Noemi si prepara al tour: «Starei sul palco quasi tutte le sere»

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Le date da segnare sul calendario sono due: il 29 e il 30 maggio. Anteprime del tour di Noemi, rispettivamente al Teatro degli Arcimboldi di Milano e all’Auditorium Parco della Musica di Roma. «Non vedo l’ora di salire sul palco», ci racconta. «Farò due anteprime nei teatri e poi quest’estate sarò in tour nei festival. Mi piacerebbe che venissero a trovarmi dei colleghi che stimo molto e con cui ho collaborato in passato, come Fiorella Mannoia, Paola Turci, Gaetano Curreri e Fabrizio Moro». Prima, però, c’è la doppia data nei teatri: «Sì, ma non voglio che questi concerti siano visti con l’accezione “noiosa” con cui quasi sempre è considerata la musica in questi ambienti. I teatri sono i luoghi in cui la musica si sente meglio e questo è un aspetto che voglio valorizzare. Saranno concerti in cui non “soffriremo” l’ambiente teatrale. Paradossalmente, quando c’è della musica molto energica, il teatro è l’unico luogo in cui questa viene valorizzata. Cosa che non avviene in tanti altri posti che invece non sono nati per ospitare eventi di musica dal vivo».
Un ambiente, quello del live, in cui Noemi si sente perfettamente a suo agio: «Starei sul palco praticamente tutte le sere. La cosa che mi dispiace di più del mio mestiere è non poter cantare spesso come vorrei, perché sono costretta a seguire determinati ritmi».

Le due anteprime e, poi, il resto del tour saranno anche un’occasione per ascoltare dal vivo Porcellana, l’ultimo singolo estratto da La luna, l’album di Noemi uscito in occasione della sua partecipazione al Festival di Sanremo: «È una canzone che parla di paure, della mia esperienza personale. Degli attacchi di panico. Non mi racconto per chiedere compassione, lo faccio con forza e, soprattutto, lo faccio per darmi coraggio. C’è la tendenza a condividere determinate esperienze dolorose quando queste sono superate, perché solo allora si è in grado di vederle dalla giusta distanza. E così ho fatto. E poi sono convinta che la musica debba raccontare cose reali, per non perdere la propria autenticità. Quando ho ascoltato per la prima volta la canzone, mi ha colpito perché è un pezzo estremamente moderno. Il testo l’ho trovato semplice ma, allo stesso tempo, interessante. La canzone mi è arrivata al primo ascolto e ho pensato che potesse essere lo stesso per il pubblico».

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Nata a Venezia, studentessa di Giurisprudenza a Padova e giornalista a Milano. Classe '93. Tanti interessi: dalla scrittura alla musica, dai viaggi alla politica. Prime collaborazioni con Max/Gazzetta dello Sport, D.Repubblica.it e Young.it. Giornalista pubblicista, da sette anni inviata alla Mostra del Cinema di Venezia. Mi trovate anche su Amica.it, la Nuova Venezia, il Mattino di Padova, la Tribuna di Treviso, FoxLife, Trentino, Alto Adige, DireDonna e Italpress.

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