Lo Stato Sociale a Reggio Emilia, tra gioia e memoria

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Lo Stato Sociale
Foto di Giuseppe Palmisano

Dopo la data zero a Scandiano (QUI il nostro racconto) ed il concerto in piazza Maggiore a Bologna (QUI), Lo Stato Sociale è tornato in Emilia Romagna, più precisamente a Reggio Emilia per una festa molto particolare: al Centro Internazionale Loris Malaguzzi si ricordava infatti l’eccidio delle Officine Reggiane quando, il 28 luglio 1943, nove operai (tra cui una donna incinta) furono uccisi dai bersaglieri dell’esercito perchè stavano manifestando pacificamente contro la guerra.

La band bolognese ha colto al volo l’occasione di fare una grande festa senza dimenticare il passato perchè, per citare Alberto Cazzola, «La nostra memoria sarà la vostra condanna». La forza, e forse uno dei più grandi meriti de Lo Stato Sociale è infatti quello di riuscire a coniugare perfettamente il saper divertirsi a messaggi importanti. Dice apertamente Lodo Guenzi che «Uno dei momenti più importanti della mia vita è stato a Sanremo, il venerdì, durante la serata con gli ospiti. Stavo cantando con Paolo Rossi, uno dei miei idoli. Alle mie spalle avevo 40 bambini ed alla mia sinistra un’orchestra composta da professori che, visto che volevano fare festa con noi, indossavano degli occhiali da sole. E poi il pubblico, non era il pubblico che abitualmente viene ai nostri concerti: era più adulto, con dei vestiti scintillanti. Tutti però si divertivano, cantavano e ballavano. Solo due persone erano ferme ed impietrite: Matteo Salvini e la sua compagna. Ecco, quella sera ho capito che se passi tutto il tempo che hai a disposizione a decidere chi non deve entrare a casa tua, allora ti perdi le feste più belle».

Il pubblico però (oltre 4.000 presenti) ha tanta voglia di divertirsi e di intonare con la band le hit più conosciute da Mi sono rotto il cazzo a Buona sfortuna, da Eri più bella come ipotesi a Una vita in vacanza. Tutto il concerto è un continuo botta e risposta tra Lo Stato Sociale ed i suo fan: tra battute, saluti, crowdsurfing e momenti di “anarchia” sul palco si arriva però ad uno dei momenti più intensi e toccanti della serata, quando, dopo Niente di speciale, decidono di eseguire Linea 30, canzone dedicata alla Strage di Bologna, un tema che, nonostante siano trascorsi 38 anni (e molti se ne siano dimenticati) è ancora molto caldo per le vie felsinee.

Quel che più colpisce di un concerto de Lo Stato Sociale è il clima di allegria che si respira, non solo tra gli elementi della band, ma tra tutto lo staff che li accompagna. Non c’è un muro che divide chi sta sul palco e chi lavora dietro le quinte: oltre a remare tutti dalla stessa parte si percepisce la loro voglia di divertirsi insieme. E forse è anche questa apparente leggerezza (coniugata ovviamente con la professionalità) a valorizzare la band ed a contribuire al successo che sta avendo.

LA SCALETTA:
01. Mi sono rotto il cazzo
02. Buona sfortuna
03. In due è amore, in tre è una festa
04. Socialismo tropicale
05. Fare mattina
06. La musica non è una cosa seria
07. Sono così indie
08. Facile
09. Amarsi male
10. Niente di speciale
11. Linea 30
12. Eri più bella come ipotesi
13. Amore ai tempi dell’IKEA
14. Quello che le donne dicono
15. Pop
16. Questo è un grande paese
16. Magari non è gay ma è aperto
17. Mai stati meglio
18. Abbiamo vinto la guerra
19. Io, te e Carlo Marx

BIS
20. Una vita in vacanza

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Di origini torinesi, ma trapiantato ormai da diversi anni in quella magnifica terra che ha dato i natali ai più grandi musicisti italiani, l'Emilia. Idealista e sognatore per natura, con una spiccata sindrome di Peter Pan e con un grande amore che spazia dal Brit rock passando per quello a stelle e strisce, fino ai grandi interpreti italiani. Il tutto condito da una passione pura, vera e intensa per la musica dal vivo.

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