È morto il cantore degli “zingari felici” Claudio Lolli

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Claudio Lolli

Dopo una lunga malattia, si è spento all’età di 68 anni Claudio Lolli, uno dei simboli della canzone d’autore italiana. Suo un capolavoro assoluto come Ho visto anche degli zingari felici, pubblicato nel 1976 (clicca qui per ascoltare la versione originale). Ma al suo attivo aveva molti album che hanno contribuito a scrivere capitoli importanti della nostra canzone, dall’album d’esordio Aspettando Godot (1972) a Canzoni di rabbia (1975), da Nove pezzi facili (1992) al recente Il grande freddo (2017).
Claudio LolliCantautore, poeta e scrittore, in oltre 40 anni di carriera Lolli ha saputo trattare svariati temi, dalla politica all’amicizia, dalla desolazione alle crisi sociali e culturali creando un culto più o meno sotterraneo di appassionati e fan che lo hanno seguito con devozione.
Dopo anni di silenzio, alla soglia dei settant’anni, ha vinto nel 2017 la Targa Tenco nella categoria «Miglior disco dell’anno in assoluto» con l’album Il grande freddo, disco realizzato grazie a un crowdfunding lanciato via web.
Claudio Lolli In occasione della pubblicazione i quell’album lo avevamo intervistato: clicca qui per leggere quell’intervista.

Autore “impegnato”, come si diceva una volta, Claudio Lolli ha spesso trattato argomenti importanti. Per esempio in Agosto (altro brano tratto dall’album-capolavoro Ho visto anche degli zingari felici), che parla delle strage di Bologna. Riascoltarlo oggi, anche in considerazione del fatto che Claudio è morto proprio in una calda giornata d’agosto, dà un brivido.

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