Milano che cambia in tre film

Lunedì 17 settembre 2018 al Cinemino di via Seneca, 6, tre pellicole che raccontano la trasformazione della metropoli nell’ ambito di Milano Movie Week

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film Il Generale Della Rovere

Dalla capitale della Resistenza alla metropoli della trasformazione del ’68 fino alle periferie della città contemporanea

 

È il 1943 quando un tale Bertone, un imbroglione  e giocatore senza scrupoli per evitare la deportazione in Germania o la fucilazione accetta di farsi passare per il generale Della Rovere, un alto ufficiale capo della Resistenza ucciso dopo lo sbarco sulla costa ligure, al fine di fornire ai tedeschi preziosi informazioni sui resistenti. Rinchiuso nel lugubre carcere di San Vittore a Milano, l’ uomo  inizia a recitare la sua parte. Suo compito è individuare tra sette detenuti un tale Fabrizio, che guida la lotta al nazifascismo nel nord Italia. A contatto con questo ambiente di sofferenza e di coraggio Bertone però profondamente scosso  non rivelerà il nome che i tedeschi vogliono sapere e si farà fucilare gridando davanti al plotone d’ esecuzione “Viva l’ Italia, Viva il Re”. Il Generale Della Rovere (ore 14,30) diretto da Roberto Rossellini nel 1959 ci mostra la Milano cupa e triste dove il 25 aprile 1945 finalmente tornerà la democrazia dopo la fine del ventennio. Nel 1969  Liliana Cavani gira a Milano I cannibali (ore 16,50) liberamente tratto dalla tragedia Antigone di Sofocle, un film che ottiene un clamoroso successo a Cannes e a New York. Negli Usa entra perfino nel circuito universitario diventando una sorta di  idioma comune ai movimenti giovanili dei diversi paesi ed è accumunato al mitico Easy Rider di Dennis Hopper girato nello stesso anno.  Mostrandoci una metropoli moderna nella quale sono sparsi per le strade i cadaveri di tanti giovani uccisi dalla controrivoluzione che i passanti scansano indifferenti e spaventati, la regista romagnola con questo apologo da il suo contributo alla lotta contro ogni forma di oppressione. Nel 2003   i registi Paolo Vari e Antonio Bocola in Fame chimica (ore 18,40) prodotto dalla Cooperativa Gagarin, ci raccontano invece una Milano diversa da quella povera, ma gioiosa delle canzoni di Jannacci e Gaber. In una piazzetta del quartiere Barona, periferia  a sud ovest e luogo di spaccio, due amici ventenni, Claudio operaio politicizzato e Manuel, un piccolo spacciatore, si contendono l’ amore di Maja, la ragazza più bella del rione tra tensioni sociali e mancanza di futuro. In questo quadro di umanità desolata gli ultimi della scala sociale a pagare le frustrazioni di tutti saranno gli immigrati africani.

 

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Pierfranco Bianchetti , giornalista pubblicista e socio del Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani è laureato in Sociologia a Trento. Ex funzionario comunale, responsabile dell’Ufficio Cinema del Comune di Milano, ha diretto n l’attività del Cinema De Amicis fino alla chiusura nel 2001. Ha collaborato a Panoramica – I Film di Venezia a Milano, Locarno a Milano, Il Festival del Cinema Africano; Sguardi altrove; ha scritto sulle pagine lombarde de l’Unità e de Il Giorno, Spettacoli a Milano, Artecultura, Top Video; Film Tv; Diario e diversi altri periodici. Attualmente scrive per Cinecritica, collabora a Riquadro.com e cura il sito lombardo del SNCCI. Ha realizzato rassegne e cicli sul tema “Cinema e Storia” presso il “Civico Museo di Storia Contemporanea” di Milano e la Biblioteca Civica di Via Oglio.

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