Papa Francesco – Un uomo di parola

Wim Wenders fa parlare il Papa e fa un minifilm su San Francesco

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Papa Francesco- Un uomo di parola
di Wim Wenders

Il Papa viaggia, il Papa benedice, il Papa prega e parla. Le parti documentarie vengono dagli archivi vaticani. Niente di speciale: diciamo che sono ovvie e ci fidiamo nella scelta del regista. Wenders è solo una voce, commenta poco, accompagna con discrezione: la sua è una non presenza, e in apparenza anche una non regia, azzurro grigia verrebbe da dire, come se si fosse piazzato con discrezione nel cielo sopra il Vaticano. Le scene in cui Papa Francesco guarda in macchina e spiega cosa fa, cosa sta facendo, sono quanto di più spoglio si possa immaginare. Niente biografia, niente romanzi, nessuna rivelazione. Il Papa parla in spagnolo per la massima spontaneità e dice cose davvero interessanti, con qualche lievissimo accenno alla teologia e alla dottrina: per il resto è il piacere di ascoltare un saggio. Parla di come articolare l’amore.  La vera sorpresa, molto tedesca e molto wendersiana, è che quando si va a spiegare da dove il Papa ha preso il nome, ecco che un affresco di Assisi, cioè il San Francesco di Giotto, diventa fiction e parte un film di Wenders su San Francesco, a frammenti in apparenza elementari,  in un bianco e nero truccato da vecchio film con momenti della vita del santo. Quindi abbiamo il repertorio vaticano, l’intervista, il film su San Francesco. Una scelta curiosa e volutamente dimessa, per un incontro voluto tra due nomi che da tempo si cercavano.

 

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Marco Bacci scrive di cinema, tecnologia e libri. Ogni tanto scrive romanzi. È un ex di molti lavori

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