Intervista a Lene, che ci racconta del suo nuovo singolo “Domani è un altro giorno”

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Lene inizia la sua carriera spinta da un’irrefrenabile passione che la porta a diplomarsi in pianoforte jazz e che l’ha portata con il suo mix di soul, R’n’B, jazz e blues in giro per vari locali, prima di approdare nel 2009 sul grande palco televisivo di X Factor con le Sisters of Soul. Proprio con il trio vocale tappezzerà di date importanti l’intero stivale, gettando le basi per una carriera da cantautrice solista, che l’ha vista nel 2017 fra i 16 finalisti di Musicultura, ad aggiudicarsi il premio della giuria Un Certain Regard e il premio del pubblico Val di Chienti.

Dal mese scorso il suo singolo Domani è un altro giorno è in rotazione radiofonica e disponibile per il download digitale, preannunciando un EP in uscita questo autunno. La sua voce limpida e pulita da forma a un brano incentrato sul tema della ricerca del lavoro, sulla spersonalizzazione data dalla mancata realizzazione dei sogni di una generazione. Abbiamo parlato con una Lene allegra e frizzante di questo e di altro durante la nostra intervista.

Lene, parlaci di Domani è un altro giorno. Com’è nato il tuo nuovo singolo? C’è stato un momento preciso in cui si è “materializzato” il brano? 

Da un punto di vista strettamente musicale è nato prima il ritornello della strofa. È nato un giorno in cui avevo la tonsillite ed ero a casa con la febbre, che detta così fa un po’ ridere (ride). Mi trovavo nella mia stanza dove di solito suono e stavo pensando a questa melodia. Per quanto riguarda il testo, l’ho scritto insieme al mio co-autore (Theo Querèl, ndr) e la creazione è stata molto spontanea, pensando alla situazione di amici e coetanei intorno a noi e cercando di farlo in maniera ironica.

La tua collaborazione con Theo Querèl è ormai consolidata. Com’è nata questa collaborazione?

La collaborazione è nata in occasione del mio primo disco nel 2016 (Ring, ndr.). Avevo già alcuni testi scritti da me e insieme a questi abbiamo completato l’album anche in collaborazione con un’altra autrice, Raffaella Riva. Con Theo in particolare abbiamo dei gusti musicali molto simili e con lui ho trovato davvero un grande feeling a livello di scrittura.

Il tuo nuovo singolo anticipa un EP in uscita questo autunno. C’è un fil rouge, un comune denominatore fra i pezzi che stai componendo per questo EP?

In realtà i temi dei testi sono variegati e ispirati dal momento in cui mi trovo a scriverli. A livello musicale invece, vorrei che questo EP fosse più accessibile al pubblico rispetto al mio primo disco, che era un po’ più ermetico. Se dovessi quindi pensare a un comune denominatore, direi questo, la maggiore fruibilità per chi lo ascolta.

Nel video per il tuo nuovo singolo ti abbiamo vista a penzoloni sui tetti dei palazzi di Milano. Com’è nata l’idea del video?

Il testo parla di paradossi e contrasti e anche il video riprende la stessa tematica. Ballare su un tetto ha una doppia valenza, perché anche nel testo si parla appunto di chi vorrebbe “buttarsi” e cambiare. Poi ci sono le scene in cui canto allegramente all’interno di una discarica, vestita di fiori… Anche qui c’è quel contrasto con un’idea di ironia. Ma ci sono anche scene del quotidiano, dove sono seduta in cucina ad esempio, perché il testo parla appunto di cose reali e legate all’attualità di ognuno.

Il tuo ultimo live è stato al Ronchi 78 di Milano, immersa in un’atmosfera intima e ricercata, ma hai calcato anche grandi palchi televisivi come quello di X Factor. Ci sono differenze, e quali altri palchi vorresti calcare?

Io sono una che suona ovunque, perché adoro suonare. Qualsiasi tipo di concerto per me è importante, indipendentemente dal fatto che ci sia un pubblico di 2 persone o 2000. A me piace molto fare concerti in situazioni intime piano-voce. Mi piace sentire il calore del pubblico e sentirlo vicino. Poi, per quanto riguarda il palco che mi piacerebbe moltissimo calcare, quello è sicuramente Sanremo, perché vorrei andarci con un brano scritto da me e farlo arrivare a più gente possibile.

Sognamo un po’: se potessi rinascere in un’epoca precedente, con quale artista ti sarebbe piaciuto collaborare?

Fra gli artisti che non ci sono più, ti direi David Bowie. Ma il mio vero sogno sarebbe quello di duettare con Paul McCartney. Pensa che sono stata al suo concerto all’Hyde Park di Londra nel 2010. Su YouTube esiste il video ufficiale della canzone Hey Jude, durante il quale a un certo punto vengo inquadrata mentre canto…una sorta di duetto in differita (ride).

Ecco qui sotto il video del nuovo singolo di Lene Domani è un altro giorno:

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Classe '86, nata e cresciuta in Germania come immigrata italiana di seconda generazione. Dopo il liceo si è trasferita a Roma per studiare lettere, poi a Venezia e infine a Milano per lavoro.

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