Alanis Morissette in concerto al Milano Summer Festival: recensione e scaletta

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Alanis Morissette
Alanis Morissette, dalla pagina Facebook del Milano Summer Festival

Piccola, grande donna. È il primo pensiero che, di getto, scaturisce negli attimi immediatamente successivi alla conclusione del concerto di Alanis Morissette, ieri sera a Milano. Difficile descrivere un simile evento senza lasciarsi travolgere dai ricordi e dalle sensazioni lasciate, ben ventitré anni fa, da Jagged Little Pill: un album entrato nella storia della musica e che all’epoca consacrò la cantautrice canadese a star mondiale. Il suo successo, esplosivo, non si è ripetuto nei lavori successivi, ma questo nulla toglie al valore di un’artista che negli anni non ha mai smesso di suonare e portare la sua musica in giro per il mondo. E ieri, all’Ippodromo SNAI, tutto ciò è stato evidente.

Capelli a caschetto, sorriso smagliante e camicetta bianca, Alanis sale sul palco alle 21.10 accompagnata da un’ottima band, con cui dimostra subito di avere grande sintonia. L’armonica a bocca introduce l’esibizione di All I Really Want, in cui emerge immediatamente la vocalità sicura della cantante.

La scaletta è chiaramente un omaggio all’amatissimo Jagged Little Pill: ben dieci brani sono tratti da questo disco, senza però che il concerto si trasformi in un semplice tuffo nel passato, intriso di malinconia per quegli anni Novanta in cui il talento di Alanis si rivelava al mondo. Al contrario, le canzoni sono rivestite con nuovi arrangiamenti, caratterizzati da un forte supporto strumentale che le rende assolutamente attuali. Due esempi su tutti: Perfect ed Head Over Feet, in cui Alanis sfoggia davanti alla platea tutte le sue capacità vocali. C’è spazio anche per brani più recenti, come Woman Down e Guardian (quest’ultima dedicata al figlio).

Fresca, allegra e carismatica, la Morissette sembra quasi desiderosa di abbracciare virtualmente il suo pubblico, di renderlo partecipe ed emozionarlo il più possibile: basta pensare alle esibizioni, quasi racchiuse in un’unica performance senza pause, delle intramontabili Ironic e You Oughta Know, intonate solo dagli spettatori per lunghi tratti, sotto lo sguardo compiaciuto di Alanis.

Il concerto va verso la conclusione con l’intensa Uninvited e, per accommiatarsi dagli spettatori, non poteva mancare la suggestiva Thank You, che fa cantare ancora una volta tutto l’Ippodromo.

Grazie per le emozioni Alanis: torna presto con le tue chitarre glitterate, la tue sonorità ammalianti e, soprattutto, con nuove perle musicali.

La scaletta:

All I Really Want
21 Things I Want In A Lover
Forgiven
Woman Down
You Learn
Perfect
Guardian
Right Through You
Hand In My pocket
Everything
Baba
Head Over Feet
Hands Clean
Ironic
You Oughta Know
Wake Up
Uninvited

Thank U

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Nata a Bari nel 1984, vivo a Milano dal 2006 e mi sento fortunata nell’affermare che amo la mia città adottiva tanto quanto la mia terra d’origine (l'unico vuoto incolmabile è il mare, ahimè!). Marketing/communication addicted, sono una media planner atipica che cerca perennemente di conciliare al meglio la sua anima creativa con quella analitica/numerica. In tutto ciò, la musica è la passione viscerale che ha sempre accompagnato la mia vita.

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