Springsteen ritira il Tony Award e omaggia la sua Freehold

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E’ l’ennesimo riconoscimento ad una carriera assolutamente straordinaria. E’ il premio che mancava nella bacheca di Colts Neck. E’ il Tony Award 2018, una sorta di Premio Oscar del mondo teatrale americano. Ne avevamo già scritto lo scorso 2 maggio proprio qui (http://www.spettakolo.it/2018/05/02/bruce-springsteen-premiato-tony-award-ennesimo-riconoscimento-un-artista-uomo-sempre-piu-grande/) al momento del conferimento. Ieri sera invece, al Radio City Music Hall di New York, Bruce ha ritirato il premio. A consegnarglielo è stato Billy Joel, da anni  amico e fan del Boss. Elegantissimo nel suo smoking total black e visibilmente emozionato (eh sì, capita ancora anche a lui, e meno male…)  Bruce aveva accanto i suoi tre figli (Evan, Jessica e Sam) e l’immancabile Patti, a cui  ha rivolto un ringraziamento speciale: « Devo ringraziare la mia bella moglie e partner artistica Patti Scialfa, per il suo amore e l’ispirazione che mi ha dato ogni sera»

Springsteen ha ringraziato il pubblico e  la giuria che gli ha consegnato il Tony dicendo che «E’ un premio che apprezzo moltissimo, grazie per avermi fatto sentire così ben accetto nel vostro isolato. Essere parte di questa comunità – ha proseguito Bruce – è stata un’emozione fortissima, una delle cose più entusiasmanti della mia vita e un grande onore».

Dopo i ringraziamenti, non poteva mancare un brano suonato al piano da Springsteen, un frammento dello spettacolo che sta mettendo in scena dallo scorso ottobre e che andrà avanti fino al 15 dicembre. A presentarlo questa volta è stato Robert De Niro che dopo aver definito Trump un fottuto idiota, si è rivolto direttamente a Springsteen: «Bruce, nessuno sa far oscillare questo teatro come te, e – cosa ancora più importante in questi tempi a rischio – tu fai oscillare  il voto, combattendo sempre per questo, con le tue parole, la verità, la trasparenza e l’integrità. Ragazzo, è proprio ciò di cui abbiamo bisogno adesso. Quindi, congratulazioni per il tuo Tony vinto per ‘Springsteen on Broadway’, o come piace chiamarlo a me ‘Jersey Boy’».

A questo punto Bruce è andato al piano e ha accennato “My Hometown”, raccontando, esattamente come fa nello show di Broadway, di quando viveva a Freehold, parlando di Randolph Street, della chiesa cattolica di St. Rose of Lima, delle Onoranze Funebri Freeman e dell’odore buonissimo di caffè che arrivava dalla fabbrica Nestlè. Un momento commovente, nello show, che ha destato molte polemiche tra i “teatranti”: troppo lungo, troppo lento, leggeva il gobbo elettronico. Ma questa è tutta un’altra storia.

 

p.s. la foto in evidenza è presa da internet

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Patrizia De Rossi è nata a Roma dove vive e lavora come giornalista, autrice e conduttrice di programmi radiofonici. Laureata in Letteratura Nord-Americana con la tesi La Poesia di Bruce Springsteen, nel 2014 ha pubblicato Bruce Springsteen e le donne. She’s the one (Imprimatur Editore), un libro sulle figure femminili nelle canzoni del Boss. Ha lavorato a Rai Stereo Notte, Radio M100, Radio Città Futura, Enel Radio. Tra i libri pubblicati due su Luciano Ligabue: Certe notti sogno Elvis (Giorgio Lucas Editore, 1995) e Quante cose che non sai di me – Le 7 anime di Ligabue (Arcana, 2011). Uno (insieme a Ermanno Labianca) su Ben Harper, Arriverà una luce (Nuovi Equilibri, 2005) e uno su Gianna Nannini, Fiore di Ninfea (Arcana). Il suo ultimo libro, scritto con Mauro Alvisi, s'intitola "Autostop Generation" (Ultra Edizioni). Dal 2006 è direttore responsabile di Hitmania Magazine, periodico di musica spettacolo e culture giovanili.

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