Ruggero de I Timidi: «Sono io l’alternativa alla trap» (intervista)

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ruggero de i timidi

Qualche giorno fa è uscito il suo secondo album, dal titolo Giovani emozioni (qui la nostra recensione), in cui Ruggero de I Timidi si cimenta con le sonorità del grande cantautorato italiano degli anni ’70 e ’80, dopo aver esplorato con Frutto proibito la musica da balera tipica degli anni ’60.
Noi abbiamo intervistato Ruggero a ridosso del suo instore tour per farci raccontare i brani del disco e le sensazioni dopo questi giorni che l’hanno visto impegnato in diverse città italiane per incontrare i fan e firmare le copie del disco.

Dalle canzoni da balera anni ’60 al cantautorato italiano degli anni ’70-’80. Come mai questo salto e quali sono gli artisti che ami di più di quel periodo?
Innanzitutto per evolvere. Dovendo progredire con la carriera è normale che dopo gli anni ’60 passi ai ’70 sia per darmi anche un tono cantautoriale che per non annoiare il pubblico, ma soprattutto per non annoiare me stesso, questa è la sincera verità.
Ho iniziato ad ascoltare un po’ di cantautori di quel periodo che ovviamente già conoscevo, ma grazie a Spotify sono andato a riprendere tutti gli album, anche quelli meno conosciuti, e così ho ascoltato da De Gregori a soprattutto Ivan Graziani, anche se magari in questo disco non si sente, oltre a Battisti, Concato, Bertoli, De André.

In questo album, a parte Rimming e Vibratore, non ci sono altre canzoni che trattano esplicitamente di argomenti sessuali. E’ difficile cercare di uscire da un clichè quando il pubblico da te si aspetta un certo tipo di canzoni?
Secondo me è peggio andare avanti quando non si ha la libertà di poterlo fare. Rimming, se prendi anche la copertina del singolo che, riprendendo quella di Rimmel di De Gregori, mi vede imprigionato, parla proprio di quello. Però alla fine un artista, anche se è Ruggero, deve sentirsi libero, sennò poi mi avrebbero detto “eh, cavoli, ma fai sempre quello”. Invece io devo assecondare la fantasia che ho in quel momento, e in quel momento avevo quella realtà lì. Poi quel tipo di canzoni più o meno ci sono, perché c’è anche lo sceneggiatore di film porno che è costretto a vedersi tagliate tutte le battute, c’è Fiore di scoglio che comunque non è un argomento propriamente da YouPorn, visto che in realtà tratta di prevenzione, di non avvicinarsi agli scogli col preservativo.
Il mio non vuole essere solo un elenco di categorie da sito hard sotto forma di canzoni, ma è un tentativo narrativo da cantautore di narrare storie che non vengono trattate dagli altri cantanti, e in quello sì, vado a pescare storie un po’ torbide, squallide o a volte tristi che nessuno tratta. In questo caso penso di poter affermare che sono un precursore.

Hai citato Fiore di scoglio, e qui mi tocca notare che per la prima volta in una tua canzone ci sono delle parolacce.
Vedo che l’hai capito perché è proprio il taglio che ho dato al disco. Tutti mi dicono “mi piaci perché non dici le parolacce” e allora io dico le parolacce; oppure “fai una canzone sul rimming” e io “no, non la faccio”. Io non sapevo neanche cosa fosse, nella mia ingenuità, poi sono andato a vedere e ho detto “no, non posso fare una canzone sul rimming… per cui la faccio!” e infatti nella canzone dico che non lo faccio. Questo è il controsenso di questo album, che mi piace molto, che mi piace molto anche perchè suona da cantautore di quell’epoca.

Infatti ne La canzone dell’estate, oltre a delle atmosfere tipiche di Battiato, c’è anche una citazione di Nebbia in Valpadana di Cochi e Renato. Secondo me la tua ironia è esattamente nel loro stile, solo aggiornata agli anni 2000.
Sì, le tematiche sono quelle del 2018, perché Moscow mule è molto 2018. Ti ringrazio dell’accostamento, ma io non mi permetterei mai: oso scopiazzare dai grandi, ma non posso dire che sono uno di loro. Mi sento come Tarantino quando riprende i film di serie b e li trasforma in capolavori, solo che io riprendo i capolavori e li trasformo in canzoni di Ruggero. E’ un passaggio inverso ma comunque necessario.

Vecchi è un brano molto diverso da ogni altra cosa che hai scritto, sempre con la tua solita ironia, ma comunque carico di amore e rispetto per la categoria degli anziani.
La discografia guarda solo ai trapper, e di conseguenza ai ragazzini di 12-13 anni. Io invece voglio che la mia discografia si avvicini al mondo degli anziani che dicono “ma non abbiamo più un cantante di riferimento”. Da adesso ci sono io, Ruggero, il cantante dei vecchi.
La canzone è toccante perché parla di cose vere, ma anche quando parlavo di candida o di spruzzare acqua dalla vagina erano cose vere. Tutte le canzoni che scrivo sono canzoni serie, romantiche e con molto pathos, poi se uno ci ride o altro non saprei. Tu non sai quanti mi hanno scritto “sì, io avevo una ragazza che spruzzava acqua e mi ha inondato tutta la Clio”, quindi sono tutte cose vere.
Vecchi c’è sia chi l’ha sentita e non dico si sia commosso ma quasi, come c’è chi si è messo a ridere. Poi comunque c’è il riferimento finale al fatto che basta una pillolina e un vecchio ti sa ancora amare e quindi diciamo che il riferimento un po’ birichino c’è sempre.

