Ron: «A Verona per Lucio con tanti amici in allegria»

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Sanremo 2018
Foto di Riccardo D'Ambrosio

Sarà un grande spettacolo, omaggio a Lucio Dalla, quello che andrà in scena questa sera al Teatro Romano di Verona nel corso del Festival della Bellezza. Gran cerimoniere, Ron, che sarà affiancato da tanti artisti: Ornella Vanoni, Gaetano Curreri, Fiorella Mannoia, Giovanni Caccamo, solo per citarne alcuni.

Che tipo di spettacolo vedremo? Un concerto o uno “spettacolo raccontato”?
Uno spettacolo raccontato. Sarà una data speciale, piena di ospiti. Ma la tournée è già partita da Milano, proseguita a Roma e continuerà per tutto l’anno. Sarà un concerto in cui canterò le canzoni di Lucio Dalla contenute nel mio ultimo album, insieme a tanti altri pezzi, perché dodici brani non sarebbero bastati per uno spettacolo. E poi racconteremo Lucio con fotografie, immagini. Racconti che parlano di lui e della sua vita. Non sarà una commemorazione, ma uno spettacolo all’insegna dell’allegria e della leggerezza.

Quanto agli ospiti, ce ne sono alcuni che non potevano mancare (penso a Curreri, Mannoia, Vanoni), mentre altri sono inaspettati.
I primi tre che hai citato erano molto vicini a Lucio. Gaetano Curreri, in particolare, ha passato una vita insieme a lui. E infatti sono stati i primi artisti che ho contattato. Però non volevo che nel concerto fossero coinvolte sole persone che avessero avuto a che fare con Dalla. Mi piaceva l’idea di chiamare anche dei musicisti giovani, come Giovanni Caccamo, che non l’hanno mai conosciuto. È curioso sentire da loro quello che hanno avvertito: cos’era Lucio per loro, perché hanno scelto una determinata canzone.

curreri-Vasco-fratello

Sono stati gli ospiti, quindi, a scegliere le canzoni da cantare?
Sì, assolutamente. Ci saranno anche dei duetti molto belli. E poi non ci sarà solo musica: saranno presenti anche degli attori, che racconteranno la vita di Lucio. Sarà uno spettacolo molto vario, con al centro Lucio Dalla, che sarà “visualizzato” a 360 gradi.

Traslando sul pubblico il discorso fatto per gli artisti giovani, può esserci anche un intento di “insegnamento”: raccontare Lucio Dalla a chi, per motivi anagrafici, non l’ha conosciuto?
Direi di sì. È importante mantenere viva la musica dei grandi artisti che se ne sono andati. Come Lucio, ma anche come Pino Daniele, ad esempio. Sono artisti che andrebbero studiati a scuola, come già avviene in Francia. È giusto che i ragazzi scoprano chi sono quegli artisti che hanno conquistato una nazione intera, perché non vengano dimenticati. Ed è per questo che porterò in giro lo spettacolo: perché ho il piacere di farlo e perché Lucio ha bisogno di essere mantenuto nei ricordi.

L’arte va spiegata o deve avere la forza per spiegarsi da sola?
Credo che abbia la forza per spiegarsi da sola. Chiaramente, ci sono nuove generazioni che a volte non ci vogliono sentire e non sono interessate a capire chi ci fosse prima di loro. E allora questi ragazzi vanno indirizzati. Questo mondo esiste perché c’era qualcosa prima. I cantautori sono nati negli anni ’70 e ’80 perché c’era un periodo socialmente particolare, c’erano gli anni di piombo. È la storia del nostro Paese: la nostra cultura.

C’è il progetto di un disco dal vivo per raccontare questa serata?
Per ora no, però registreremo tutto, perché lo spettacolo sarà trasmesso da Mediaset. Vedremo…

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Nata a Venezia, studentessa di Giurisprudenza a Padova e giornalista a Milano. Classe '93. Tanti interessi: dalla scrittura alla musica, dai viaggi alla politica. Prime collaborazioni con Max/Gazzetta dello Sport, D.Repubblica.it e Young.it. Giornalista pubblicista, da sette anni inviata alla Mostra del Cinema di Venezia. Mi trovate anche su Amica.it, la Nuova Venezia, il Mattino di Padova, la Tribuna di Treviso, FoxLife, Trentino, Alto Adige, DireDonna e Italpress.

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