Venditti in Arena con De Gregori ed Ermal, fra amici vecchi e nuovi

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Già prima che lo spettacolo iniziasse, c’era nell’ aria la sensazione che sarebbe stata una serata particolare.  Perché se un cantautore come Antonello Venditti decide di cantare per intero uno dei suoi lavori più belli e significativi per intere generazioni, e all’ Arena di Verona, per festeggiarne i 40 anni dalla sua pubblicazione, questo già di per sé é un evento. Sotto il segno dei pesci  contiene al suo interno pezzi che potremmo dire intramontabili, e poterli cantare dopo così tanti anni, uno di fila all’ altro, é  <<un sensazione strana anche per me>> afferma Antonello. Il cantautore romano , accompagnato dalla sua band storica, non vuole assolutamente nascondere la sua emozione e lascia molto spazio alle parole e all’ ironia su come il nuovo brano Sfiga sia perfettamente in linea con i vari problemimi tecnici della serata, che Venditti ha girato a suo favore scherzandoci su. Fra microfoni che non vanno e collegamenti televisivi che saltano (Antonello dedica Giulio Cesare  a Francesco Totti, ospite di Fabio Fazio a Che tempo fa, ma non riescono neanche a salutarsi), il concerto va avanti sulla scia dell’ emozione. <<Quello di stasera é stasera è stato un concerto intergenerazionale, ho rimesso in comunicazione 2 generazioni >> racconta Venditti a fine serata ai giornalisti. <<É mancata la parte mediana del concerto, quella delle canzoni d’amore, perché c’erano delle esigenze. La televisione uccide i concerti. Ormai ci si ferma e si riparte. Il concerto é una magia, un racconto. Ho vissuto emozioni forti. La tecnologia non è perfetta e stasera ha vinto l’umanità. >>

E il concerto blues, come lo definisce Antonello, soprattutto per l’attitudine con cui é stato fatto, é un viaggio vero e proprio, perché le canzoni, spesso, possono raccontare davvero un’epoca e diventare senza tempo, per sempre attuali. Lo dimostrano brani come Lilly tristemente contemporaneo perché <<all’ epoca esisteva solo l’eroina, adesso la chiamiamo semplicemente droga >> , cantata davanti a un’Arena in un silenzio quasi irreale. Venditti si lascia andare a parole e canzoni in un turbinio incessante, facendo un continuo parallelo fra ieri e oggi, ed è effettivamente incredibile come brani scritti 30 0 40 anni siano completamente attuali.  << Sotto il segno dei pesci é una visione, una fotografia che non c’era>> spiega Venditti <<È il linguaggio che fa il contemporaneo.>>

<<Ogni cosa che ho fatto sono stato il primo a farla>> racconta <<Non per forza bene, ma comunque il primo. Per esempio, ho reso le bombe lievi .>> Non mancano i riferimenti fortemente sociali e politici, che Antonello ribadisce più volte <<Quando mi dicono che sono comunista, rispondo “Ascolta quello che ho scritto”>>. C’è un parallelo continuo fra ieri e oggi, fra “L’uomo falco ” e Renzi, in un concerto che non é solo la celebrazione di un album e di una carriera, ma una sorta di manifesto di un uomo che racconta se stesso e la sua generazione, parlando al futuro e ai giovani di oggi, spronandoli ad abbondanare l’apparire in favore dell’essere . E se si é voluto celebrare la musica, Antonello ha voluto celebrare anche l’amicizia, sia vecchia che nuova, con 2 ospiti davvero speciali.  L’amico di sempre (e per nulla nemico come si é creduto per anni) Francesco De Gregori ed il nuovo amico Ermal Meta.  Un’amicizia, quella col Principe, che non si é mai interrotta, nonostante molti abbiano pensato il contrario, per il semplice fatto che, dopo Theorius campus, non hanno più collaborato insieme <<Maradona e Pelé devono essere per forza contrapposti>> afferma Antonello <<Si crea un gioco fintamente democratico. L ‘amicizia si deve per forza tradurre in qualcosa? Forse non abbiamo fatto più nulla perché siamo troppo amici.>> E se l’amicizia poi, però, riesce a tradursi in una   Sempre e per sempre  (scritta a casa di Antonello) da pelle d’oca  tale da far commuovere lo stesso Venditti, vorremmo davvero che certe amicizie non finissero mai.

