Prima serata al Premio Tenco, con Elisa e Zucchero. Morgan protagonista.

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Premio Tenco

È stata una serata davvero interessante quella che ha inaugurato il Premio Tenco 2018. Giornata caldissima, Teatro Ariston con condizionatori al massimo, e subito si capisce che qualcosa sta per succedere. Il presentatore storico, solo soletto, appare a sipario chiuso per salutare e annunciare il tema del Tenco di quest’anno: Migrans, ovvero i migranti di ogni tempo e epoca, parola molto discussa oggi in tutto il mondo. Antonio Silva, è lui il presentatore, legge con impostazione un testo di una canzone di Francesco Guccini scritta da poco, dal titolo quantomai in tema con il Premio Tenco di quest’anno: Migranti. Senza annunciare, per lasciare che la sorpresa prenda forma, ecco che si apre il sipario e appare Elisa di nero vestita, elegantissima. Così comincia il Premio Tenco 2018, ovviamente con Lontano lontano, la canzone di Luigi Tenco, come da consuetudine. Un set acustico per una ventina di minuti con una breve selezione di canzoni, ovviamente tutte in italiano, compresa Luce. Ottimo inizio, ma subito si cambia ospiti mentre arriva sul palco Morgan ad assumere il ruolo di coconduttore per annunciare Neri Marcoré con Edoardo De Angelis, o viceversa, De Angelis con Marcoré. Purtroppo nascono subito problemi tecnici legati alla non accordatura sincronizzata delle due chitarre. Si perde tempo, si spezza il filo, e mentre si procede a nuove accordature De Angelis canta Lella, poi in duo arriva Mio fratello che guarda il mondo, quindi Speranza disperata, Yusuf e Padre nostro.

Molto interessante l’inserimento di Sighanda accompagnata da vari musicisti per un linguaggio vicino alla musica etnica e world. Spazio strumentale con le due chitarre di Capurso e Papìa, intanto quà e là entrano in scena Rustici e Riondino con improvvisazioni in ottavine. Arriva Lo Stato Sociale salutati da una certa curiosità, loro che a Sanremo di quest’anno, il Sanremo del Festival che il presentatore Silva cerca di sminuire, hanno raccolto un successo senza precedenti. Al Festival dove Elio e Le Storie Tese hanno ufficializzato il loro addio, lo Stato Sociale si è rivelato degno sostituto, capace di portare ironia, ma anche temi certamente impegnati. Lodovico Guenzi prende le redini della situazione e si lancia in una canzone attraversando in lungo e in largo tutta la platea dell’Ariston, piena fino in galleria. E’ serata di grandi nomi, Morgan accompagna lo Stato Sociale ma anche viceversa nella canzone Altrove. Poteva mancare Una vita in vacanza? E ancor di più si avverte che il Festival di febbraio e quello di ottobre non sono poi così distanti, anche se, come avverte lo Stato Sociale, quello di ottobre del Tenco è composto da un pubblico più attento.

Lo sa bene anche Zucchero che appena arriva, presentato da Morgan, avvisa che lui di set acustici non ne ha mai fatti. Qui viene accompagnato da un paio di musiicsti con l’utilizzo di qualche base. Parte alla grande con Dune mosse, quindi Il suono della domenica, Ci si arrende, E’ un peccato morir, Hey Man, Come il sole all’improvviso, Così celeste, Voci, I tempi cambieranno e Diamante. Tutto perfetto: Zucchero è un professionista dal taglio internazionale e non si lascia trascinare dagli entusiasmi del pubblico: troppo entusiasmo rovina le canzoni, dice. Per l’ultimo bis si mette al pianoforte, ma poi ci ripensa, riprende la sua chitarra e dalla platea si chiede che al piano si sieda Morgan, giusto lui che non aspettava altro. Non era preparato ma Morgan, ma da bravo artista e musicista sa prendere le misure e si inserisce come se avesse fatto le prove. Poco dopo mezzanotte si chiude il sipario, tutti contenti. Grandi ospiti e grande musica. Si replica fino a sabato.

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Nato in Lombardia, prime collaborazioni con Radio Montevecchia e Re Nudo. Negli anni 70 organizza rassegne musicali al Teatrino Villa Reale di Monza. È produttore discografico degli album di Bambi Fossati e Garybaldi e della collana di musica strumentale Desert Rain. Collabora per un decennio coi mensili Alta Fedeltà e Tutto Musica. Partecipa al Dizionario Pop Rock Zanichelli edizioni 2013-2014-2015. È autore dei libri Anni 70 Generazione Rock (Editori Riuniti, 2005 - Arcana, 2018) e Che musica a Milano (Zona editore, 2014).

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