“9 primavere”, il nuovo videoclip di Ermal Meta: malinconica dolcezza tra ricordi e domani

Da oggi in rotazione il video ufficiale del quarto singolo tratto da Non abbiamo armi.

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Ermal Meta

È stato appena pubblicato, sul canale YouTube di Ermal Meta e su VEVO, il video di 9 primavere, quarto e —  a meno di sorprese — ultimo singolo estratto dal fortunatissimo album Non abbiamo armi, già certificato platino. Il pezzo, entrato in rotazione radiofonica il 12 ottobre e che segue la canzone trionfatrice al Festival di Sanremo, Non mi avete fatto niente, Dall’alba al tramonto (certificata oro) e Io mi innamoro ancora, è una ballad dolceamara che racconta, come in un album fotografico, la fine di una lunga storia d’amore, non lesinando dettagli che sembrano prender vita in una emozionante sinestesia tra udito e vista di chi ne ascolta l’elencazione.

Una elencazione che, però, non è meccanica e sterile, ma rapida e cadenzata anche melodicamente, così che davvero ogni flash s’imprima nello sguardo non come l’istantanea di una gioia, ferma e perciò fredda pur nel suo calore, ma come una scena in tempo reale, nella quale si distingue ogni sfumatura dell’intera scala dei colori di un sentimento profondo, grigi compresi.

Il video è la fedele trasposizione “su pellicola” di quelle immagini che, dal primo ascolto, ciascuno di noi ha proiettato dietro le proprie palpebre, nella piccola sala cinematografica privata dove tutti usiamo rintanarci quando i ricordi chiedono d’esser tirati fuori dai cassetti per parlarci un po’, per guidarci, coccolarci, farci tirar fuori qualche lacrima che ci renda la vista più nitida o incoraggiarci a non mollare, ché il passato è la nostra storia e, che ci abbia reso più capaci di gioire o più suscettibili alle ferite, è comunque da esso che siamo partiti per arrivare dove siamo e correre verso ciò che saremo.

Quindi eccoli, quei ricordi; sono tutti lì: le tinte solari della felicità semplice in un tavolo apparecchiato per due, in un rincorrersi spensierato e folle che è tornare bambini tra braccia sicure, negli spartiti che sono sogni da dividere, nei quadri, nella credenza e nei magneti sul frigo, testimonianze di viaggi e acquisti e futuro desiderato; ma anche nel coccolarsi buffamente tra una vasca e una pizza; nel ridere a pieno cuore, negli oggetti per la cura personale che non riempiono semplicemente mensole, ma incarnano il senso di un “io” che diventa “noi” in uno spazio che resta uguale eppure s’amplia a dismisura. Proprio come accade al cuore. E i grigi? I grigi non mancano, in questo affresco sincero: e sono i silenzi che in punta d’aria, ma impietosamente, s’insinuano tra le risate spingendole un po’ più in là, dietro le labbra anziché su di esse; nel letto che, da nido, diventa roveto che punge costringendo a darsi le spalle perché faccia meno male; nello spazio che sì, adesso sembra troppo grande, perché troppo grande è lo spazio che ha sostituito l’abbraccio, svuotandolo. Ma si può davvero svuotare un abbraccio? Anche quando ci si rende conto che quel corso d’acqua, dolce e potente insieme, che sembrava irrefrenabile, è inciampato su una roccia e s’è trovato, contro ogni previsione, a sdoppiarsi, diventando rami divergenti alla volta dello stesso mare, che hanno corso nello stesso greto, contemplato estasiati gli stessi scorci, sentito il calore dello stesso sole e sofferto gli insulti dello stesso gelo, ma che non possono più fisicamente tornare uno?

No, non si può. Non davvero. Non con asprezza, né con rancore. E allora eccolo che torna, quell’abbraccio: quattro braccia e molte più lacrime, in un addio che nessuno pronuncia ad alta voce, ma che in ogni vibrazione delle lettere mute porta ancora le particelle di un amore che non potrà finire. Un addio che sta tutto in una palla di vetro con il classico monumento e il classico nevischio finto, il souvenir per eccellenza, acquistato per dare spessore fisico alla bellezza di un viaggio magico a prescindere dalla sua meta, che viene lasciato lì a prender polvere come naturalmente accade al ricordo dei dettagli di quel viaggio magico, ma che sarà in grado di restituire quei dettagli in tutta la loro nitidezza ogni qualvolta ricapiti di sfiorarlo. E che, proprio per questo, è giusto rimanga lì dov’è anche quando si va via, simulacro un po’ fiabesco del cuore di un sentimento che cambia volto ma non passo. Perché, semplicemente, è solida trama di un tessuto che, senza quei fili multicolori, qualcuno non più così resistente, qualcun altro indistruttibile, non sarebbe ciò che è. Figli del passato, si diceva. Con addosso le sue carezze e le sue ferite. Ma non sue vittime, perché comunque “domani tornerà sereno”, non importa quanto soffocante e buio appaia un orizzonte di cemento e gola stretta.

Un video, insomma, piuttosto semplice e che riserva poche sorprese a chi conosce e ama 9 primavere, ma che non avrebbe potuto rispecchiare meglio il senso profondo del testo: si ama, si sogna, si costruisce, si cade, si piange, ci si stringe, ci si ringrazia per il dono inestimabile di un bene che sarà sempre vita, si chiude la porta, si ricomincia a correre; con una cicatrice in più, che fa male, ma che è anche tenerezza da accarezzare; del resto,“sono solo lacrime, e non è proprio niente di speciale… sono lacrime perché ti voglio bene”.

La storia raccontata in 9 primavere ha i tratti dell’autobiografia, e forse proprio per questo Ermal ha preferito non comparire nel video, lasciando spazio a due giovani attori.

Ecco il video ufficiale di 9 primavere

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Classe ’83, nerd orgogliosa e convinta, sono laureata con lode in ingegneria dei sogni rumorosi ed eccessivi, ma con specializzazione in realismologia e contatto col suolo. Scrivo di spettacolo da sempre, in italiano e in inglese, e da sempre cerco di capirne un po’ di più sulla vita e i suoi arzigogoli guardandola attraverso il prisma delle creazioni artistiche di chi ha uno straordinario talento nel raccontarla con sincerità, poesia e autentica passione.

1 COMMENTO

  1. Chiara complimenti per l’articolo!
    Descrive perfettamente il video e le emozioni che ogni immagine trasmette! Da brividi l’articolo letto tutto d’un fiato così come il video!!

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