Dall’opening act al sold out: tutta la strada percorsa da Ermal Meta

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Ermal Meta in concerto al Forum di Assago (MI) il 28 aprile 2018 - © Foto: Riccardo Medana

Ieri a Lugano l’ultima tappa del suo Non abbiamo armi tour ha fatto registrare l’ennesimo sold out di un anno fantastico per Ermal Meta che adesso potrà godersi un po’ di meritato riposo dopo oltre 30 date in giro per l’Italia (e non solo) iniziate ad aprile dal Forum di Assago. È vero che come lui stesso canta «un sognatore non si ferma mai» ma è altrettanto vero che un essere umano ha bisogno di tanto in tanto di staccare la spina e ricaricare le batterie. Di questo sono consapevoli anche i suoi fan, nonostante la leggera malinconia che aleggia oggi sul branco per via della chiusura di questo tour quasi infinito.

Quando le cose finiscono si è soliti fare dei bilanci, e guardandosi indietro la strada che Ermal Meta ha percorso in poco più di due anni è davvero tantissima. Se fino a tre anni fa il suo nome era sconosciuto ai più e noto solo tra gli addetti ai lavori, in quanto firma di alcuni dei più grandi successi della musica italiana contemporanea, ad oggi Meta è uno dei solisti più amati dal pubblico per la sua musica potente e poetica allo stesso tempo e per il suo carattere vero e senza filtri.

Il caso vuole che proprio il 5 ottobre di due anni fa, il cantautore di origini albanesi ha annunciato che avrebbe aperto il concerto di Francesco Renga che si sarebbe tenuto ad Assago dieci giorni più tardi.

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Corsi e ricorsi storici, sta di fatto che dopo due anni, Meta si sia esibito ancora davanti al pubblico del Forum tutto esaurito che però, per la prima volta il 28 aprile di quest’anno, acclamava il suo nome.

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È incredibile quanta strada abbia percorso Ermal Meta in così poco tempo: complici anche i tre dischi usciti consecutivamente con annessi tour, il cantautore albanese è passato dall’aprire i concerti degli altri ad essere uno degli artisti più amati nel panorama musicale italiano. «Era questa la vita che sognavo da bambino» ha scritto su twitter questo pomeriggio.

Il 2018 di Ermal Meta sarà certamente un anno da incorniciare: la vittoria a Sanremo con Non mi avete fatto niente in coppia con Fabrizio Moro, Non abbiamo armi recentemente certificato disco di platino, un tour praticamente sold out (quasi 100.000 presenze complessive) e l’emozionante concerto a Tirana, nella sua terra natale, di fronte ad una piazza gremita. E l’anno non è ancora finito. Non è ancora dato sapere quando e quali altre sorprese Ermal riserverà ai suoi lupi, che intanto attendono impazienti la data del raduno, per alleviare la malinconia che la fine di questo lunghissimo tour ha portato con sé.

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21 anni e una grande passione per la musica, in particolare per quella italiana. Scrivere è sempre stata una necessità fin da piccolissima, così dopo la maturità scientifica ha scelto di proseguire gli studi nell'ambito della comunicazione, per coltivare il sogno di diventare giornalista. Oltre alla musica ama lo sport, il cinema e i viaggi.

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