#GrazieErmal: il racconto del legame tra Ermal e i suoi lupi

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Ermal Meta in concerto al Forum di Assago (MI) il 28 aprile 2018 - © Foto: Riccardo Medana

Dopo un concerto sarebbe bello parlare sempre e solo di musica. Raccontare di quanto siano state magiche le ore trascorse sotto al palco cullati dalla musica di un artista. Parlare di quello che è piaciuto e quello che non è piaciuto. Discutere della scaletta. Invece oggi tocca pensare anche alle polemiche generate da un manipolo di fanatici (non si possono definire fan), perché dopo la tappa di Vignanello (VT) del suo Non abbiamo armi tour, Ermal Meta ha preferito non fermarsi a fare le foto viste le sue condizioni fisiche non ottimali. Non che abbia qualche obbligo di fermarsi, ovviamente.

La battaglia di Ermal contro i cellulari non si ferma mai. Durante i concerti, gli instore, qualsiasi tipo di incontro con i fan, il cantautore cerca sempre di convincere i suoi supporters a mettere giù i cellulari e a vivere il momento, senza sentire il bisogno di immortalarlo. Perché la verità è che la maggior parte di quelli che si scatta una foto con un personaggio famoso lo fa per esibire la foto come un trofeo sui social. E questo spesso irrita chi sta dall’altra parte, che si sente un oggetto e non un soggetto con cui condividere delle emozioni. Ma credo che quello che è accaduto in queste ore abbia davvero dell’incredibile.

Quello che molti non hanno ancora capito, probabilmente, è che gli artisti che tanto amano sono prima di tutto esseri umani, e in quanto tali possono incappare in una giornata no, prendere la febbre e via dicendo. Penso sia davvero infantile pretendere una foto e accusare un artista di essersi montato la testa solo perché non si è fermato dopo un concerto. Anche perché se c’è un cantante che con i fan è sempre molto disponibile quello è proprio Ermal Meta. E se parli con loro, con la maggior parte di loro, lui piace perché è vero: non ha nessun tipo di sovrastruttura, se deve dire una cosa lo fa senza mezzi termini, senza filtri. Forse questo può dar fastidio a qualcuno un po’ più suscettibile, ma fondamentalmente è la caratteristica più apprezzata di uno come Ermal, che sicuramente non ha bisogno di “comprare” l’attenzione di nessuno, perché la sua musica raggiunge più o meno tutti.

Una diretta di poco più di 10 minuti, nel pomeriggio di mercoledì 8 agosto, un tono deluso e stanco che fa più male del messaggio in sé. Messaggio che per altro speravo fosse superfluo, perché si suppone che la gente che lo segue sappia chi è. Ovvio, nessuno ha l’ambizione di arrivare a tutti indistintamente, ma essere attaccato da quelli che dovrebbero essere i primi a supportarti fa male, penso.

È stato proprio quel tono deluso e stanco che ha spinto la parte sana di questo fandom a iniziare a twittare con l’hashtag #GrazieErmal e a mandarlo in tendenza nella notte, fino ad essere primi nei trendtopic di Twitter verso le 3:00 del mattino. Testimonianze di quanto Ermal sia speciale per i suoi fan, di quanto bene abbia fatto in questi tre anni alla gente che lo segue giorno dopo giorno, facendo della sua musica una filosofia di vita.

La cosa probabilmente più bella di tutto questo è stato il post del diretto interessato, verso le quattro del mattino, che ha risposto ad un tweet ribadendo il suo amore sincero verso i suoi fan, a testimonianza del fatto che aveva letto quei post nonostante fosse notte fonda e lui fosse appena sceso da un altro palco.

Un legame, quello tra Ermal e i suoi lupi davvero speciale, che troppo spesso ultimamente è stato messo a dura prova da questo genere di polemiche. In generale, credo che i fan dovrebbero imparare a provare riconoscenza nei confronti degli artisti che seguono, perché con la loro musica salgono su un palco e donano una parte di loro stessi. È vero, la riconoscenza dovrebbe essere corrisposta, ma nel caso di Ermal Meta non servirebbe nemmeno dirlo.

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21 anni e una grande passione per la musica, in particolare per quella italiana. Scrivere è sempre stata una necessità fin da piccolissima, così dopo la maturità scientifica ha scelto di proseguire gli studi nell'ambito della comunicazione, per coltivare il sogno di diventare giornalista. Oltre alla musica ama lo sport, il cinema e i viaggi.

2 COMMENTI

  1. Bellissimo questo articolo, ha pienamente centrato la situazione e soprattutto ha detto di Ermal quello che lui è. Grazie.

  2. Ho seguito il dibattito ma qui il nocciolo della questione sta ,a mio avviso,nel non considerare appieno le conseguenze insite nel rapporto che Ermal ha creato con il suo pubblico,magari involontariamente,perché presumo lui sia così nella vita di tutti i giorni,diretto,vero,aperto a.mostrare le sue emozioni e ciò che pensa su tutto,senza filtri.Molto bello,ma questo crea un rapporto che va oltre musica/fans ,un legame quasi viscerale che rende infatti il successo di Ermal diverso e unico,rispetto ai cantanti precedenti.Da qui i sentimenti forti dei suoi “lupi” quando si sentono un po’ esclusi…niente drammi,da entrambe.le parti ,un po’ di comprensione reciproca,perché è come in una relazione,sentimenti forti che vanno gestiti al meglio, con quella pazienza e impegno tipico di una storia. È cosi che hai seminato caro Ermal, sii felice di ciò,vedi il positivo ,raccogli molto più ,forse solo difficile da contenere.forever love.

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