Gotti-Il primo padrino

Vita di John Gotti, padrino, raccontata da John Gotti con la faccia di Travolta

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Gotti-il primo padrino
di Kevin Connolly
con John Travolta, Kelly Preston, Pruitt Taylor Vince, Spencer Lofranco, William DeMeo
Voto stravisto

“Anche se ho mangiato una chiesa e mi esce il campanile dal culo, negherò di averla mangiata”. Così insegna Gotti padre, boss dei boss di Cosa Nostra, a Gotti figlio che vorrebbe collaborare per avere uno sconto di pena. Impennata di dialogo. Il genere è il solito: gangster di strada che fanno carriera e poi declinano. Il finale è sempre  la galera o la morte. Gotti scalò con l’assassinio la famiglia Gambino negli anni 80 e poi venne condannato a 5 ergastoli: a dare retta al film solo per aver fatto il manager di una banda di tagliagole. Per il resto buon padre e miglior marito. Il figlio era più “borghese”. Il film è indeciso se raccontare il padre o il figlio, e non è mai chiaro se intenda presentare Gotti come un criminale o come uno che va contro uno Stato che per incriminarlo spende tantissimo e protegge tantissimi criminali. Lo sappiano gli elettori. Come che sia, il problema del film di Connolly è che a parte la faccia di Travolta, le altre sono déjà-vu dimenticabili, le scuse le solite, le famiglie tribali, i boss amati dal popolo,  il tema funerario e vecchio.

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Marco Bacci scrive di cinema, tecnologia e libri. Ogni tanto scrive romanzi. È un ex di molti lavori

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