Un affare di famiglia

Sono poveri, sono dolci, sono ladri per fame e si amano tanto. Sono una famiglia. Diversa...

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Un affare di famiglia
di Kore’eda Hirokazu.
con Lily Franky, Sakura Andô, Mayu Matsuoka, Kirin Kiki, Jyo Kairi, Miyu Sasaki
Voto 8

Una famiglia povera in una casa piccola e fredda in Giappone. Il padre fa lavori pericolosi e senza protezioni sociali quando non addestra i figli a fare piccoli furti per procurare il cibo (il titolo originale suona come “Taccheggiatori”), la madre è sull’orlo del licenziamento, la figlia maggiore lavora in un peep show, la nonna mantiene tutti con la pensione. Però si amano tanto. Una notte freddissima adottano la figlia dei vicini, sola e maltrattata. A termini di legge la rapiscono. Ma così dolcemente che la bambina entra in una vera famiglia. Vera? No, in effetti no: la nonna è di un altro ramo di parentela, il figlio è stato trovato in un parcheggio, la figlia maggiore ha una famiglia che la crede in Australia. Sono tutti estranei che si amano davvero. Nella prima parte Kore’eda Irokazu (è lo stesso di Ritratto di famiglia con tempesta, già molto bello) ci porta in un Giappone inedito, con differenze sociali allarmanti, gelido e a tratti quasi comico, eppure riscalda il cuore con una semplice verità: la famiglia è quella che ti scegli, non quella che ti tocca in sorte. Nella seconda parte  il film (che già stava in alto nella sua apparente semplicità) si impenna  ulteriormente e da commedia di famiglia diventa qualcosa di ineffabile, che sfiora il surreale e il noir con piccoli tocchi di una tenerezza crudele. È un film da vedere. Palma d’oro a Cannes

 

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Marco Bacci scrive di cinema, tecnologia e libri. Ogni tanto scrive romanzi. È un ex di molti lavori

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