In Ungheria annullate 15 repliche del musical Billy Elliot perché accusato di “fare propaganda gay”

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Billy Elliot

Avete presente Billy Elliot, quel film delizioso girato nel 2000 da Stephen Daldry e ispirato alla storia vera di un ballerino undicenne, Philip Mosely, che rinunciò alla boxe per dedicarsi alla sua vera passione, la danza classica? Successivamente è diventato un musical di grande successo rappresentato in tutto il mondo. Ebbene, ora arriva la notizia che l’Opera Nazionale Ungherese di Budapest ha cancellato 15 repliche di questo musical a seguito di una campagna media omofoba contro la produzione.
Il direttore dell’Opera Szilveszter Okovacs ha scritto una lettera pubblicata dal sito news 444.hu, nella quale tra l’altro si legge: «Come sapete, la campagna negativa delle ultime settimane contro la produzione di Billy Elliot ha causato un forte calo delle vendite di biglietti e per questo annulliamo 15 spettacoli in linea con la decisione del nostro management».
Lo spettacolo è stato attaccato violentemente dal quotidiano Magyar Idok, che sostiene il premier populista di destra Viktor Orban (del resto in Ungheria la stampa critica verso il regime è stata messa a tacere da tempo). In un articolo su Billy Elliot pubblicato il primo giugno il quotidiano afferma che «la propagazione dell’omosessualità non può essere un obiettivo nazionale quando la popolazione invecchia e diminuisce e il nostro Paese è minacciato da un’invasione». L’articolo prosegue usando toni omofobi per descrivere gli organizzatori dello spettacolo, facendo intendere che vogliono convertire all’omosessualità i giovani spettatori. Okovacs ha replicato all’articolo affermando che l’unico personaggio gay nella versione originale, Michael, amico di Billy, non è presente nello spettacolo in scena a Budapest.
Secondo il sito news444.hu l’annullamento delle 15 date non sarebbe dovuto a problemi legati alla scarsa vendita dei biglietti, ma a indebite pressioni politiche. Del resto recenemente anche l’Accademia Ungherese delle Scienze era stata bersaglio di una campagna stampa omofoba. Il settimanale filogovernativo Figyelo ha pubblicato una lista di accademici che lavorerebbero «per i diritti dei gay e per la scienza di genere».
Insomma, in Ungheria pare sia iniziata una moderna caccia alle streghe. Proprio come se fossimo ancora in pieno Medioevo.

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