla ricerca del soggetto spirituale e all’utilizzo di attori non professionisti, impegnati in una non recitazione.

Les Dames du Bois de Boulogne

Segue Les dames du Bois de Boulogne (domenica 20 maggio ore 15), 1944, ispirato a un racconto di Diderot e dialogato da Cocteau. Nel successivo Il diario di un curato di campagna (lunedì 21 maggio ore21 e sabato 16 giugno ore 19), 1951, da un romanzo di Georges Bernanos, egli, conservando la narrazione in prima persona dell’opera letteraria, sa raccontare con grande semplicità la storia dolorosa del giovane prete, che attraversa il Nord della Francia, schiantato dal dubbio e dalla malattia. Il film vince numerosi premi internazionali, ma si attira qualche sospetto di eresia. Del 1956 è Un condannato a morte è fuggito (sabato 2 giugno ore 15 e martedì 12 giugno ore 21,15) di sapore autobiografico, basato sulla staticità del tempo e dello spazio e su di una visione talvolta anche gelida degli uomini. Vengono poi Pickpocket (sabato 26 maggio ore 14,45), 1959 e Il processo di Giovanna D’Arco (domenica 27 maggio ore 17 e domenica 10 giugno ore 19), 1962, nei quali lo spettacolo si annulla completamente, facendo ricorso alle secche cronache d’epoca per togliere alla protagonista e ai suoi inquisitori ogni residua drammatizzazione.

Au hazard Balthazar

In Au hazard Balthazar (mercoledì 23 maggio ore 17 e sabato 2 giugno ore 19), 1966 e in Mouchette (giovedì 31 maggio ore 17 e sabato 9 giugno ore 21,15), 1967, l’ascetismo del regista si colora di pietà. L’asinello e la ragazza protagonisti dei due film, sono per Bresson i portavoce della ferocia umana, il suo grido di disperazione contro il mondo moderno. Ancora questo concetto fa da sfondo a Lancillotto e Ginevra, 1974, rivisitazione in chiave giansenistica del dramma medioevale, mentre tre anni dopo Il diavolo probabilmente (lunedì 28 maggio ore 17 e venerdì 15 giugno ore 21,15) è un’opera incentrata sui grandi problemi contemporanei come la droga, l’inquinamento e l’ossessione religiosa. La sua ultima fatica cinematografica è L’ Argent (domenica 20 maggio ore 21 e sabato 16 giugno ore 21,15), 1983, un severo apologo sull’effetto distruttivo del denaro.  Robert Bresson muore il 18 dicembre 1999 a novantadue anni ricordato dal premier francese Lionel Jospin come colui che ha aiutato tutti noi ad amare il cinema.

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Pierfranco Bianchetti , giornalista pubblicista e socio del Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani è laureato in Sociologia a Trento. Ex funzionario comunale, responsabile dell’Ufficio Cinema del Comune di Milano, ha diretto n l’attività del Cinema De Amicis fino alla chiusura nel 2001. Ha collaborato a Panoramica – I Film di Venezia a Milano, Locarno a Milano, Il Festival del Cinema Africano; Sguardi altrove; ha scritto sulle pagine lombarde de l’Unità e de Il Giorno, Spettacoli a Milano, Artecultura, Top Video; Film Tv; Diario e diversi altri periodici. Attualmente scrive per Cinecritica, collabora a Riquadro.com e cura il sito lombardo del SNCCI. Ha realizzato rassegne e cicli sul tema “Cinema e Storia” presso il “Civico Museo di Storia Contemporanea” di Milano e la Biblioteca Civica di Via Oglio.

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