Sergio Noya: «Finalmente sono diventato adulto»

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Sergio Noya

Romano di nascita, europeo d’adozione, Sergio Noya scrive di ciò che lo circonda. Stelle & Popcorn è il nuovo album del cantautore romano, che sarà disponibile a partire dal 27 giugno in tutti i digital store e verrà presentato al Lian Club di Roma la sera stessa. Contemporaneamente con l’album, uscirà il singolo Interno notte in cui il cantautore ha provato a mettere in musica il disagio di un “ragazzo di quarant’anni” che ha capito (oserei dire, finalmente) di essere diventato un adulto.

Dieci tracce che racchiudono immagini precise all’interno di melodie nella maggior parte dei casi efficaci ad accompagnare dei testi semplici ma accattivanti. Un lavoro composito, che alterna ottimismo e rassegnazione e racconta di un uomo che scopre sé stesso, nota dopo nota. Tante (forse troppe) le canzoni d’amore, che nel panorama musicale italiano certamente non mancano. Un’impresa a dir poco impossibile stupire l’ascoltatore con una tematica del genere eppure Domenica è riuscito a sorprendermi. Testo interessante, melodia delicata e la voce che accompagna in questo racconto lucido e senza filtri delle abitudini di un uomo nella sua vita matrimoniale.

La produzione artistica del disco è stata affidata ad Annachiara Zincone con la supervisione di Gianpaolo Rosselli, il risultato è un album che mette insieme la tradizione e la modernità sia nei suoni che nei testi, a volte persino troppo.

Quando e come ti sei avvicinato alla musica?
Ho avuto la fortuna di crescere in una famiglia numerosa dove tutti suonavano almeno uno strumento musicale. Io, il più piccolo, ho avuto la possibilità di provarne diversi prima di capire quale fosse quello più adatto per me. Ancora più importante è stata la quantità e la qualità di musica ascoltata in casa, soprattutto i vinili di mio fratello maggiore (su tutti Banana Republic).

Qual è il messaggio che vuoi che arrivi a chi ascolta questo album?
Mi piacerebbe che tra qualche anno mio figlio ascoltasse questo album, che da questo gli arrivasse un’immagine forte e chiara di un ragazzo che si scopre uomo con tutte le fragilità che questo passaggio comporta. Fragilità viste come ricchezza in grado di accarezzare l’anima e di suscitare emozioni.

L’idea di scrivere un pezzo a quattro mani con tuo figlio è stata tua o sua?
Dal gioco al disegno, dall’ascolto della musica alla condivisione di stati d’animo, quando sono insieme a mio figlio tutto viene fatto insieme. Ricordo bene il giorno in cui ero preso dalla scrittura di “baciarsi piano”, mentre raccontavo la scomparsa di mia madre in maniera positiva e ritmata, mio figlio, preso dal colore del brano e ignaro della mia ispirazione, iniziò a lanciare immagini (coccodrilli, mantidi e astronavi). La canzone a quel punto ha virato in una nuova direzione diventando un melting pot multigenerazionale. I sogni sognati sono saliti su un’astronave in partenza.

Le immagini che emergono dall’ascolto dell’album sono molto chiare e precise. Da dove arriva l’ispirazione?
A 10 anni dall’uscita del mio primo album Con la mia chitarra, dopo essermi misurato con la timidezza, mai avrei pensato di farne uno nuovo. In questi anni ho scritto canzoni (spesso cantate da altri) sempre con la consapevolezza di soddisfare un bisogno primario ma mai con l’idea di cantarle. Negli ultimi due anni la mia vita è stata travolta da una pioggia di emozioni ingestibile. L’unico modo che ho avuto per metabolizzare quei «pezzi di vita ingoiati ma mai digeriti» è stato quello di scrivere un album. Un modo per esorcizzare immagini che ad ogni respiro schiacciano l’aria all’anima. Vita così densa da meritare un contenitore.

Come hai scelto i pezzi da inserire nell’album?
E’ stato tutto molto naturale. Esiste un filo rosso (la stesura dei brani è avvenuta in un periodo di tempo molto ristretto) che tiene uniti i pezzi del disco. La produttrice artistica, Anna Chiara Zincone, si è limitata a tenerne fuori un paio (chissà perché ho sempre pensato che i dischi dovessero avere 12 brani, un po’ come se il terzino sinistro dovesse avere per forza il numero 3.

Su tutti, mi ha colpito molto Domenica, che ha un testo interessante sospinto da un base delicata. Ti rivolgi a qualcuno in particolare?
Domenica racconta della lunga storia d’amore che vivo da più di un decennio con mia moglie. Un amore visto da diversi punti di vista in diversi momenti di vita. Amore sognato, desiderato e vissuto. Un’ amante, moglie e madre. Amata, delusa e ritrovata.

L’universo del cantautorato italiano è vasto e composito. Chi è il tuo punto di riferimento? Quale pensi sia il tuo posto?
Lucio Dalla rappresenta il luogo più intimo nel quale custodisco la mia emotività. Ho avuto la fortuna di ascoltarne voce e canzoni quando ancora non parlavo. Ricordo il ballerino che ballava, il disperato erotico stop di cui non coglievo l’ironia ma solo il ritmo. Poi negli anni novanta sono arrivate le parole di Samuele Bersani a colorare la mia fantasia. Nell’universo del cantautorato italiano non so dire se merito un posto speciale, ma sono consapevole della fortuna che ho nel poter scrivere di ciò che mi circonda e coinvolge.

LA TRACK LIST DI STELLE & POPCORN:

1. Interno Notte
2. Stelle & Popcorn
3. Polvere nell’aria
4. Abitudinari
5. Domenica
6. Baciarsi piani
7. Colla & Cristallo
8. Cos’è
9. Come si fa
10. A.M.R.

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21 anni e una grande passione per la musica, in particolare per quella italiana. Scrivere è sempre stata una necessità fin da piccolissima, così dopo la maturità scientifica ha scelto di proseguire gli studi nell'ambito della comunicazione, per coltivare il sogno di diventare giornalista. Oltre alla musica ama lo sport, il cinema e i viaggi.

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