Peter Gabriel critica duramente la Brexit: negati visti agli artisti stranieri

0

La situazione politica circa i migranti non è certo solo un problema italiano, e coinvolge ormai quasi ogni aspetto della vita quotidiana e della cultura. Questa volta ad essere colpita è la musica, e a parlare a gran voce è un artista come Peter Gabriel, da sempre aperto alle culture di ogni parte del mondo.

Secondo quanto riportato dal Corriere della sera, l’artista inglese ha criticato molto duramente la Brexit, a causa delle gravi conseguenze che essa avrebbe comportato a livello culturale nel suo paese, dopo aver visto negati i visti a degli artisti stranieri che avrebbero dovuto partecipare al festival Womad, creato dallo stesso Gabriel ormai 38 anni fa.

<<La Gran Bretagna è un paese che ha perso la volontà di confrontarsi con il mondo>>, spiega l’artista. Sabry Mosbah, artista tunisina, Wazimbo, del Mozambico, e altri artisti non sono riusciti ad esibirsi per tempo, dovendo spostare il tutto ed entrando nel Paese solo 24 ore dopo.

<<Il diritto a viaggiare per motivi di lavoro, studio e perfino per una semplice vacanza viene sempre più limitato, spesso prendendo di mira determinate razze e religioni>> afferma Gabriel << Ed è allarmante che il nostro festival britannico ora abbia  dei problemi molto reali a portare artisti nel Regno Unito…Con il risultato che molti di loro ora preferiscono non venire, a causa di queste nuove difficoltà sommate ai costi, ai ritardi, ai problemi di visto. E alla paura di non essere ben accetti>>.

Tanto è vero che, il direttore del festival Chris Smith ha dovuto contattare personalmente il ministero dell’Interno e quello degli Esteri per favorire l’ingresso degli artisti nel Paese.

Gabriel, dopo aver ringraziato il personale del Foreign Office, si lascia andare a considerazioni più ampie: << Se vogliamo un paese aperto alle persone che portano idee, tradizioni e cibo diversi dai nostri dobbiamo fermare questa ondata di avversione per gli stranieri. I musicisti viaggiano per vivere. Praticamente ovunque io sia andato, nel mondo, sono stato accolto con gentilezza e generosità. Davvero vogliamo una terra desolata, abitata da bianchi, dopo la Brexit?>>.

Intanto, il governo inglese sta studiando una specie di Touring Visa per gli artisti, per evitare anche molti di essi abbandonino il paese prima della Brexit.

Uno dei tanti episodi preoccupanti che rischiano di minare anche una delle fonti maggiori di bellezza, cultura, divertimento: la musica. Si spera però che ci sia sempre qualcuno pronto a difenderla.

CONDIVIDI
Nata in Calabria, classe '86. Un diploma di Liceo Scientifico che però mi ha portato ad una laurea in Lingue e Letterature straniere. La musica e la letteratura sono sempre state la colonna portante della mia vita in ogni loro sfumatura. Sognatrice ostinata ma realista al punto giusto.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here