Pino è. Un (dovuto) ricordo riuscito a metà

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Pino è
Foto di Enzo Pinelli

È andato ieri in onda su Rai 1 in diretta dallo Stadio San Paolo di Napoli Pino è, il grande concerto tributo al cantautore partenopeo prematuramente scomparso, proprio nella città che  gli ha dato i natali e che ha sempre portato nel cuore. Un concerto di beneficenza, con il numero 45585 attivo fino al 10 giugno, per donare alle associazioni scelte dalla famiglia di Daniele, in particolare per aiutare i progetti “PassPort” di Open Onlus e “Punti Luce” di Save The Children.
Un evento che ha mobilitato l’intera città per una settimana, riunito tutte le maggiori radio italiane e tanti ospiti giunti fino a Napoli per onorare Pino, uniti nel nome dell’amicizia e ammirazione che nutrivano verso il bluesman del sud, in una lunga staffetta fatta di sue storiche canzoni.
Va premessa una cosa: chi si aspettava il solito tributo, o il Pavarotti and Friends, è stato messo a tacere. Ma è rimasto parzialmente deluso anche chi si aspettava uno spettacolo di matrice commemorativa senza scadere nella pantomima.
Veniamo al dunque: ad aprire lo spettacolo è lo stesso Pino, attraverso un suo video proiettato sul maxi schermo, con un’inedita versione del 1981 di Yes I Know My Way, coadiuvato da un eccelso Tullio De Piscopo alla batteria. È Alessandro Siani il primo intrattenitore della serata, faro della comicità locale, che con una battuta su ciò che Pino ha rappresentato per la città annuncia il primo ospite della serata, Jovanotti, che propone in acustico lo storico Putesse essere allero.

Foto di Enzo Pinelli

La staffetta continua, talvolta fra pause, imbarazzi e silenzi, con lo stesso Lorenzo ad introdurre Biagio Antonacci e la Amoroso. Così il via vai degli artisti continua. Ognuno racconta un aneddoto che lo ha legato a Pino, una passerella di visibilità per personaggi noti e meno noti in prima serata sull’ammiraglia Rai. Tutti si sforzano a cantare in un napoletano (spesso piuttosto) ostentato, le problematiche del malaffare e della fame, che solo chi è di queste parti può capire davvero, dando un’interpretazione a volte priva di “Anima”.
Un pubblico composto: ma ve li immaginate i napoletani “caciaroni” seduti e immobili sulle proprie sedie? Io fino a ieri non credevo fosse possibile. Non sono bastati neppure gli incitamenti dei vari big ad infiammare gli entusiasmi di un popolo che ha speso cifre non proprio esigue per rivivere per quattro ore una serata nel ricordo del proprio mito, e a tratti ne ritrova offesa la memoria.
L’intervento migliore è quello di Elisa, quando racconta che per Pino erano importanti le pause fra le varie note, ed il silenzio. Ma di pause in questa serata ce ne sono davvero troppe. Si nota troppo l’assenza di un conduttore, di un fil rouge fra le varie esibizioni, e tutto questo nel pubblico è papabile.
Non sono bastati neppure gli arrangiamenti originali dei brani eseguiti dalle due band storiche “Vai mo” e “Nero a metà” a rendere più sciolto questo show. Se è vero che i social sono lo specchio degli haters e dei frustrati, è altrettanto vero che su Pino le parole sono sempre state positive. Meno che stamattina all’hastag #pinoè.
A questo punto vi starete chiedendo: quindi è stato davvero così deludente? La risposta risiede – forse –  nelle aspettative. I migliori big della musica italiana, i migliori attori del paese e tutte le radio insieme sullo stesso palco, non potevano permettersi buchi ed errori. Invece ce ne sono  stati, forse troppi.
Per chiudere, ricordo che da qualche settimana è in rotazione radiofonica il singolo inedito di Daniele Resta quel che resta, mentre oggi è uscita la raccolta di quattro CD dei più grandi successi del poeta partenopeo.

Ecco la scaletta di Pino è

Yes I Know My Way – Pino in video, De Piscopo alla batteria
Putesse essere allero – Jovanotti in acustico
Che dio ti benedica / Che male c’è – Biagio Antonacci + Alessandra Amoroso
Quanno chiove – Giuliano Sangiorgi + Emma Marrone + James Senese al sax
Questo immenso – Giorgia
Generale – Francesco De Gregori
‘O Scarrafone / Nero a Metà – Eros Ramazzotti
A me me piace o blues – Ramazzotti + Jovanotti + James Senese
Alleria / Io dal mare – Claudio Baglioni
Quando – Elisa + Fiorella Mannoia
Notte prima degli esami – Antonello Venditti
Je so pazzo – Elisa + Gianna Nannini
Anna verrà – Gianna Nannini
Sulo pe parlà – Fiorella Mannoia
Na tazzulella ‘e cafè – Clementino
Medley: O sole mio/ Je sto vicino a te/ I say I sto cca – Il volo + Pino Daniele in video
Anima e core – Francesco De Gregori + compagna
Mal di te – Sangiorgi + Marco D’Amore
Anima – Tiromancino + Ornella Vanoni
Cammina cammina – Massimo Ranieri
Sicily – Ranieri + Sangiorgi
Terra mia – Fiorella Mannoia
Io per lei – Emma Marrone
Musica musica – Emma + Francesco Renga
Dubbi non ho – Alessandra Amoroso
Se mi vuoi – Irene Grandi
Notte che se ne va – Mario Biondi + Il Volo
Nun me scuccià – Zampaglione + Sangiorgi
Tutta n’ata storia – Avitabile e Senese (con presentazione della band storica)
Lazzari  felici – Teresa De Sio + Paola Turci
Anni amari – J. Ax
Chi tene ‘o mare – Gragnaniello +  Senese
Donna Cuncetta –Raiz + NCCP
One Day – Biagio Antonacci;
Napule è – tutto lo stadio San Paolo in coro

Foto di Enzo Pinelli
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