Pupi Avati ospite di La Milanesiana 2018

Venerdì 6 luglio alle 15 al cinema Mexico il regista presenterà i suoi film e alle 21 riceverà l’Omaggio al Maestro

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Per la Milanesiana 2018 ideata e diretta da Elisabetta Sgarbi

Venerdì 6 luglio alle 15 al cinema Mexico di Milano il regista bolognese presenterà i suoi film Le stelle nel fosso, Storia di ragazzi e ragazze e La casa delle finestre che ridono con l’introduzione di Giulio Sangiorgio e alle ore 21 dopo l’intervento di Antonio Sancassani gli sarà conferito il Premio Omaggio al Maestro alla presenza delle attrici Laura Morante e Anna Bonaiuto cui farà seguito il film Regalo di Natale

Ottanta anni il prossimo novembre, nelle vene autentico sangue bolognese, un’aria paciosa, una bella barba e un passato onorevole come clarinettista di jazz, Pupi Avati è stato uno dei primi registi italiani ad usare la presa diretta e soprattutto attori di casa nostra, bravi, ma poco conosciuti. Giuseppe (cioè Pupi, in omaggio ad un flirt lontanissimo della madre con un violinista viennese venuto in villeggiatura nel 1925 a Sasso Marconi) dopo gli studi di Scienze politiche a Bologna e una lunga militanza in un complesso musicale, il Rheno Jazz Band in giro per l’Europa, s’impiega alla Findus (allora all’avanguardia nei surgelati), ma la passione per il cinema è in agguato.

La casa dalle finestre che ridono

Nel 1967 è aiuto regista di Piero Vivarelli nel film Satanic e poi nel 1968 riesce a firmare il suo primo lungometraggio Balsamus, una pellicola dalle tendenze gotiche. Insieme al fratello Antonio (in qualità di produttore) e ad un gruppo di attori-amici, Gianni Cavina, Carlo Delle Piane e Lino Capolicchio, Pupi dà vita ad un cinema originale nel panorama italiano, spesso di sapore autobiografico, d’ambientazione emiliano-bolognese e dai connotati favolistici-sentimentali. Dopo due deliziosi sceneggiati televisivi (Jazz Band, 1978 e Dancing Paradise, 1981), Avati dipana le sue storie provinciali nelle quali i protagonisti sono sempre individui non baciati dalla fortuna (gli sfigati, come sono chiamati nel capoluogo emiliano), verso i quali la tenerezza e la comprensione sono evidenti, come Le strelle nel fosso, 1979, Una gita scolastica, 1983, Storia di ragazzi e ragazze, 1984, ma disimpegnandosi anche nel genere horror con La casa delle finestre che ridono, 1976 e Zeder, 1983, in quello musicale, Aiutami a sognare, 1981, nel grottesco e fantapolitico Bordella, 1976, nel giallo rosa Tutti defunti…tranne i morti, 1977 e nella ricostruzione storica con Noi tre, 1984, il soggiorno bolognese del quattordicenne Mozart, avvenuto nel 1770 presso la villa del conte Pallavicini, per poter sostenere l’esame di contrappunto presso l’Accademia Filarmonica locale.  Attivo e prolifico, trentanove lungometraggi e undici film tv, il regista è sempre stato fuori dalle lobbies del cinema e generosamente ha spesso utilizzato nelle sue pellicole attori da tempo scomparsi dalle scene o rilanciati nella carriera come Diego Abatantuono protagonista di Regalo di Natale, 1986, la sua prima vera interpretazione drammatica.

Fratelli e sorelle
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Pierfranco Bianchetti , giornalista pubblicista e socio del Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani è laureato in Sociologia a Trento. Ex funzionario comunale, responsabile dell’Ufficio Cinema del Comune di Milano, ha diretto n l’attività del Cinema De Amicis fino alla chiusura nel 2001. Ha collaborato a Panoramica – I Film di Venezia a Milano, Locarno a Milano, Il Festival del Cinema Africano; Sguardi altrove; ha scritto sulle pagine lombarde de l’Unità e de Il Giorno, Spettacoli a Milano, Artecultura, Top Video; Film Tv; Diario e diversi altri periodici. Attualmente scrive per Cinecritica, collabora a Riquadro.com e cura il sito lombardo del SNCCI. Ha realizzato rassegne e cicli sul tema “Cinema e Storia” presso il “Civico Museo di Storia Contemporanea” di Milano e la Biblioteca Civica di Via Oglio.

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