Nelson Mandela, a Firenze si celebra il centenario

Nel capoluogo toscano incontri e proiezioni per i cento anni dalla nascita del Premio Nobel sudafricano.

0
Nelson Mandela

Domani, 18 luglio, Firenze festeggerà i cento anni dalla nascita del politico e attivista sudafricano Nelson Mandela, primo presidente di colore nella storia del paese (dal 1994 al 1999) e Premio Nobel per la Pace nel 1993. Nel corso della giornata si susseguiranno dunque incontri, mostre, performances artistiche e proiezioni, per raccontare la vita e le imprese di un uomo straordinario, la cui eredità morale rappresenta ancora oggi una guida imprescindibile per tutti coloro che, a livello istituzionale o all’interno della società, hanno lottato e lottano convintamente per restituire dignità e diritti agli “ultimi”.

Riassumere in poche righe una epopea umana così incredibilmente ricca di eventi e di traguardi sarebbe impossibile, perciò si può solo provare a metterne in rilievo i momenti più salienti. Nato il 18 luglio 1918 a Mvezo, nella regione di Cape Province, il  destino del futuro presidente sembra già in qualche modo esser stato previsto : infatti il suo nome di battesimo è Rolihlahla, che nel dialetto locale significa combinaguai. Figlio di genitori non scolarizzati, Mandela — che si mostra fin da piccolo convintamente cristiano — inizia il percorso educativo presso una scuola metodista, viene battezzato come tale e gli viene attribuito il nome Nelson da uno dei suoi docenti. Molto affascinato dalla storia dell’Africa, il giovane studia anche inglese e geografia e, in seguito, si iscrive all’università con l’intenzione di diventare interprete per il Ministero degli Interni.

Il primo contatto con il mondo della lotta per l’uguaglianza in tema di diritti e opportunità avviene quando Mandela si sposta a Johannesburg, nel 1941: qui, infatti, conosce e frequenta esponenti influenti dell’ANC, l’African National Congress, che si batte per l’indipendenza del Sudafrica dal Regno Unito, e inizia a frequentare le riunioni del Partito Comunista, restando fortemente colpito dalla eterogeneità etnica dei suoi membri ma scegliendo comunque di non iscriversi perché le posizioni atee del gruppo politico confliggono con la sua solida fede cristiana.

In seguito, divenuto studente di Legge all’Università di Witwatersrand — unico allievo di colore e quindi oggetto di continui episodi di razzismo — , Mandela rafforza le sue convinzioni politiche e inizia a operare concretamente per il miglioramento delle condizioni della maggioranza di origine africana. Quando nel 1948 l’Herenigde Nasionale Party vince le elezioni – elezioni che prevedono il diritto di voto solo per i bianchi – promuovendo una violenta politica di segregazione (apartheid), il futuro Premio Nobel preme perché l’ANC faccia sentire forte la sua voce attraverso scioperi e boicottaggi di iniziative pubbliche, intraprendendo un cammino che lui stesso definità in seguito “molto più radicale e rivoluzionario”.

Nel 1952 il primo arresto, seguito da una serie di divieti di comparire in manifestazioni pubbliche e di esercitare attività politica che Mandela ignora con determinazione. Nel 1956 viene tradotto in cella e accusato di alto tradimento, ma continua dal carcere a portare avanti le sue battaglie con sempre maggiore convinzione. Liberato nel 1961, inizia a visitare in incognito le aree più critiche del paese e nel 1962 si reca in Africa per prendere parte al meeting del Pan-African Freedom Movement for East, Central and Southern Africa. Di ritorno in patria, sempre nel 1962, Mandela viene nuovamente arrestato per sabotaggio e cospirazione finalizzata a rovesciare il governo in carica: la condanna, emessa il 12 giugno del 1964, è all’ergastolo (a fronte di una richiesta di condanna a morte).

Insieme ai compagni di partito, come lui sottoposti a un regime carcerario disumano (gli vengono persino sequestrati gli occhiali da vista, il che gli causerà un danno permanente), Mandela organizza scioperi della fame e proteste, che porteranno gradualmente a un miglioramento delle condizioni di detenzione dei prigionieri politici. Nel 1975 diviene un recluso di “classe A” e ciò gli permette di ricevere visite da diversi esponenti del mondo politico e dell’attivismo, sia locali che internazionali. Rifiutando più volte di abdicare alle proprie idee e alle proprie battaglie, anche dietro l’offerta della liberazione, nel 1988 Mandela è ormai diventato un simbolo a livello mondiale e proprio in occasione del suo settantesimo compleanno viene organizzato un concerto-tributo al Wembley Stadium di Londra, al quale prendono parte artisti del calibro di Sting, George Michael, Eurythmics, Phil Collins, Bryan Adams, Bee Gees, Peter Gabriel, Dire Straits, Stevie Wonder, Whitney Houston, Eric Clapton. Il concerto, trasmesso in 67 paesi, raccoglie circa 600 milioni di spettatori.

Nel 1989 il nuovo presidente del paese, Frederik Willem de Klerk, dichiara l’apartheid inaccettabile e ordina la liberazione di diversi prigionieri politici membri dell’ANC, tra i quali lo stesso Mandela: l’11 febbraio la sua uscita dal carcere viene trasmessa in diretta TV e ad accoglierlo c’è una folla enorme. Mandela conferma la sua volontà di continuare a lottare per i diritti della popolazione di colore, ma esprime anche il desiderio di una riconciliazione con la minoranza bianca.

Tra il 1990 e il 1991 Madiba (nome del suo gruppo familiare) parte per un meeting con diversi leader internazionali, così da poter promuovere le sue istanze: tra gli altri, incontra Papa Wojtyla, il presidente francese Mitterand, il presidente americano Bush e Fidel Castro, presidente cubano, prendendo parte di persona al secondo concerto-tributo sempre al Wembley Stadium, anch’esso trasmesso in più di 60 paesi.