Si è concluso pochi giorni fa il tuo instore tour. Com’è andato?
E’ andato molto bene. Il problema degli instore è che in effetti, come ti dicevo, al giorno d’oggi lo fanno principalmente i trapper, per cui tutti mi propongono “fai l’instore alle 15 di pomeriggio” e io gli rispondo “guardate, non vengono i ragazzini, ma le persone che lavorano”. Allora li spostiamo tutti dopo le 18 e devo dire che c’è stata gente che si è assentata da lavoro per venire a farsi firmare il disco, e questa è una cosa che fa ben sperare per l’Italia.

Ci sarà un tour invernale nei teatri per accompagnare la promozione del disco?
Tra poco partirà un tour nei club che stiamo ancora definendo: sSicuramente inizieremo il 7 ottobre da Trento, poi andremo a toccare Roma, Lucca per il Lucca Comics dove presenterò anche il fumetto di Ruggero. A natale riproporremo Ruggero de I Timidi Christmas show al Teatro della Luna di Milano e al Teatro delle Celebrazioni di Bologna, poi riprenderemo con Giovani emozioni sempre a teatro da metà gennaio fino a marzo.

Dal vivo canti anche diverse cover, e l’ultima in ordine di tempo è Hallelujah. Immagino che ci siano problemi di diritti d’autore, ma riusciremo un giorno ad averle su disco o saremo per sempre costretti ad ascoltarle su YouTube con la qualità bassa delle riprese ai concerti coi telefonini?
Sarete sempre costretti a guardare i video fatti di straforo, perché sia il lato legislativo per quello che riguarda la SIAE che il lato economico-commerciale non mi consentono di fare questo tipo di cosa: se faccio la cover normale la posso pubblicare, mentre se cambio il testo devo chiedere il permesso agli autori.
Ora, io non me la sento di chiedere il diritto per Perdere l’amore di Massimo Ranieri, perché oltre a vergognarmi nel farlo so già la risposta. Con Miserere di Zucchero ancora peggio, vista la tematica, ma da lui potrei provare a mandare il Maestro Ivo, che è uno che solitamente riesce a convincere tutti. Per quanto riguarda Hallelujah va bene che Leonard Cohen non c’è più, ma eseguirla solo dal vivo va più che bene.

Da qualche mese è sul mercato anche il tuo vino, Rougero. Com’è nata questa svolta enologica?
Innanzitutto io sono friulano, quindi sono sensibile all’argomento vino, poi mi è stato proposto tramite amici di fare il vino di Ruggero e, rispetto all’idea di produrre altri tipi di gadget, mi è sembrata un’iniziativa che potesse essere in linea con le cose che promuovo: stare bene assieme, con gli amici, in maniera romantica oltre che in maniera goliardica, e secondo me Rougero in questo caso è perfetto.
L’ho selezionato tra diversi vitigni, non ho spremuto direttamente io le uve, ma è un ottimo vino, è stato presentato a Vinitaly e tutti quelli che l’hanno bevuto mi hanno detto che è buono.

Visto che adesso la trap è la musica del momento, potresti fare anche tu una canzone di dissing, come fanno loro, magari mischiata con un po’ di pissing…
Guarda che ce l’ho. Io non cito le cose a caso, ci sto lavorando davvero. Dammi solo un attimo per prendere dimestichezza con l’autotune e dopo spacco l’internet con la trap.

Le date del tour:
7 ottobre – TRENTO @Oktoberfest Teatro Tenda
13 ottobre – PADOVA @Hall
19 ottobre – ROMA @Largo Venue
20 ottobre – TAVAGNASCO (TO) @Tavarock
26 ottobre – TREVISO @Home Rock Bar
27 ottobre – BRESCIA @Latte +
10 novembre – FABRIANO (AN) @Sonic Room
23 novembre – PARMA @Campus Industry Music
24 novembre – FIRENZE @Flog

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Nato a Roma nel 1984, ma vivo a Venezia per lavoro. Musicista e cantante per passione e per diletto, completamente autodidatta, mi rilasso suonando la chitarra e la batteria. Nel tempo libero ascolto tanta musica e cerco di vedere quanti più concerti possibili, perchè sono convinto che la musica dal vivo abbia tutto un altro sapore. Mi piace viaggiare, e per dirla con le parole di Nietzsche (che dice? boh!): "Senza musica la vita sarebbe un errore".

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