Roberto Binetti e Pacho, quando pianoforti e percussioni danno vita al “Tempo”: l’intervista

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Roberto Binetti e Pacho

Uscirà giovedì prossimo, 14 settembre, Tempo, disco che vede collaborare Roberto Binetti e Pacho. Si tratta di una Suite per pianoforti e percussioni. Un viaggio tra il suono acustico e elettrico delle tastiere di Roberto Binetti, a volte dinamico a volte calmo, unito ai colori delle percussioni e del ritmo di Pacho. La sonorità delle tastiere si contamina con una miriade di strumenti e suoni di varie parti del mondo, dall’Europa al Brasile.

Roberto Binetti, pianista, compositore, improvvisatore, ha suonato in diverse produzioni televisive RAI e Mediaset, collaborando con i Maestri Peppe Vessicchio, Pippo Caruso e Valeriano Chiaravalle, ha partecipato a progetti discografici e live di musica d’autore, pop e jazz, suonando con artisti come Gloria Gaynor, Rossana Casale, Alex Baroni, Fausto Leali e molti altri. Compone musiche  per teatro, tra cui l’ultimo spettacolo teatrale di Ale & Franz. Nel 2015 ha pubblicato per Egea Music il cd Universo Fantasia, un progetto per pianoforte di musiche originali.

Ale Pacho Rossi, multi percussionista, studia percussioni e batteria con Candelo Cabezas, Naco, Tiziano Tononi, Enrico Lucchini. Ha suonato con i maggiori artisti pop, rock e jazz italiani ed esteri tra cui Elio e le Storie Tese, Morgan, Rossana Casale, Karma, Ladri di biciclette, Enzo Jannacci, James Taylor, Jaimoe Johanson, Jenny Sheinman, Nels Cline, Ike Willis. Ha lavorato in RAI, insegna percussioni in NAM Bovisa, suona in diverse band e collabora con diversi musicisti in  concerti live e registrazioni discografiche.

In calendario hanno già quattro concerti:
16 settembre Milano (Spirit de Milan)
22 settembre Brugherio (Masnada)
30 settembre Bologna (Bravo Caffè)
27 ottobre Milano (Garage Moulinski)

Sotto la copertina del disco, l’intervista a Roberto Binetti.

Roberto Binetti e Pacho

Il vostro disco si intitola Tempo, parola che richiama il mondo della musica, ovviamente, ma anche quello della vita che scorre, spesso sempre più frenetica. In quale accezione va inteso questo titolo?
Tempo è musica, Tempo è vita, Tempo è il viaggio, ma è anche fermarsi per assaporare il momento, è non correre, è prendere il proprio Tempo per incontrarsi e vedere che il tempo scorre ma a volte occorre rallentare e osservare le cose con un’altra ottica, Tempo è il ritmo che cambia a seconda del nostro stato d’animo, a volte lento a volte burrascoso, ma sempre da scoprire e da vivere.

Come è nata l’idea di questo disco? Chi ha lanciato la proposta di questo “matrimonio” tra pianoforte e percussioni?
Tutto è nato quasi 18 anni fa, quando Pacho stava vivendo un periodo molto difficile della sua vita privata, si è chiuso in studio 3 giorni e 3 notti e ne è uscito con quella che io chiamo la Suite per percussioni, un mondo musicale colorato e immaginifico fatto appunto di sole percussioni, che poi è rimasto a sedimentare per tutti questi anni, finchè l’incontro con il mio pianoforte è semplicemente accaduto!  Ci siamo rivisti parlando di musica, di nostri progetti, Pacho mi ha fatto ascoltare il suo mondo di percussioni… sono rimasto colpito dalla profondità dei ritmi e dalla varietà degli strumenti utilizzati, dunque è venuto naturale vestire questi colori con le mie tastiere, il pianoforte e i suoni elettronici, e dare alla Suite un proprio vissuto armonico e melodico.

Ha un filo conduttore Tempo? In altre parole: qual è lo spirito guida di questo disco?
Direi che la nostra musicalità, intesa come modalità di ascoltarci e di sperimentare nuove idee, è il filo conduttore di Tempo: il concetto è riuscire a mettere al servizio della musica il nostro vissuto e la nostra creatività, cercando affinità tra le parti ritmiche e le parti armoniche e melodiche, non dimenticando l’improvvisazione, che per noi rappresenta l’apice dell’interazione tra i nostri due mondi.

Questa collaborazione resterà un episodio isolato o magari un giorno potremo ascoltare un Tempo 2?
Durante le prove per i nostri prossimi live sono già nati in modo spontaneo diversi nuovi brani molto interessanti, dunque non è da escludere un Tempo 2, ma al momento siamo concentrati per proporre il nostro lavoro nei prossimi concerti, quindi vedremo dove ci porterà il nostro viaggio.

Quando compone? L’ispirazione nasce spontanea o ha necessità di una programmazione?
Il processo creativo ha un qualcosa di magico, sei lì che osservi il mare, un dipinto, la tastiera, oppure leggi un libro o vai in bicicletta… ed ecco che scatta l’idea, può essere un soffio oppure un fraseggio completo, allora la prima intenzione è mollare tutto e fissare quell’idea, ma non sempre è possibile, a volte riesci a prenderla, altre volte invece la scintilla passa e se ne va.  Però non sempre l’ispirazione nasce spontanea: personalmente non riesco a programmare l’ispirazione, ma può succedere che sedendomi davanti al pianoforte e suonando liberamente nascano melodie interessanti, ad esempio il brano Nuovi Orizzonti che da il titolo al videoclip è nato ascoltando le percussioni e suonando fino a trovare la giusta affinità emotiva con il fraseggio ritmico.

