Cesare Cremonini, il figliol prodigo di Bologna, sbanca il Dall’Ara

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Cesare Cremonini in concerto a San Siro il 20 giugno 2018 - © Foto: Riccardo Medana

Ci sono serate che rimangono impresse nella storia. Quella appena trascorsa è una di queste, almeno per la città di Bologna. Era dal 1979 che lo stadio Dall’Ara non ospitava un concerto di un bolognese (allora fu di Lucio Dalla, in tour con Francesco De Gregori). Trentanove anni dopo, a fare gli onori di casa è stato Cesare Cremonini che ha, giustamente, deciso di chiudere proprio nella sua città Natale il suo primo tour stadi.

«Non mi sembrava quasi giusto venire qui ed augurarvi Buono spettacolo – ha detto – perchè lo spettacolo lo si porta in giro, io qui ci vivo». Il legame con la città è sempre stato forte per Cremonini: ricordo quando tre anni fa fece per la prima volta l’Unipol Arena ed emozionato ringraziò la città per averlo sempre protetto in questi anni. Ma il legame con il Dall’Ara, lo stadio simbolo della città, è ancora più forte ed evidente e Cesare lo ricorda ogni volta che può durante la serata.

Sono le 21.25 quando, con la penombra della sera, arriva sul palco e lo stadio esplode. La scaletta ripercorre bene la sua carriera con una serie di hit che fanno entusiasmare il pubblico. Si vede che Cesare sta giocando in casa: tutti i presenti conoscono a memoria tutti i brani suonati (e non è una cosa così comune). Si parte con due canzoni del suo ultimo disco: la title track Possibili scenari e l’ultimo singolo Kashmir-Kashmir .  Da lì in poi è solo una successione di brani che hanno scalato le classifiche: Il comico (Sai che risate), La nuova stella di Broadway, Lost in the Weekend, Buon viaggio.

Lo show, come nei precedenti concerti, è ben costruito e lascia poco spazio all’improvvisazione. Nonostante ciò riesce a regalare alla sua città una piccola perla: una versione voce e piano de L’anno che verrà di Lucio Dalla, che fa emozionare tutti i 40.000 presenti.

Il finale è caldissimo: si balla con Mondo e Logico #1, ci si emoziona con una versione intensa, voce e chitarra di Dev’essere così, si salta (e tutto lo stadio ha tremato) su 50 Special, ci si commuove su Poetica e Nessuno vuole essere Robin e si conclude il concerto con un grande abbraccio finale con Un giorno migliore.

Sono stati i “primi” 4 stadi di Cesare Cremonini, ma la forza di questo show e la sua maturità lasciano presagire una cosa: non saranno gli ultimi perchè, per usare le parole che Cesare ha usato per salutare la sua Bologna «Qualcosa mi dice che ci rivedremo in giro».

SCALETTA:
1. Intro strumentale
2. Possibili scenari
3. Kashmir-Kashmir
4. Padre Madre
5. Il comico (Sai che risate)
6. La nuova stella di Broadway
7. Latin Lover
8. Lost in the Weekend
9. Un uomo nuovo
10. Buon viaggio

VOCE E PIANO:
11. Figlio di un re
12. Una come te
13. Vieni a vedere perché
14. L’anno che verrà
15. Le sei e ventisei

16. Mondo
17. Logico #1
18. GreyGoose
19. Dev’essere così
20. Il pagliaccio
21. 50 Special
22. Marmellata #25
23. Poetica
24. Nessuno vuole essere Robin

BIS:
25. Un giorno migliore

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Di origini torinesi, ma trapiantato ormai da diversi anni in quella magnifica terra che ha dato i natali ai più grandi musicisti italiani, l'Emilia. Idealista e sognatore per natura, con una spiccata sindrome di Peter Pan e con un grande amore che spazia dal Brit rock passando per quello a stelle e strisce, fino ai grandi interpreti italiani. Il tutto condito da una passione pura, vera e intensa per la musica dal vivo.

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