Locarno 71: una presentazione a macchia di Leopardo

Il Festival si terrà dal 1° all’11 agosto 2018.

0

Come dice il direttore artistico Carlo Chatrian (è il suo ultimo Locarno: andrà a dirigere la Berlinale) il Pardo va preso goccia a goccia, o macchia a macchia come quelle del manifesto del festival (studio Jannuzzi Smith). Andando per numeri (centinaia di film) contiamo 17 opere in Piazza Grande, 15 per il Pardo D’oro (13 in prima mondiale), 16 per Cineasti del presente, 14 tra lunghi e corti (13 in prima) per Signs of Life. Andando per nomi premiano Meg Ryan (e la ripropongono in In The Cut di Jane Campion), premiano Bruno Dumont col Pardo d’Onore, torna Ethan Hawke anche come regista, ci offrono Stanlio e Ollio (Laurel & Hardy), nella grande retrospettiva dedicata a Leo McCarey (l’uomo che scoprì Cary Grant…) e viene celebrato Kyle Cooper, che è il signore che ha reinventato il titolo di testa, spesso dando alla sua creatura statuto di secondo film nel film  (un esempio chiaro Seven di David Fincher ma anche le parole nelle ragnatele di Spider-Man).
Di macchia in macchia: in prefestival il 31 luglio viene riproposto Grease di Randall Kleiser, aperto al pubblico di Piazza Grande. In Piazza Grande grande attesa per Spike Lee e il suo Blackkklansman: il titolo dice tutto: un poliziotto nero infiltrato nel Ku Kux Klan negli Anni Settanta. Blaze di Ethan Hawke è ispirato a un personaggio seminale della musica country texana, Coincoin et les Z’inhumains presenta la nuova virata che ha preso il cinema surreale di Bruno Dumont: una serie tv che nasce dall’esperienza di P’tit Quinquin, cresciuto e diventato Coincoin e ora alle prese con migranti ed extraterrestri. Sempre in Piazza Grande passano Equalizer 2 di Antoine Fuqua e, nella produzione italo svizzera Un nemico che ti vuole bene di Denis Rabaglia, Diego Abatantuono scopre cosa ti succede se salvi la vita a un killer che vuole sdebitarsi con l’unica cosa che sa fare (uccidere). A proposito: i film italiani in questa edizione di Locarno oltre al Nemico sono L’ospite di Duccio Chiarini (Piazza Grande) Menocchio di Alberto Fasulo (Concorso Internazionale. Attenzione: Menocchio era il mugnaio del 500 accusato di eresia studiato nel saggio microstoriografico di Carlo Ginzburg Il formaggio e i vermi), Likemeback di Leonardo Guerra Seragnoli (Concorso Cineasti del Presente), Dulcinea di Luca Ferri (Concorso Signs of Life), Frase d’arme di Federico Di Corato (Pardi di Domani – Concorso internazionale), Sembra mio figlio di Costanza Quatriglio (Fuori Concorso), Ora e sempre riprendiamoci la vita di Silvano Agosti (Fuori Concorso)e  My Home, in Lybia di Martina Melilli (Fuori Concorso).
Tra i film in concorso M di Yolande Zauberman, già assistente di Gitai, una storia yiddish, Sibel di Cagla Zencirci e Guillaume Giovannetti, dove la ragazza muta di un villaggio remoto si esprime a fischi, Alice T di  Radu Muntean e Yara  di Abbas Fahdel.
Locarno 71 può anche essere l’esperienza di 817 minuti (14 ore) per un solo film, La flor di Mariano Llinas, argentino, che è in realtà un mix di episodi in cui confluiscono noir, dramma, poliziesco, b-movie, comico e sentimentale. Da gustarsi in 3 tranches di 2, 6 e 5 ore. Omaggio ai fratelli Taviani con una copia restaurata di Good Morning Babilonia, omaggio a Claude Lanzmann con la proiezione di Shoah .

CONDIVIDI
Marco Bacci scrive di cinema, tecnologia e libri. Ogni tanto scrive romanzi. È un ex di molti lavori

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here