Locarno 71. L’Ordre des Médecins

Quale protocollo deve seguire il medico imparentato con il paziente? La vita ha dei protocolli?

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L’Ordre des Médecins di David Roux (piazza Grande) racconta la vita di un medico, uno pneumologo attento, esigente e a volte un po’ duro perché chiede molto ai giovani e ai sottoposti. Non è un medico da serial tv, anche se gli succedono tutte le cose a cui i serial ci hanno abituati: triage, salvataggi in extremis, sconfitte, amori in corsia. Siamo più nei paraggi del tipo di cinema che mette il medico a confronto con la propria malattia o torna al monito Medico cura te stesso. Ma non è un trattato di etica. Il nostro protagonista si trova ad affrontare senza preavviso il ricovero e la malattia terminale della madre, e attraversa tutta la gamma delle emozioni e dei dolori che di solito toccano a quanti medici non sono e quindi non sanno dove sbattere la testa. Lui lo sa, e soprattutto sa anche che cosa secondo il protocollo è inutile fare in questi casi. E da essere umano ci casca e attraversa tutte le fasi del disappunto, della rabbia e del lutto. La sua vita cambia, anche quella sentimentale. Le sue relazioni con la famiglia (la madre che acquista coscienza di andarsene, il padre che entra nella solitudine, la sorella che affronta un divorzio) si purificano. Rientrerà in corsia. Cambiato radicalmente? Chissà. La vita non ha i ritmi dei serial…

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Marco Bacci scrive di cinema, tecnologia e libri. Ogni tanto scrive romanzi. È un ex di molti lavori

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