Mauro Ermanno Giovanardi: «Il Tenco prima mi ha mortificato, poi umiliato»

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Mauro Ermanno Giovanardi
Foto di Paolo Soriani, tratta dalla pagina FB di Giovanardi

La notizia ve l’abbiamo già data ieri: Mauro Ermanno Giovanardi in un primo momento è stato ammesso tra i finalisti per le Targhe Tenco 2018 nella categoria “Miglio album”, e successivamente tolto perché trattasi di un album prevalentemente di cover, quindi in realtà non avrebbe potuto concorrere in quella categoria ma in un’altra (“Miglior interprete”). Il fatto è che essendo stato inserito in un elenco sbagliato, non ha ottenuto i voti sufficienti in “quello giusto”. Purtroppo non è una barzelletta ma, per dirla con Carlo Emilio Gadda, un “pasticciaccio brutto” che ha offeso e danneggiato professionalmente l’ex frontman dei La Crus. Il quale si è seduto davanti a un computer e ha scritto una lettera aperta indirizzata al direttivo del Club Tenco. La pubblichiamo qui di seguito.

di Mauro Ermanno Giovanardi

È con vero rammarico che mi accingo a scrivere questa lettera aperta perché al Club Tenco sono legato per davvero, da quando Amilcare dopo la prima targa vinta nel ‘95 con i La Crus come migliore opera prima, mi/ci fece i complimenti per la versione di Angela, dicendomi che Luigi l’avrebbe apprezzata molto. Per il coraggio. O era l’anno prima quando fummo invitati come gruppo scoperto dal Tenco senza un disco fuori. Non ricordo, sono passati quasi 25 anni. Da lì ne ho vinte altre tre, l’ultima nel 2015 come Miglior Disco dell’anno con Il mio stile.
Nel mezzo tante partecipazioni e inviti, che come ben si sa, se sei un solista e ti porti una band, spesso il gettone non serve nemmeno per pagare tutti e ci vai in perdita. Ma ci vai per l’atmosfera, per gli amici che incontri, perché è probabilmente il premio più prestigioso che esiste in Italia, anche se dal punto di vista di vendita dei dischi non sposta più nulla da anni. Ma se ti invitano al Tenco ci vai. Perché è come andare una volta l’anno a salutare i cugini, gli zii, i nonni e gli amici cari con cui sei cresciuto.

Per cui della quinta targa avrei potuto farne anche a meno. Non ne ho bisogno, perché non ho nulla da dimostrare. Chi conosce il mio percorso artistico sa quanto e come ho lavorato da sempre sulla forma canzone. E ci sta pure (anche se è molto grave) che sia venuto fuori il pasticcio di chi doveva controllare se i dischi erano stati collocati nelle sezioni giuste. Da quello che so è sempre successo, ma c’era qualcuno che controllava ed indicava sia agli artisti che ai giurati gli errori. Errare è umano.
Ma la cosa che mi ha prima mortificato e poi umiliato come artista e amico del Tenco, è stata l’errata corrige pubblicata ieri pomeriggio. Non ci potevo credere. Mi è sembrata una vigliaccata. Di chi sbaglia e non ha il coraggio di ammetterlo e per metterci una pezza, si comporta in modo molto sgradevole. Oltre al danno la beffa. O come si dice al sud, cornuto e mazziato. E allora no. Io non ci sto. Cosi mi danneggia ancora di più perché sembra che il mio disco sia finito per sbaglio nel comunicato quando invece si doveva specificare che è stato votato nella sezione sbagliata oltretutto prendendo i voti necessari per entrare nella cinquina. 
Quindi poi vengo liquidato così? Con un comunicato in cui si cita freddamente il regolamento e l’unica cosa che si dice del mio disco è che non l’ho scritto io? 
Come ho scritto sopra non mi serviva la quinta targa, per campare meglio e pagare l’affitto, ma un trattamento adeguato è un po’ di rispetto sì.
Di cuore,
Mauro Ermanno Giovanardi

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