Soldado

Un nuovo incarico sporco per l’avvocato/sicario Del Toro sul confine Usa/Messico

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Soldado
di Stefano Sollima con Benicio Del Toro, Josh Brolin, Isabela Moner, Jeffrey Donovan, Catherine Keener, Manuel Garcia-Rulfo, Matthew Modine, Shea Whigham
Voto: interessante

Guerriglieri Isis si fanno esplodere in un supermarket di Kansas City: quattro conti e se ne deduce che sono entrati in Usa dal Messico, quindi con l’aiuto di un cartello della droga che sfrutta il traffico dei migranti. Entrano di nuovo in gioco, come già in Sicario di Denis Villeneuve del 2015 (di cui è Soldado è il  sequel), il soldato che non segue le regole James Brolin e l’avvocato/sicario malinconico che cerca vendetta Benicio Del Toro, due specialisti in operazioni luride. Rapiscono la figlia di un boss messicano per far esplodere una guerra tra i cartelli concorrenti, ma non fanno bene i conti con le infiltrazioni dei cartelli nel governo e con le variabili impazzite. Per esempio il ragazzino che vuole diventare “soldado” al seguito dei “coyote” che guidano il traffico di esseri umani sul confine. Soldado di Stefano Sollima (Gomorra, Suburra) non ha molto da invidiare a Sicario di Denis Villeneuve. Anche in questo film – di genere, alto e scritto e girato con cura- si respira violenza feroce, sorda, diffusa, articolata in tutti gli strati sociali, con un range che va dalla legalità assoluta (il governo) all’illegalità assoluta (il cartello) passando per zona intermedia dell’indecifrabile e dell’imprevedibile. Il bello del film è che non tutta la violenza è mostrata e questo ne alza il tasso di inquietudine.

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Marco Bacci scrive di cinema, tecnologia e libri. Ogni tanto scrive romanzi. È un ex di molti lavori

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