Jacopo Moriggi, l’amore per la batteria e per il cinema si uniscono in un disco: Vision

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Jacopo Moriggi

E’ un viaggio affascinante Vision, il nuovo disco del batterista Jacopo Moriggi, disponibile su tutti i digital store. Trentenne, si è avvicinato allo strumento giovanissimo, ha suonato in giro per il mondo ed è anche docente. Lo abbiamo intervistato.

Il tuo nuovo disco si intitola Vision, un titolo che in qualche modo richiama il mondo delle immagini. C’è questo collegamento con la tua musica?
Vision rappresenta un’immagine musicale abbinata ad una forte passione per i film e per le colonne sonore legate a loro. Ho scelto la parola Vision per rappresentare appunto la mia visione personale della batteria come strumento di composizione. Vision è un progetto ambizioso, un lavoro che mi ha messo alla prova, è stato frutto di vari esperimenti in fase di scrittura ed esecuzione. Ho iniziato un anno e mezzo fa a scrivere i brani e la difficoltà principale è stata appunto cercare di esprimere qualcosa, trovare un messaggio musicale concreto da comunicare. Questo album mi ha permesso di concretizzare le idee, esprime concetti musicali legati alle sensazioni e valorizza l’importanza di dare il giusto peso alle cose. Il nostro percorso di vita ci offre sia momenti belli all’apice dell’euforia, sia momenti brutti. Sono riuscito a ultimare il disco creando un mix di queste sensazioni dando vita a Vision.

Chi ha collaborato con te a questo tuo nuovo lavoro?
Ho iniziato da solo a scrivere il disco, ma avevo troppe idee in testa e non riuscivo a realizzarle tutte da solo. Fortunatamente il progetto è stato valorizzato da Luca Rossi, chitarrista ed arrangiatore, il quale ha rispettato al massimo le mie esigenze sonore e compositive. Successivamente ho contattato la cantante Daniela Bertazzoli per commissionarle un testo ed una linea vocale la quale ha fatto un lavoro magnifico che ha superato le mie aspettative.

Come ti sei avvicinato alla batteria?
Quando sei piccolo non hai le idee molto chiare, ti fidi molto delle tue sensazioni. Non c’era una motivazione ben precisa da parte mia, avevo 13 anni e da diversi mesi continuavo ad ascoltare un disco che aveva portato a casa mio papà da un suo viaggio in Colombia. Quella band si chiamava Manà ed il rullante di quell’album mi aveva catturato follemente. Penso sia questa la motivazione per cui abbia avuto lo stimolo per iniziare a suonare e, in questo caso, io avevo scoperto che volevo diventare un batterista.

Per due anni hai vissuto in Oceania, che ricordo hai di quel periodo della tua vita?
Un ricordo di esperienza di vita a tutti gli effetti, un momento che mi ha fatto crescere e che mi ha reso una persona migliore.

Spesso hai suonato all’estero. Noti un approccio diverso da parte del pubblico alla musica fuori dall’Italia?
La prima cosa fondamentale che noti quando suoni all’estero è che tutti ti valorizzano per quello che realmente sei. All’estero il musicista è visto come un lavoro concreto e tutti danno importanza a questo. Si nota soprattutto durante i live dove tutti stanno sotto al palco ad ascoltare per poi venire al banchetto del merchandising per discutere dello show e per comprare i dischi. Mi è capitato in Inghilterra qualche anno fa che un signore non aveva apprezzato il concerto, ma è venuto da me a comprare la discografia intera perché voleva riascoltare tutto nonostante non gli fosse piaciuto. Questa per me è stata un’esperienza di fondamentale importanza, perché nonostante le critiche forti di quel signore ho apprezzato la verità da lui esposta. Il gesto di comprare ugualmente i dischi mi ha sbalordito perché manifesta quanto è importante il campo musicale per loro.

Nel 2016 hai partecipato all’evento mondiale Rockin 1000 That’s Live. Cosa ti ha lasciato quell’esperienza?
In questa esperienza avevo la necessità di mettermi alla prova, di sfidarmi e di vedere se sarei riuscito a fare una cosa che non avevo mai fatto. I riscontri sono stati positivi al massimo perché si parla di uno show con alto impatto sonoro e visivo. Suonare con tante persone la stessa parte non è facile e il riscontro più importante l’ho avuto dalle mie sensazioni e dalle mie emozioni durante gli spettacoli finali. Durante quei momenti tutto è magico e ti rendi conto che se hai fatto quello, potresti fare molto di più perché ne sei in grado!

C’è un batterista che ha influenzato il tuo modo di suonare?
Durante il mio percorso sono sempre stato influenzato da quello che ascoltavo e vedevo. Ho sempre preso spunto da vari artisti seguendo il mio istinto o comunque seguendo vari stimoli. Se vogliamo fare alcuni esempi, penso di potermi analizzare in questo modo: la mano pesante e pedale singolo di John Bonham; l’impatto di Dave Grohl; il suono e l’approccio coinvolgente di Benny Greb; la passione di concetti complessi e l’approccio alla scrittura di Matt Garstka; la pulizia, il gusto, la precisione di Vinnie Colaiuta.

Porterai questo tuo nuovo disco in una dimensione live?
Sarebbe bello, al momento mi sto concentrando alla sua divulgazione online e dato che sto proponendo un prodotto che rappresenti il mio modo di vedere la composizione sarebbe carino in futuro dargli anche un’impronta live.

Stai già pensando a nuovi progetti?
Avevo il sogno di fare un disco e senza accorgermi è stato pubblicato. Ora vorrei che queste canzoni vengano ascoltate da tutti in modo che il mio messaggio musicale possa essere divulgato. Gradirei approfondire le mie collaborazioni in studio e sarebbe bello condividere il palco con artisti di alto livello come Sting, Lady Gaga, Foo Fighters e Rag ’n’ Bone Man in modo da potermi confrontare e ottenere il giusto stimolo per crescere musicalmente.

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Nato a Lavagna (GE) il 26 luglio 1970, nel giorno in cui si sposano Albano e Romina, dopo un diploma in ragioneria ed una laurea in economia e commercio, inizio una brillante (si fa per dire) carriera come assistente amministrativo nelle segreterie scolastiche della provincia di Genova e, contemporaneamente, divorato dalla passione del giornalismo, porto avanti una lunga collaborazione con l’emittente chiavarese Radio Aldebaran e il quotidiano genovese Corriere Mercantile. Dal 2008 curo il blog Atuttovasco.

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