Federico Buffa debutta al Festival della Bellezza con “Il rigore che non c’era”: le sliding doors dello sport e della storia

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Federico Buffa

Ieri sera ha debuttato a Verona il nuovo spettacolo di Federico Buffa, dal titolo Il rigore che non c’era.
Lo show è inserito all’interno del cartellone del Festival della Bellezza 2018, in scena, come sempre, al Teatro Romano di Verona.
Nonostante la pioggia caduta sulla città scaligera e che ha accompagnato anche i primi 40 minuti dello show, il teatro è gremito e fa registrare 1.900 biglietti staccati, regalando a Il rigore che non c’era il primo sold out proprio alla prima, come a dire “debutto bagnato, debutto fortunato”.

La scena si svolge in una sorta di studio radiofonico casalingo, con uno speaker (interpretato da Marco Caronna, che è anche il regista dello spettacolo) e una vicina di casa (Jvonne Giò) che ogni tanto si affaccia al balcone per cantare cantare le canzoni che accompagnano la narrazione suonate magistralmente al pianoforte da Alessandro Nidi, che per l’occasione ha composto anche musiche originali.

Il racconto inizia prendendo spunto dal rigore che valse a Pelè il millesimo gol in carriera e continua narrando altre storie di sportivi come le grandi ali destre Garrincha, Renè “El Loco” Houseman e George Best.
Tutti eventi e personaggi legati da un bivio esistenziale: cosa sarebbe successo se non avessero dato a Pelè quel rigore (che non c’era)? Se quelle tre ali destre fortissime non avessero avuto problemi con l’alcol?
Un po’ come se ci fossero una porta rossa e una porta nera tra cui scegliere. E’ proprio questo infatti il tema che attraversa tutta la serata e fa da collante tra tutte le storie che vengono raccontate, in una sorta di sliding doors della vita.

Ma non è solo di sport che si parla, perchè mano a mano la narrazione si amplia e arriva a personaggi ed eventi che hanno cambiato per sempre la storia del mondo, ma che sono stati ad un passo dal poterla cambiare in senso anche diametralmente opposto, come Wernher Von Braun, barone tedesco responsabile dello sviluppo missilistico del Terzo Reich che, una volta fuggito negli Stati Uniti, li condusse a vincere la corsa verso la Luna contro i russi. Cosa sarebbe successo se avesse optato per l’Unione Sovietica? O se fosse rimasto in Europa, come le migliaia di scenziati ebrei costretti a fuggire?
E se gli Inca avessero schiacciato gli spagnoli di Pizarro, data l’enorme superiorità numerica?
E se il governo Chamberlain non fosse caduto e non fosse mai diventato primo ministro Winston Churchill?
Probabilmente, anzi, quasi sicuramente a queste storie non c’è una risposta, ma l’obiettivo del racconto di questi bivi esistenziali e storici è proprio quello di instillare nello spettatore il dubbio, la curiosità, la voglia di cercare, di ripercorrere e di studiare quelle storie e quegli eventi.

La classe di Federico Buffa è immensa e il suo modo di raccontare storie tremendamente coinvolgente (in questo è davvero il migliore di tutti in Italia): potrebbe raccontare il TuttoCittà di Milano che riuscirebbe comunque a trovare un milione di storie e aneddoti e ad emozionare lo stesso gli spettatori.
Questo nuovo spettacolo, dopo quello sulle Olimpiadi del ’36 e Muhammad Ali. A night in Kinshasa confermano la validità del format portato in scena da Buffa: intrecciare sport e storytelling con la divulgazione culturale, creando collegamenti tra gli eventi e, grazie alla forza della narrazione e dell’interpretazione, coinvolgere lo spettatore.
Obiettivo riuscito, e il lungo applauso finale dei 1900 spettatori ne è la conferma.

I prossimi appuntamenti con Il rigore che non c’era:
4 luglio – Peccioli (PI), Anfiteatro Fonte Mazzola
1o luglio – Roma, Foro Italico
13 luglio – Milano, La Triennale
14 luglio – Marina di Pietrasanta (LU), Teatro La Versiliana

Nei prossimi giorni su questo sito arriverà una lunga intervista con Federico Buffa realizzata ieri pomeriggio poche ore prima del debutto.

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Nato a Roma nel 1984, ma vivo a Venezia per lavoro. Musicista e cantante per passione e per diletto, completamente autodidatta, mi rilasso suonando la chitarra e la batteria. Nel tempo libero ascolto tanta musica e cerco di vedere quanti più concerti possibili, perchè sono convinto che la musica dal vivo abbia tutto un altro sapore. Mi piace viaggiare, e per dirla con le parole di Nietzsche (che dice? boh!): "Senza musica la vita sarebbe un errore".

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