Nel luglio del 1993 sia de Klerk che Mandela incontrano il neoeletto presidente statunitense Bill Clinton, ricevendo entrambi la Liberty Medal. Solo pochi mesi dopo, in ottobre, vengono insigniti congiuntamente del Premio Nobel per la Pace a Stoccolma.

Il 10 maggio 1994 Nelson Mandela entra ufficialmente in carica come nuovo presidente del Sudafrica, vincitore delle prime elezioni a suffragio universale: ad assistere all’inaugurazione ci sono quasi due miliardi di spettatori tra i presenti e quanti assistono da casa alle riprese TV. Madiba supervisiona personalmente alla transizione dalla fase dell’apartheid a quella dell’inclusione e, così come promesso anni addietro, incontra i leader del regime bianco, affermando che “gli uomini coraggiosi non hanno paura di perdonare in nome della pace”.  Al termine del suo mandato, nel 1999, il paese vanta notevoli progressi in quasi tutti gli ambiti, pur conservando drammatiche criticità come la diffusione dell’AIDS e la corruzione.

Ririratosi dalla politica attiva nel giugno 1999, Mandela continua a lavorare senza sosta alla creazione e gestione di fondazioni umanitarie e alla promozione di iniziative culturali ed economiche a supporto degli strati più sofferenti della popolazione. Al contempo, mostra di non aver remore nel criticare aspramente le scelte politiche dell’Occidente, esprimendo la propria assoluta contrarietà agli interventi militari in Kosovo e in Iraq.

Il 18 luglio del 2008 un terzo concerto-tributo celebra il suo novantesimo compleanno, ancora a Londra, ma stavolta all’ Hyde Park. Mandela si spegne il 5 dicembre 2013: al suo funerale prendono parte più di 90 rappresentanti politici da tutto il mondo.

Della sua autobiografia, Long walk to freedom, pubblicata nel 1995, è stata fatta una trasposizione cinematografica intotolata Mandela: a long walk to freedom, diretta nel 2013 da Justin Chadwick. A interpretare il protagonista, il talentuoso attore inglese Idris Elba.

 

Mercoledì 18 luglio, dunque, Firenze celebrerà il centenario della nascita di Nelson Mandela con una serie di iniziative che verranno ospitate tanto al Nelson Mandela Forum quanto all’Arengario di Palazzo Vecchio, alla presenza del sindaco Dario Nardella.
Dalle ore 10 alle 20 presso il Mandela Memorial posto all’ingresso del Forum si svolgeranno letture, performance e installazioni d’arte dedicati al Premio Nobel per la Pace. Una staffetta dei diritti umani a cui parteciperanno, tra gli altri, la missionaria laica Giuliana Masini, che in Sudafrica ha fondato una scuola e una comunità; lo storico Marcello Flores; i sindaci di Livorno Filippo Nogarin — che nei giorni scorsi ha dedicato a Mandela una seduta pubblica — e di Campi Bisenzio Emiliano Fossi; Tea Albini, che nel 2005, in qualità di Assessore al Bilancio, ha consegnato a Nelson Mandela copia della cittadinanza onoraria conferitagli dal Comune di Firenze.
Per l’occasione, i cinema all’aperto Arene di Marte — all’interno del Forum — proporranno i film Atto di difesa – Nelson Mandela e il processo di Rivonia (ore 21:45) e Il giovane Karl Marx (ore 21:30).

La giornata si concluderà alle 22 in Piazza della Signoria. Dall’Arengario di Palazzo Vecchio, il sindaco di Firenze Dario Nardella ricorderà l’impegno e gli insegnamenti del leader della lotta anti-apartheid. A condurre la serata sarà Carlo Nicoletti, che raccoglierà messaggi e testimonianze del pubblico.

Intanto, su invito della Fondazione Nelson Mandela, continua la trasferta a Johannesburg della delegazione italiana che vede coinvolti rappresentanti del Mandela Forum e delle istituzioni. Dopo aver partecipato alla Nelson Mandela Annual Lecture — che oggi 17 luglio, al Wanderers Stadium di Johannesburg, annovererà tra i relatori l’ex Presidente degli Stati Uniti Barack Obama —, mercoledì 18 la delegazione sarà presente all’inaugurazione dei lavori di ristrutturazione della casa di Nelson Mandela a Houghton, edificio destinato a diventare una struttura polifunzionale presso la quale promuovere iniziative ed eventi nello spirito delle battaglie del Premio Nobel sudafricano.

Le emittenti Controradio, Ladyradio e Radio Toscana seguono le attività della delegazione attraverso numerosi collegamenti. Resoconti da Johannesburg sono disponibili anche sui social network delle radio e del Nelson Mandela Forum.

Il Nelson Mandela Forum supporta inoltre la campagna Nelson Mandela 100 promossa dalla Nelson Mandela Foundation. L’intento, sintetizzato nel claim Be the Legacy, è quello di raccogliere e tramandare l’eredità morale di Madiba, simbolo universale di democrazia, pace e diritti umani.

Tutte le informazioni sulle manifestazioni di domani si possono trovare sul sito ufficiale del Forum .
CONDIVIDI
Classe ’83, nerd orgogliosa e convinta, sono laureata con lode in ingegneria dei sogni rumorosi ed eccessivi, ma con specializzazione in realismologia e contatto col suolo. Scrivo di spettacolo da sempre, in italiano e in inglese, e da sempre cerco di capirne un po’ di più sulla vita e i suoi arzigogoli guardandola attraverso il prisma delle creazioni artistiche di chi ha uno straordinario talento nel raccontarla con sincerità, poesia e autentica passione.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here