Diverso il rapporto con Ermal, nato in una sera piena di confidenze da parte del giovane cantautore, rimasto casualmente bloccato nello stesso albergo di Venditti perché “Non riuscivo ad uscire” , racconta ridendo Ermal, sancendo così l’inizio di un rapporto di affetto e stima reciproci. Fino a quando un giorno, invece di parlargli al telefono,  Antonello non gli ha suggerito di scrivere una canzone . Ed é cosi che è nata Caro Antonello, una delle canzoni migliori dell’ ultimo album di Ermal, cantata insieme a Venditti in un’Arena entusiasta, in un bellissimo passaggio generazionale .

Si ha davvero la sensazione di aver assistito a qualcosa di speciale e senza tempo, che ha emozionato tutti in un comcerto lunghissimo (più di 3 ore), in cui Venditti si è messo realmente a nudo e a servizio della musica e del suo pubblico, senza fermarsi mai. Antonello si racconta senza remore, focalizzandosi su ciò che per lui realmente conta, ovvero le piccole cose <<che ancora ci possono unire. >>

L’orgoglio di essere ciò che si é, perché <<sono le imperfezionie rendere uniche le persone. E chissenefrega se fumi, ridi o stai muto, ci sono cose molto più importanti.>> Venditti si sente un uomo fortunato:<<A pochi uomini può capitare di vivere tante età e tanti momenti insieme, felice e consapevole di ciò che sono. >>

Un concerto che è andato oltre ogni tipo di semplice celebrazione commerciale, in cui si è potuta realmente toccare con mano l’umanità di un artista che non ha più bisogno di dimostrare nulla, ma che può semplicemente essere . Una carriera lunghissima, ma sempre proiettata nel futuro (e con nuovo disco già pronto che uscirà a fine 2019: <<Ancora oggi penso molto al futuro>> conclude Venditti <<ma mi piace molto quello che ho fatto .>>

Antonello decide di salutare l’Arena con il suo amico De Gregori cantando Roma Capoccia <<dedicata a questa Verona romana.>>

Ed é proprio nella sua Roma che Antonello canterà i prossimi 21 22 dicembre  per 2 live al Palalottomatica, che andranno a chiudere il cerchio per i 40 anni di Sotto il segno dei pesci. 

La scaletta del concerto 

Raggio di luna
Il compleanno di Cristina
21 modi per dirti ti amo
Giulio Cesare (con dedica nel testo a Francesco Totti, collegato in diretta televisiva dagli studi di “Che tempo che fa “)
Piero e Cinzia
Non so dirti quando
Marta
Lilly
Compagno di scuola
Ci vorrebbe un amico (acustica al pianoforte)
Notte prima degli esami (acustica al pianoforte)
Sotto il segno dei pesci
Francesco
Bomba o non bomba (con Francesco De Gregori)
Chen il cinese
Sara
Il telegiornale
Giulia
L’uomo falco
Che fantastica storia è la vita  (con Ermal Meta)
Caro Antonello (di Ermal Meta, con Ermal Meta)
Settembre
Alta marea
Sempre e per sempre (di Francesco De Gregori, con Francesco De Gregori)
Attila e la stella(con Francesco De Gregori)
Roma capoccia(con Francesco De Gregori)

Bis:
Ricordati di me

Concludiamo con un’ampia fotogallery di Carlotta Passoni:

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Nata in Calabria, classe '86. Un diploma di Liceo Scientifico che però mi ha portato ad una laurea in Lingue e Letterature straniere. La musica e la letteratura sono sempre state la colonna portante della mia vita in ogni loro sfumatura. Sognatrice ostinata ma realista al punto giusto.

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