In carriera ha lavorato con numerosi artisti di fama, stelle della musica italiana e internazionale. C’è una collaborazione che ricorda in modo particolare?
I concerti e le trasmissioni con Pippo Caruso che dirigeva l’orchestra rimaranno sempre nella mia mente per l’energia e l’emozione di suonare con il Maestro.  A parte ciò, tra le molte collaborazioni  mi piace ricordare una sera in concerto con la grande cantante Gloria Gaynor a Roma: era una ballad e iniziammo il brano solo pianoforte e voce, un po’ seguivo lo spartito un po’ improvvisavo seguendo la grande musicalità dell’artista, la prima pagina stava per finire, mi accingo a voltare la pagina quando… la successiva non esisteva, ovvero la seconda pagina si era perduta! Vado in panico per 1 secondo non di più, in quanto stavamo suonando davanti a migliaia di spettatori e comunque il brano doveva continuare e Gloria stava cantando… quindi a quel punto abbandono lo spartito ormai inesistente e lanciando sguardi armonici verso la cantante continuo a suonare improvvisando accordi e fraseggi consoni alla prima parte della canzone: ovviamente la Gaynor si è subito accorta della mancanza dello spartito, ma con grande professionalità entrambi abbiamo continuato improvvisando ascoltandoci e seguendoci l’uno con l’altra per diverse battute, fino a rientrare armonicamente sul ritornello del brano e concludere la canzone senza che il pubblico si fosse accorto del problema.  Posso dire che è stato un momento irripetibile, dove ha preso il sopravvento la Musica libera da ogni schema, mi sembrava di librarmi senza peso sopra il palco, la magia delle note.

Recentemente ha lavorato con Ale e Franz, scrivendo le musiche per il loro ultimo spettacolo teatrale. Cosa le ha lasciato questa esperienza?
Ho scritto una parte delle musiche per il loro spettacolo ed è stata un’esperienza fantastica: a livello teatrale il fatto di creare musica a stretto contatto con il regista, con gli attori e con il testo ti dà modo di entrare nei dettagli dell’opera e di poter sottolineare con degli interventi musicali appropriati quelle che sono le peculiarità dell’opera, un lavoro molto interessante. In questo caso la richiesta, partendo da un tema definito, era di creare delle variazioni sul tema con un’atmosfera rarefatta ed intima, una sorta di filo conduttore lungo tutto lo spettacolo, un commento musicale che sarebbe servito anche da sottofondo per le battute degli attori, dunque con una ben definita riconoscibilità, ma senza diventare sovrastante. Dopo aver visualizzato il contesto teatrale, ho composto alcuni temi molto melodici con un loro ritmo narrativo che mi sembrava adatto per lo scopo, e devo dire che, grazie alla bravura di Ale & Franz ed al sapiente utilizzo della musica da parte della regia di Alberto Ferrari, l’effetto finale è veramente coinvolgente.

Dal 16 settembre sarà in tour con Pacho. Cosa deve aspettarsi chi verrà a vedervi?
Sarà un palco molto bello a vedersi, con le mie quattro tastiere e tutte le percussioni e i fantasiosi e a volte anche bizzarri oggetti che Pacho suonerà, oltre ovviamente alla batteria. Suoneremo tutto dal vivo senza campionamenti o loop, andando a ricreare le atmosfere e i ritmi dei brani del cd, lasciandoci trasportare dal Tempo e dalle nostre emozioni, dialogando con il pubblico con la musica. Ci sarà spazio all’improvvisazione e talvolta saliranno con noi sul palco degli amici ospiti musicisti, ad esempio il 16 settembre allo Spirit de Milan suonerà con noi il grande batterista Maxx Furian, che ha anche suonato un brano del cd.

Alle spalle ha una carriera lunga e ricca di soddisfazioni. Si diverte ancora a fare musica? 
Essere musicista penso sia uno dei mestieri più belli de mondo, anche se da diversi anni ormai il mercato musicale è diventato veramente difficile e per noi musicisti non sono proprio dei gran bei tempi, però la scintilla è sempre la grande passione unita alle emozioni che proviamo quando suoniamo e che cerchiamo di trasmettere a chi ci ascolta, dunque ogni volta che salgo su un palco è come se fosse la prima volta: chiudo gli occhi, respiro lentamente, entro in contatto con l’anima degli altri musicisti, uno sguardo complice e inizia il divertimento.

Il sogno che – ancora – non è riuscito a realizzare?
Suonare il mio pianoforte a coda immerso nella natura, circondato dalla bellezza libera e selvaggia, alla luce magica del tramonto.   Devo dire che l’ultima estate mi sono avvicinato al sogno, suonando a 2100 metri su un lago alpino circondato dalle montagne, è stata un’esperienza incredibile.

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Nato a Lavagna (GE) il 26 luglio 1970, nel giorno in cui si sposano Albano e Romina, dopo un diploma in ragioneria ed una laurea in economia e commercio, inizio una brillante (si fa per dire) carriera come assistente amministrativo nelle segreterie scolastiche della provincia di Genova e, contemporaneamente, divorato dalla passione del giornalismo, porto avanti una lunga collaborazione con l’emittente chiavarese Radio Aldebaran e il quotidiano genovese Corriere Mercantile. Dal 2008 curo il blog Atuttovasco.

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