Federico Fellini in 35 mm

Dal 20 agosto al 23 settembre 2018 allo Spazio Oberdan Cinema Milano una retrospettiva a venticinque anni dalla sua scomparsa

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film la notte di cabiria

Tredici lungometraggi, due mediometraggi collettivi per rivivere il mito di uno dei grandi maestri del cinema contemporaneo

Federico Fellini “il più italiano dei registi cinematografici italiani” come l’ha definito il critico cinematografico Ugo Casiraghi, che ci ha lasciato in eredità una cascata d’indimenticabili immagini di bellezza, degradazione, sensualità e corruzione, se ne è andato il 31 ottobre 1993, ma il mondo sembra quasi non esserne accorto. La sua magia, il suo genio visionario continuano a vivere nelle opere di altri cineasti venuti dopo di lui. Dotato di una fantasia invettiva fervida e infinita, Fellini ha saputo realizzare sequenze cinematografiche inimitabili nei suoi film che spesso sono caratterizzati da connotati autobiografici (“Nei miei film- confessava Federico noto per la sua innocente tendenza alla bugia- devo essere sincero per forza”). Fortemente attratto dal mondo dello spettacolo e dallo spettacolo della vita nel 1950 con Alberto Lattuada firma Luci del varietà (domenica 26 agosto ore 17), le peripezie di una modesta compagnia di giro costretta ad affrontare mille difficoltà, mentre nel 1952 la dura realtà che si scontra con le illusioni prodotte dal fotoromanzo è il tema di Lo sceicco bianco, 1952 (lunedì 3 settembre ore 19; domenica 16 settembre ore 17,15). L’anno successivo tocca a I vitelloni (giovedì 30 agosto ore 21,15; mercoledì 5 settembre ore 17), storia di cinque amici che trascorrono oziosamente le giornate nella pigra monotonia della provincia. La pellicola si aggiudica il Leone d’Argento a Venezia riscuotendo un grande successo di pubblico e premiando Fellini come un autore di calibro internazionale. Ancora il fascino esercitato dallo spettacolo sulla gente soprattutto umile è riscontrabile in La strada, 1954 (martedì 21 agosto ore 19), una favola sulla solitudine, vincitrice dell’Oscar per il miglior film straniero e nel ’57 come per La strada, il regista non esita a far emergere la sua origine culturale cattolica in Le notti di Cabiria, (giovedì 23 agosto ore 16,30), inno alla speranza di una prostituta (Giulietta Masina), che nella vita ha conosciuto solo disgrazie. Un’opera dai forti contenuti morali premiata dall’Ufficio Cattolico Internazionale del Cinema al Festival di Cannes, ma non molto apprezzata dalla critica di sinistra. Il Fellini più maturo pone invece il suo occhio indagatore sull’erotismo in La dolce vita, 1960 (sabato 1 ore 20,15; mercoledì 12 ore 20 e sabato 22 settembre ore 17,30), film che ha marcato un’epoca, quella del boom della motorizzazione, dei mass media e della volgarità. Nel ’63 tocca al capolavoro 8 e 1/2 (venerdì 7 ore 2015; mercoledì 12 ore 20 e sabato 22 settembre ore 17,30), confessione intima sui ricordi di un regista in crisi professionale e d’identità, mentre nel ’69 tratto dal romanzo di Petronio gira Fellini Satyricon (sabato 25 agosto ore 21,15). seguito nel 1972 da Roma (martedì 28 agosto ore 21,15 e lunedì 10 settembre ore 16,30), una sorta di documentario fantastico. Nel ’73 il regista ottiene ancora un clamoroso successo con Amarcord (lunedì 20 agosto ore 21,15 e martedì 11 settembre ore 17,30), autobiografia della sua infanzia riminese nella quale pubblico e privato si mescolano in un’infinità di memorie ironiche e affettuose. La rivisitazione del mito del seduttore visto però come una condanna è rappresentato da Il Casanova di Federico Fellini, 1976 (martedì 28 agosto ore 20) e ancora d’ispirazione autobiografica è La città delle donne, 1980 (domenica 9 ore 20 e martedì 11 settembre ore 16). La sua ultima fatica cinematografica è La voce della luna, 1990 (venerdì 24 agosto ore 16,30), un grido di dolore verso una società fracassona e volgare nella quale Fellini non si riconosceva più.

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Pierfranco Bianchetti , giornalista pubblicista e socio del Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani è laureato in Sociologia a Trento. Ex funzionario comunale, responsabile dell’Ufficio Cinema del Comune di Milano, ha diretto n l’attività del Cinema De Amicis fino alla chiusura nel 2001. Ha collaborato a Panoramica – I Film di Venezia a Milano, Locarno a Milano, Il Festival del Cinema Africano; Sguardi altrove; ha scritto sulle pagine lombarde de l’Unità e de Il Giorno, Spettacoli a Milano, Artecultura, Top Video; Film Tv; Diario e diversi altri periodici. Attualmente scrive per Cinecritica, collabora a Riquadro.com e cura il sito lombardo del SNCCI. Ha realizzato rassegne e cicli sul tema “Cinema e Storia” presso il “Civico Museo di Storia Contemporanea” di Milano e la Biblioteca Civica di Via Oglio.