Cosa succede a Villa Ada Roma? Saltati i primi concerti: a rischio tutto il festival?

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Villa Ada

Cosa succede a Villa Ada? L’avvio della 25esima edizione del Festival Villa Ada Roma Incontra il Mondo è stato ricco di imprevisti: il concerto di Noyz Narcos previsto ieri sera è stato spostato al 17 luglio all’Ippodromo delle Capannelle. Quello di stasera con Paolo Zanardi sarà fatto non si sa quando. Quello di domani, 19 giugno, con Dente e Guido Catalano si farà, ma al Giardino del Monk (Via. G. Mirri 35). E nei prossimi giorni non si sa cosa succederà, a cominciare dal concerto dei Monkadelik, originariamente fissato il 21 giugno.
Fanno sapere gli organizzatori: «Nonostante il rispetto di regole e autorizzazioni previste, il Comune di Roma ha deciso di sospendere temporaneamente l’autorizzazione all’occupazione di suolo pubblico attraverso una determina notificataci ieri, domenica 18 giugno 2018, alle ore 13.35. L’autorizzazione rimane così vincolata ad una nuova convocazione della commissione esaminatrice del bando sull’Estate Romana 2017/2019 – al momento fissata secondo quanto appreso in via informale per venerdì 22 giugno».
In altre parole, viene rimesso in discussione un bando per il triennio 2017/2019, vinto alla società d’Ada Srl, organizzatrice del festival. Il tutto perché lo scorso 12 giugno è stata pubblicata una sentenza del Tar del Lazio presa in seguito all’impugnazione del risultato legato al bando da parte della Nosb Srl, società concorrente della d’Ada Srl.
Non conoscendo i motivi del contenere, non vogliamo certo addentrarci nei meandri della sentenza. Però possiamo rimarcare che essendo stata redatta e firmata il 21 gennaio, poteva essere resa pubblica prima che la macchina organizzatrice del festival iniziasse a girare a pieno ritmo.
Ora la commissione istituita da Roma Capitale dovrà riesaminare la proposta progettuale di d’Ada Srl, che fa sapere: «Purtroppo abbiamo appreso informalmente, nonostante le richieste da parte nostra di velocizzare l’iter di riesame, che la commissione esaminatrice si riunirà entro la settimana con conseguente aggravio economico e di immagine ai danni della 25esima edizione del nostro storico Festival. Non possiamo non evidenziare, da ultimo ma non certo in ordine di importanza, il danno culturale e politico che viene inferto all’intero progetto, ma più in generale all’Arci, che aveva programmato insieme all’UNHCR i festeggiamenti della giornata Mondiale del Rifugiato, previsti per mercoledì 20 giugno, all’interno del nostro calendario. Per questa data sono previste anche iniziative di respiro internazionale, con la partecipazione di ospiti istituzionali e artisti del calibro di Bombino e altri da sempre impegnati sul fronte della difesa e della tutela dei diritti umani e dei migranti».
Insomma, per dirlo con parole poco istituzionali, un bel casino! Speriamo soltanto che si trovi in fretta una soluzione e che alla fine tutto s’aggiusti. Anche se sono già stati fatti danni notevoli.

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