Il cinema balordo di Mauro Bolognini a Milano

Fino al 27 ottobre 2018 presso il MIC – Museo Interattivo del Cinema Fondazione Cineteca Italiana undici film dedicati al grande regista del cinema italiano

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Foto film La viaccia

Ha lavorato con i più importanti attori italiani e non solo come Totò, Peppino De Filippo, Marcello Mastroianni, Ottavia Piccolo, Jean-Paul Belmondo, Lea Massari e molti altri

“Stai tranquillo, la battuta pronunciala in napoletano, traduci le parole. Non ti preoccupare, è la tua espressione che mi interessa”. Siamo sul set di Metello nel 1970 e Mauro Bolognini cerca di rassicurare il diciottenne Massimo Ranieri debuttante spaventato davanti alla macchina da presa. E pensare che la produzione aveva tentato di imporgli Jean- Paul Belmondo, ma lui affascinato dal viso del cantante napoletano che avevo visto in televisione, è riuscito a spuntarla imponendo lo scugnizzo della canzone italiana. Mauro Bolognini nato a Pistoia nel 1922, laureato in architettura, dopo un anno passato al Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma come auditore, diventa assistente di importanti cineasti e poi finalmente regista lui stesso.  Il debutto avviene con Ci troviamo in galleria (mercoledì 9 ottobre ore 17) del 1953, cui seguono altre commedie popolari anche se presto l’incontro con Pier Paolo Pasolini darà alla sua carriera una svolta diversa. Nascono così I giovani mariti (martedì 16 ore 17) del 1955 su sceneggiatura dello scrittore friulano; un ritratto sociologico azzeccato della generazione dei trentenni dell’epoca; La notte brava ((venerdì 5 ore 17 e sabato 27 ore 17) del ’59, ispirato a Ragazzi di vita di Pasolini; Il bell’ Antonio (domenica 14 ore 17 e domenica 25 ore 15) da Vitaliano Brancati e nel ‘61 La giornata balorda (giovedì 11 ore 15 e sabato 20 ore 17) tratto dai Racconti romani di Alberto Moravia.  Un trittico che lo porta a realizzare un cinema più legato alla cronaca benchè di ispirazione letteraria. Nel ’61 dirige Jean- Paul Belmondo in La viaccia (martedì 23 ore 15) ambientato nella Toscana di fine Ottocento e nel 1963 La corruzione (mercoledì 17) ancora da Moravia, storia di un ragazzo di famiglia ricca deciso a diventare prete lottando con il padre industriale che usa ogni mezzo per dissuaderlo. Considerato un regista colto, preparato, ma soprattutto decorativo, letterario e scenografico, Bolognini dopo un’incursione nel cinema civile con Imputazione di un omicidio per uno studente (giovedì 4 ore 17), 1972, negli anni Ottanta firma diversi film in costume come La storia vera della signora delle camelie (giovedì 18 ore 17) del 1981 e si dedica alla regia teatrale e lirica. Muore a Roma dopo una lunga malattia nel maggio 2001 lasciando un vuoto nel cinema italiano che forse nessuno ha ancora riempito.

 

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Pierfranco Bianchetti , giornalista pubblicista e socio del Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani è laureato in Sociologia a Trento. Ex funzionario comunale, responsabile dell’Ufficio Cinema del Comune di Milano, ha diretto n l’attività del Cinema De Amicis fino alla chiusura nel 2001. Ha collaborato a Panoramica – I Film di Venezia a Milano, Locarno a Milano, Il Festival del Cinema Africano; Sguardi altrove; ha scritto sulle pagine lombarde de l’Unità e de Il Giorno, Spettacoli a Milano, Artecultura, Top Video; Film Tv; Diario e diversi altri periodici. Attualmente scrive per Cinecritica, collabora a Riquadro.com e cura il sito lombardo del SNCCI. Ha realizzato rassegne e cicli sul tema “Cinema e Storia” presso il “Civico Museo di Storia Contemporanea” di Milano e la Biblioteca Civica di Via Oglio.

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