Milano Movie Week: la Milano di Ermanno Olmi

Martedì 18 settembre 2018 al Cinema Spazio Oberdan una giornata dedicata al maestro del cinema italiano scomparso il 5 maggio scorso

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Proiezioni e incontri con i familiari, collaboratori e amici fra i quali anche il Sindaco Giuseppe Sala per sottolineare lo stretto rapporto che Olmi ha avuto con la città

Figlio di un ferroviere cresciuto nel quartiere popolare della Malpensata di Bergamo e poi nella zona della Bovisa di Milano, Ermanno Olmi dopo aver interrotto gli studi al primo anno del liceo scientifico, a quindici anni entra come impiegato alla Edisonvolta e viene dislocato all’Ufficio approvvigionamenti. La sera si reca regolarmente a Palazzo Litta, dove vi è la filodrammatica del dopolavoro. Scrive e dirige piccole commedie di buon successo apprezzate dai suoi colleghi e anche dagli ingegneri, i pezzi grossi che frequentano il teatro. Un giorno un dirigente della sua  società gli regala una cinepresa a sedici millimetri per realizzare dei filmetti. È l’ inizio della carriera cinematografica del futuro maestro del cinema italiano. Nel 1954 nasce la Sezione Cinema dell’Edisonvolta formato da un gruppo affiatato di colleghi di Olmi tra i quali Lamberto Caimi, che per molti anni sarà il direttore della fotografia dei suoi film. Fino al 1959 vengono prodotti una quarantina di documentari industriali utili a promuovere i grandi progetti e le grandi opere come le dighe e le centrali idroelettriche. I più noti sono Manon finestra 2; Michelino 1°B;  Tre fili fino a Milano, (ore 16,30); La pattuglia del Passo San Giacomo; La diga del ghiacciaio.  Nel ’59 alcuni amici gli offrono di finanziare una pellicola tratta da un suo copione dal titolo Due fermate a piedi poi modificato nel più semplice Il posto (ore 21 dopo la presentazione del libro Ermanno Olmi. Liturgia dello sguardo a cura di Bruno Fornara), storia di un ragazzo di nome Domenico Cantoni giunto a Milano per affrontare gli esami d’assunzione presso una grande azienda, che si invaghisce l’aspirante dattilografa Antonietta, una quindicenne timida e carina. Ottenuto il posto, Domenico si aggira smarrito negli uffici della società  avvertendo dentro di sé un senso di vuoto e di poca gratificazione.  Sullo sfondo una Milano in piena trasformazione con i lavori della metropolitana destinati a cambiare il volto della città. La pellicola farà conoscere  in tutto il mondo il regista bergamasco, che modesto come sempre dirà: “Era solo un film povero, il cinema figlio del nostro più povero neorealismo”. Nel 1983 Olmi firma un documentario commissionato dalla Giunta Comunale di Carlo Tognoli dal titolo  Milano ‘83 (ore 16,30),  uno sguardo disincantato e critico sulla metropoli lo alle ore 18,30  il documentario di Maurizio Zaccaro Un foglio bianco del 2011, girato in occasione dei suoi ottanta anni sul set del film Il villaggio di cartone.

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Pierfranco Bianchetti , giornalista pubblicista e socio del Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani è laureato in Sociologia a Trento. Ex funzionario comunale, responsabile dell’Ufficio Cinema del Comune di Milano, ha diretto n l’attività del Cinema De Amicis fino alla chiusura nel 2001. Ha collaborato a Panoramica – I Film di Venezia a Milano, Locarno a Milano, Il Festival del Cinema Africano; Sguardi altrove; ha scritto sulle pagine lombarde de l’Unità e de Il Giorno, Spettacoli a Milano, Artecultura, Top Video; Film Tv; Diario e diversi altri periodici. Attualmente scrive per Cinecritica, collabora a Riquadro.com e cura il sito lombardo del SNCCI. Ha realizzato rassegne e cicli sul tema “Cinema e Storia” presso il “Civico Museo di Storia Contemporanea” di Milano e la Biblioteca Civica di Via Oglio.

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