A Star is Born

Quarta versione di È nata una stella: star in declino scopre star in potenza e...

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A Star is Born
di Bradley Cooper con Bradley Cooper, Lady GaGa, Sam Elliott, Andrew Dice Clay, Anthony Ramos, Bonnie Somerville
Voto Vabbé

È la quarta versione di È nata una stella (le precedenti sono nel 37 di Wellman, nel 54 di Cukor, nel 76 di Pierson)  e si basa sulla consueta struttura narrativa: artista affermato (beone o malato e in declino) scopre fanciulla che è un diamante (ma nessuno sa vederlo) e ne fa una star. Poi il successo di lei lo fa arrabbiare, ricade nel disastro, dramma. Stavolta è il divo alcolizzato del country-rock Bradley Cooper (qui anche regista, e si sa che canta davvero) che per bere qualcosa finisce in un bar di drag queen dove Lady Gaga (cameriera) canta nel tempo libero La vie en rose. Lui la fa cantare al volo in un suo concerto, lei è ovviamente super, si innamorano, lei diventa in breve più famosa di lui, lui entra in crisi, tragedia finale. Diciamo che la versione firmata da Cooper non dimentica un solo luogo comune o un espediente basso per avere consenso popolare: la novità, forse, è che qui nessuno prova mai le canzoni e quasi senza sapere accordi e testi le performance dal vivo vengono subito bene. Lady Gaga sapete già che sa cantare, alla storia d’amore senza troppa fantasia ciascuno supplirà con le sue esperienze personali, la sceneggiatura a un certo punto ha avuto un incidente la cui natura è ancora da chiarire: quando la fanciulla diventa famosa sembra cantare peggio di prima, o comunque in maniera inquietante. Per far sembrare più belle le canzoni della fase della “scoperta”? Ci dicono che in questo film Lady Gaga è più bella in quanto struccata o quantomeno truccata da struccata. Vabbé.

 

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Marco Bacci scrive di cinema, tecnologia e libri. Ogni tanto scrive romanzi. È un ex di molti lavori

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