Le Fidèle

Un melò, noir, polar: crimine, passione, amore e morte

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Le Fidèle
di Michaël R. Roskam
con Matthias Schoenaerts, Adèle Exarchopoulos, Jean-Benoît Ugeux, Eric de Staercke, Nabil Missouri
Voto molto belga

Le Fidèle del belga Michaël R. Roskams  era passato fuori concorso a Venezia 74. Sappiamo dal prologo che Gino ha paura dei cani, dei genitori e della polizia. Poi impariamo che da grande (è Matthias Schoenaerts) quando vede correre con una Porsche da gara la bella Adele Exarchopoulos le promette amore eterno, niente fiori e glissa sul lavoro che fa. Ufficialmente import- export di auto. Di fatto appartiene a un’allegra banda di rapinatori che fanno colpi pericolosi ma sostanziosi. Mentre aumenta la pericolosità aumenta anche l’amore. La storia d’amore avanza, con un sottofondo inquietante di bugie. Il colpo letale e l’amore totale coincidono quando questo strano film, di provincia ricca, bagnata e plumbea sul confine tra le due lingue e le due culture del Belgio, si trasforma in melodramma, poi in dramma e infine in incubo. Lui va in carcere, lei per lui svenderà l’azienda paterna, lui per lei (e per colpa di un cane) perderà le già fragili libertà residue e i permessi premio, lei per lui è pronta a perdere la vita: fanno di tutto per aver un figlio e alla fine spunta un cancro e un finale ai limiti dell’allucinante, molto belga, molto alla Roskam che aveva firmato l’altrettanto plumbeo Chi è senza colpa? con Tom Hardy barman e vendicatore a Brooklyn

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Marco Bacci scrive di cinema, tecnologia e libri. Ogni tanto scrive romanzi. È un ex di molti lavori

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