Somewhere Home #1: jazz, elettronica e ritmi latini firmati Filoq

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Filoq

E’ da poco uscito Somewhere Home #1, il nuovo EP del producer Filoq, disponibile per doubledoubleu su Spotify, iTunes e tutte le principali piattaforme streaming. In queste quattro canzoni, come nel suo precedente album JazzCrash, Filoq unisce jazz, elettronica e ritmi latini. Filoq vive a Genova, è dubmaster dell’Istituto Italiano di Cumbia ed è la mente sonora del progetto Magellano, con cui sonorizza la grande opera di street art genovese Walk the line. In carriera ha lavorato con Almamegretta, Escobar, Mudimbi, Mimosa e Luvanor FC. Lo abbiamo intervistato.

Come descriveresti Somewhere Home #1 a chi non lo ha ancora ascoltato?
E’ una raccolta di brani nati negli ultimi due anni, passati in giro a suonare. Sono stati messi insieme senza troppo pensare ad una logica di concept comune, è il primo capitolo di una raccolta delle cose che mi capita di fare e produrre.

Si parla di volume 1, questo vuol dire che ci sarà un seguito?
Sì, uscirà fra non tantissimo un secondo capitolo. Non voglio però seguire una regola: se arriveranno dei buoni brani, li pubblicherò anche al di fuori della raccolta.

Unisci nella tua musica jazz, elettronica e ritmi latini. Questi generi possono coesistere?
Io penso di sì. C’è una matrice comune che è l’Africa, da cui deriva il jazz. Ed anche tante cose della musica latina nascono da lì. Per quanto riguarda la musica elettronica, è andata a cercare tanto da questo tipo di linguaggi e quindi penso che si possano mettere insieme.

Qual è stato finora il tuo percorso artistico? Quando e come hai iniziato a fare musica?
Ho iniziato da ragazzino in una band indie-rock. Poi ad un certo punto ho iniziato ad interessarmi al mondo del campionamento e a produrre da solo le mie cose. Sono uscito dalla logica della band e sono andato avanti con questo tipo di lavori. In alcuni momenti mi capita di lavorare con musicisti, all’interno di progetti più ampi, oppure più semplicemente per una canzone o per creare delle performance live. Ormai da più di dodici anni il mio interesse principale è quello legato alla produzione e alla manipolazione dei suoni.

C’è spazio in Italia per questo tipo di musica?
E’ un settore di nicchia, che negli ultimi anni si sta allargando sempre di più, raccogliendo interessi sempre maggiori, in Italia come all’estero. In Italia c’è un bel numero di produttori che fanno cose di livello anche internazionale.

Tu sei di Genova, città che è conosciuta soprattutto, in campo musicale, come la città dei cantautori. Influenza il tuo modo di comporre musica?
Sicuramente sì, Genova è un porto, è una città meticcia, dove si incrociano tanti popoli e culture. Questo elemento senza dubbio confluisce nella musica che produco, è un qualcosa che si respira per strada e che si va a riversare nel mio lavoro di musicista e sound designer.

Prevedi una dimensione live per questo tuo nuovo progetto?
Ho già fatto un paio di date ed ora stiamo chiudendo per altre durante l’estate. Parteciperò a qualche festival jazz e suonerò in club all’aperto. Porterò quindi questo nuovo lavoro anche dal vivo, insieme a JazzCrash, il disco che ho pubblicato circa un anno e mezzo fa.

Filoq

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Nato a Lavagna (GE) il 26 luglio 1970, nel giorno in cui si sposano Albano e Romina, dopo un diploma in ragioneria ed una laurea in economia e commercio, inizio una brillante (si fa per dire) carriera come assistente amministrativo nelle segreterie scolastiche della provincia di Genova e, contemporaneamente, divorato dalla passione del giornalismo, porto avanti una lunga collaborazione con l’emittente chiavarese Radio Aldebaran e il quotidiano genovese Corriere Mercantile. Dal 2008 curo il blog Atuttovasco.

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