Federico Poggipollini nel cuore della “sua” Bologna

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Nemo propheta in patria è una locuzione in lingua latina che letteralmente significa: “Nessuno è profeta nella [propria] patria” . Più semplicemente vuol dire che emergere in ambienti familiari spesso è più difficile che farlo in ambienti estranei. Spesso però, specialmente nel mondo della musica, capitano delle eccezioni.

Ieri sera è andata in scena una di queste eccezioni: al Biografilm Festival, uno degli appuntamenti più in voga dell’estate bolognese, si è esibito Federico Poggipollini, a distanza di quasi un anno dall’ultimo concerto nella sua città Natale.
E Bologna ha risposto presente, con il calore e l’affetto che solo la città felsinea è in grado di dare. Diverse centinaia di presenti che, dall’inizio alla fine, hanno cantato, saltato e ballato sulle note di Nero, il suo ultimo disco solista.

Sono ormai più di tre anni che, con successo, Poggipollini sta portando in giro per l’Italia il suo Nero Tour e più passa il tempo più questo lavoro non smette di piacere, sia al pubblico (che ormai conosce a memoria ogni singola nota dell’album), sia allo stesso autore ed ai suoi Crumars, la band che lo accompagna, che danno l’impressione di divertirsi sul palco a suonare ogni singola nota. E, cosa ancora più importante, è un album che non smette di essere richiesto: proprio dal palco del Biografilm Poggipollini ha annunciato che ha intenzione di far uscire un edizione speciale in vinile con, all’interno, un brano inedito.

All’interno della scaletta non poteva mancare ovviamente Bologna e piove, cantata per la prima volta dal vivo con Andrea De Luca, coautore del brano.

Capitan Fede, dal canto suo, ci ha messo tutto il suo cuore, in una serata alla quale teneva molto, ben supportato da una band ormai rodata, con cui non ha bisogno di parlare, ma con la quale basta un gioco di sguardi per capirsi e saper dare al brano la giusta direzione. Il segreto di un concerto così riuscito sta tutto nel feeling e nella sintonia che ha con questo gruppo: la capacità che ognuno di loro ha di gestire la dinamica dei brani, il modo di intervenire ed essere sempre presenti senza risultare mai invasivi.

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Di origini torinesi, ma trapiantato ormai da diversi anni in quella magnifica terra che ha dato i natali ai più grandi musicisti italiani, l'Emilia. Idealista e sognatore per natura, con una spiccata sindrome di Peter Pan e con un grande amore che spazia dal Brit rock passando per quello a stelle e strisce, fino ai grandi interpreti italiani. Il tutto condito da una passione pura, vera e intensa per la musica dal vivo.

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