Un premio per ricordare Guido Elmi

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Guido Elmi

Per ricordare Guido Elmi, lo storico produttore di Vasco Rossi scomparso il 31 luglio 2017, è stato istituito un premio alla memoria, che ogni anno sarà assegnato a un giovane produttore che si è particolarmente distinto nella sua attività. Per la prima edizione, una giuria presieduta da Mogol ha deciso di assegnare il Premio a Tommaso Colliva, tra i cui lavori spicca la co-produzione di Drones dei Muse (che nel 2016 vinse un Grammy). Nel corso della sua carriera, Colliva ha lavorato anche con Nic Cester, Calibro 35, Afterhours, Marta sui Tubi, Dente, Perturbazione, I Ministri, Tricarico.
La consegna del Premio Guido Elmi, coordinato da Vittorio Corbisiero e Oliva Spatola,avverrà il 29 settembre all’Europauditorium di Bologna all’interno della serata finale del BMA – Bologna Musica d’Autore (festival organizzato da Fonoprint per valorizzare nuovi talenti della nostra canzone d’autore). Il premio verrà consegnato da Paola Turci, che si esibirà in un set dal vivo.
Guido Elmi è stato uno dei produttori italiani più innovativi e creativi. Il suo nome è, da sempre, accostato a quello di Vasco Rossi, una collaborazione dalla quale sono nati capolavori comeSiamo solo noi, Bollicine, Stupido Hotel e tanti altri album che hanno contribuito a scrivere la storia del rock italiano. Un rapporto iniziato nel 1978 come componente della Steve Rogers Band e continuato sino al concerto dei record di Modena Park.
Guido Elmi Ma Elmi era anche un instancabile talent scout, persona attenta a quello che succedeva nella scena della nuova musica italiana, agitatore culturale, organizzatore di rassegne, autore di programmi tv, un artista che ha segnato lo sviluppo della “cultura popolare” nel nostro paese. Guido era davvero eclettico, e gestiva anche un blog su Spettakolo: i suoi post erano spesso sorprendenti e spiazzanti. Amava profondamente la musica, non soltanto generi che per uno con la sua storia professionale potrebbero apparire scontati come il prog, l’hard rock o l’heavy metal. Amava scoprire nuove band. Oppure ti sorprendeva parlandoti a lungo di artisti apparentemente lontani anni luce dal suo mondo, spaziando da Johnny Cash a Townes Van Zandt. Una volta mi disse che gli sarebbe piaciuto scrivere un post su un album di Frank Sinatra in cui “Blue Eyes” reinterpreta a modo suo venti canzoni di Antonio Carlos Jobim. Un’altra volta ne scrisse uno intitolato L’incanto dei brani strumentali, in cui spaziava da Les Baxter a Lalo Schifrin a Henry Mancini.
Guido Elmi stato capace persino di mettersi in gioco in prima persona come artista realizzando, nel 2016, un album solista, La mia legge, un disco nel quale aveva concentrato tutte le sue passioni sonore
Per questo gli eredi hanno deciso di istituire un premio in suo ricordo, un riconoscimento che, ogni anno, segnalerà la bravura di un giovane produttore, il cui lavoro è stato coronato da risultati importanti, non solo in Italia.
Guido Elmi

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Massimo Poggini è un giornalista musicale di lungo corso: nella seconda metà degli anni ’70 scriveva su Ciao 2001. Poi, dopo aver collaborato con diversi quotidiani e periodici, ha lavorato per 28 anni a Max, intervistando tutti i più importanti musicisti italiani e numerose star internazionali. Ha scritto i best seller Vasco Rossi, una vita spericolata e Liga. La biografia; oltre a I nostri anni senza fiato (biografia ufficiale dei Pooh), Questa sera rock’n’roll (con Maurizio Solieri), Notti piene di stelle (con Fausto Leali) e Testa di basso (con Saturnino). Ultimo libro uscito: "Lorenzo. Il cielo sopra gli stadi".

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