Cesare Cremonini, la nuova stella di San Siro

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Cesare Cremonini
Cesare Cremonini in concerto a San Siro il 20 giugno 2018 - © Foto: Riccardo Medana

Ieri sera San Siro ha consacrato una nuova stella, si chiama Cesare Cremonini. Salire su quel palco la prima volta non è cosa facile. Ti tremano i polsi delle mani, a volte ti si spezza la voce. A lui se è successo lo ha mascherato bene. Le decine di migliaia di persone accorse ad acclamarlo hanno visto un grande showman “armato” di un ottimo repertorio. Infatti la scaletta che ha proposto era composta dal primo all’ultimo pezzo di brani-karaoke-da stadio. Che non è mica una brutta cosa: credo che chi c’era difficilmente dimenticherà i brividi provati durante le esecuzioni corali (nel vero senso della parola) di Una come te o Poetica.
Grande showman, dicevo. Cremonini lo è sempre stato, fin dai tempi del Lúnapop. Ma ora, con vent’anni di mestiere in più, conosce alla perfezione i ritmi, sa quali sono gli accenti giusti da usare, sa quando è il momento di osare o viceversa di tirare il fiato. Non sbaglia un colpo, questo ragazzo di 38 anni, oltre la metà dei quali spesi a perfezionarsi.
Il concerto inizia con la consueta intro strumentale e si vedono due piedi proiettati sui grandi schermi: sono i suoi, passo dopo passo si avvicina al palco. Finché spunta da una botola in mezzo alla passerella, pantaloni neri, giacca bianca, suona qualche nota su una pianola, poi parte Possibili scenari. Quando finisce il pezzo, c’è una grande esplosione di coriandoli e il palco si illumina: è subito chiaro che sarà un grande show.

Cesare Cremonini in concerto a San Siro il 20 giugno 2018 – © Foto: Riccardo Medana

Nell’esecuzione di Kashmir-Kashmir ha un bel rilievo la sezione fiati (Andrea Giuffredi alla tromba, Massimo Zanotti al trombone, Gabriele Bolognesi al sax e flauto traverso), che a più riprese dimostrerà di essere uno degli elementi vincenti del concerto.
Cesare prende la parola per la prima volta: «San Siro, San Siro, San Siro! Ciao! È veramente straordinario trovarsi qua, di fronte ai propri sogni che diventano realtà. In questi giorni gli amici continuavano a domandarmi: “Hai paura?”. Mentre salivo queste scale mi sembrava di tornare a casa…».
E via con un’altra botta di adrenalina, Padre Madre. Poi con La nuova stella di Broadway lo stadio si illumina a giorno grazie agli schermi dei telefonini. In questa fase Cesare se ne sta quasi sempre fronte palco, la band pare poco coinvolta, in realtà fa un gran lavoro.
Nell’intro di Lost in the Weekend si sente il rumore delle eliche di un elicottero e partono giochi di luce al laser. Cesare ricompare sul lato sinistro del palco, ora indossa una giacca rossa (saranno numerosi i cambi d’abito prima della fine). Canta metà canzone, poi torna al centro del palco. Qui prevalgono gli effetti elettronici. Ma già con brano successivo, Un uomo nuovo, cambia atmosfera, imbracciano una chitarra e proponendo una bella cavalcata rock.
Altra variazione con Buon viaggio: ora è country. Ad accompagnare Cremonini ci sono due chitarre acustiche e un banjo. Ma il colpo da maestro è sul finale del pezzo, quando Giuffredi inizia un assolo con la sua tromba che è pura magia. Assolo con continua nell’intro di Figlio di un re. Questo “stacco” a Cesare serve per cambiare ancora una volta postazione. Riappare seduto al piano, stavolta sul lato destro del palco. Parte un set in cui a riempire l’aria di note sono soltanto lui è il suo piano: Una come teVieni a vedere perchéLe sei e ventisei.

Cesare Cremonini in concerto a San Siro il 20 giugno 2018 – © Foto: Riccardo Medana

L’atmosfera ormai è davvero calda, ogni canzone viene accolta da un’ovazione: Mondo, Logico #1, GreyGoose. Cremonini va una volta ancora sulla pedana di sinistra, stavolta con uno dei chitarristi, e propone una versione davvero intensa di Dev’essere così.
Poi, cantando Il pagliaccio, percorre quasi tutto il palco facendo il passo dell’oca (una citazione di Bono, che faceva una cosa simile mentre cantava Zoo Station nello ZooTvTour?).
A fine pezzo, chiama accanto a sé il vecchio sodale Nicola “Ballo” Balestri (l’unico musicista che sia rimasto al suo fianco agli esordi) e, essendo il suo compleanno (per la cronaca, sono 36), chiede al pubblico che gremisce lo stadio di fargli gli auguri in coro. Poi partono le note di 50 speciale potete immaginare da voi cosa succede: a San Siro quando si mettono tutti a ballare c’è “l’effetto terremoto”.
A chiudere il set tre pezzi da 90, Marmellata #25, Poetica e Nessuno vuole essere Robin. Poi lo chiamano a gran voce per un bis e torna sul palco per chiudere con il secondo brano appartenente al repertorio dei Lúnapop, Un giorno migliore. Prima però presenta la band, oltre a quelli già citati ne fanno parte Andrea Morelli (chitarre), Alessandro de Crescenzo (chitarre), Michele Guidi (tastiere), Bruno Zucchetti (tastiere), Andrea Fontana (batteria), Annastella Camporeale (cori) e Gigi Fazio (cori).
Prossimi appuntamenti: sabato 23 all’Olimpico di Roma e martedì 26 allo Stadio Dall’Ara di Bologna.

Ecco la scaletta proposta da Cesare Cremonini a San Siro:

  1. Intro strumentale (Cercando Camilla, 2008)
  2. Possibili scenari (2017)
  3. Kashmir-Kashmir (2017)
  4. Padre Madre (2002)
  5. Il comico (Sai che risate) (2012)
  6. La nuova stella di Broadway (2012)
  7. Latin Lover (2002)
  8. Lost in the Weekend (2015)
  9. Un uomo nuovo (2017)
  10. Buon viaggio (2015)
  11. Figlio di un re (2008)
  12. Una come te (2012)
  13. Vieni a vedere perché (2002)
  14. Le sei e ventisei (2008)
  15. Mondo (2010)
  16. Logico #1 (2014)
  17. GreyGoose (2014)
  18. Dev’essere così (2005)
  19. Il pagliaccio (2008)
  20. 50 Special (dei Lùnapop, 1999)
  21. Marmellata #25 (2005)
  22. Poetica (2017)
  23. Nessuno vuole essere Robin (2017)
  24. Un giorno migliore (dei Lùnapop, 1999)

Chiudiamo con la fotogallery del concerto di Riccardo Medana

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Massimo Poggini è un giornalista musicale di lungo corso: nella seconda metà degli anni ’70 scriveva su Ciao 2001. Poi, dopo aver collaborato con diversi quotidiani e periodici, ha lavorato per 28 anni a Max, intervistando tutti i più importanti musicisti italiani e numerose star internazionali. Ha scritto i best seller Vasco Rossi, una vita spericolata e Liga. La biografia; oltre a I nostri anni senza fiato (biografia ufficiale dei Pooh), Questa sera rock’n’roll (con Maurizio Solieri), Notti piene di stelle (con Fausto Leali) e Testa di basso (con Saturnino). Ultimo libro uscito: "Lorenzo. Il cielo sopra gli stadi".

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