Torna il musical We Will Rock You. Alla ricerca della bellezza perduta

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We Will Rock You

Otto anni dopo l’ultima performance in terra italiana, We Will Rock You, il musical incentrato sulle canzoni dei Queen, torna nel nostro paese per una nuova serie di rappresentazioni nei teatri. Ma attenzione: non si tratta proprio di “quel” musical, nel senso che questa è una produzione nuova di zecca, un adattamento ideato appositamente per l’Italia.
We Will Rock YouOvviamente la storia è sempre quella: si raccontano le gesta di Galileo e Scaramouche che – assieme ai ribelli Bohemians – vivono in una società futuribile. Grazie all’innocenza, alla determinazione e all’audacia che soltanto gli adolescenti sanno manifestare, riportano l’Amore, la Musica dal Vivo e la Bellezza in quella società diventata troppo arida.
Pur essendo ambientata nel futuro, la storia raccontata ha molti agganci con la realtà che stiamo vivendo. I due ragazzi, infatti, lottano contro le conseguenze dell’accentramento del potere che vede una sola multinazionale, la Globalsoft, governare il mondo. Per mantenere la propria posizione di potere, la Globalsoft ha trasformato tutti gli abitanti del pianeta in consumatori acritici, programmando per tutti una vita a cui Galileo e Scaramouche (nella foto sotto) decidono di opporsi.
We Will Rock You
Nonostante i suoi contenuti “sociali”, non è affatto uno show noioso. Anzi, ci si diverte parecchio. Si balla, si ride, ci si appassiona. Tutto sommato è un grande inno alla vita, realizzato con grande professionalità da Claudio Trotta per Barley Arts.
«Ho deciso che era giunto il momento di presentare We Will Rock You a ideale conclusione di un ciclo di tre anni che mi ha visto prima impegnato a denunciare con forza il cancro del Secondary Ticketing, poi a raccontare 40 anni di attività col la pubblicazione del mio primo libro No pasta no show, e infine a fondare Slow Music, assieme a un manipolo di appassionati come me, per contribuire a dare un futuro ai giovani diverso da quello che la nostra società priva di affettività e di visioni riserva loro. Voglio poter immaginare il mondo sempre più popolato da giovani che, come Galileo e Scaramouche, decidano di opporsi a un modello di società che non lascia spazio ai sogni, una società che non concepisce la diversità e il confronto, non valorizza la bellezza e non mette in primo piano la qualità della vita. We Will Rock You è il racconto di questa speranza».
Per mettere in scena questa nuova versione, Trotta si è circondato di ottimi professionisti: la regia è di Tim Luscombe, l’allestimento scenografico di Colin Mayes, le coreografie sono di Gail Richardson, il light designer è Giancarlo Toscani. Un ruolo importante lo riveste Valentina Ferrari (foto in apertura di post), che ha la direzione artistica ed è vocal coaching. Inoltre ha contribuito all’adattamento del testo e, come già nell’edizione 2009-2010, indossa i panni di Killer Queen.
Alcuni protagonisti sono stati riconfermati (Salvo Vinci è Galileo, Paolo Barillari è Khassoggi, Loredana Fadda è Oz, Massimiliano Colonna è Pop), altri invece sono nuovi (Claudio Zanelli è Brit, Alessandra Ferrari è Scaramouche: foto sotto).
We Will Rock YouCurioso notare che la band (le musiche saranno eseguite rigorosamente dal vivo) è caratterizzata da due chitarriste donne, Roberta Raschellà e Federica Pellegrinelli.
«Quando si sono presentate alle audizioni siamo rimasti tutti a bocca aperta», racconta Valentina Ferrari. «Ne approfitto per dire che durante le audizioni abbiamo avuto modo di vedere con i nostri occhi e ascoltare con le nostre orecchie che in giro ci sono musicisti, attori, ballerini davvero bravi e che meriterebbero di essere valorizzati. Ritengo che il cast che abbiamo messo insieme sia di prim’ordine».
Dopo le due date zero della scorsa settimana a Civitanova Marche, We Will Rock You sarà a Trieste dal 25 al 28 ottobre, Teatro Rossetti; ad Assisi 1 e 2 dicembre, Teatro Lyrick; a Bologna dal 7 al 9 dicembre, EuropAuditorium; a Brescia il 15 dicembre, Teatro Morato; a Montecatini Terme il 22, Nuovo Teatro Verdi; a Jesolo il 10 gennaio, Palazzo del Turismo; a Bassano del Grappa il 12, Palabassano Due; a Bergamo il 18, Creberg Teatro Bergamo; a Milano dal 31 gennaio al 3 febbraio, dal 7 al 10 febbraio e dal 14 al 17 febbraio, Teatro Ciak; a Genova dal 21 al 23 febbraio; a Roma dal 27 febbraio al 3 marzo, Teatro Brancaccio; a Napoli il 5 marzo, Teatro Augusteo; a Catanzaro il 9, Teatro Politeama; a Reggio Calabria l’11, Teatro Cilea; Catania il 13, Teatro Metropolitan; Bari il 16, Teatro Team; Firenze dal 22 al 24, Teatro Verdi; Padova 29 marzo, Gran Teatro Geox; Torino 5 e 6 aprile, Teatro Colosseo; Gorizia 9 aprile; Teatro Verdi.
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Massimo Poggini è un giornalista musicale di lungo corso: nella seconda metà degli anni ’70 scriveva su Ciao 2001. Poi, dopo aver collaborato con diversi quotidiani e periodici, ha lavorato per 28 anni a Max, intervistando tutti i più importanti musicisti italiani e numerose star internazionali. Ha scritto i best seller Vasco Rossi, una vita spericolata e Liga. La biografia; oltre a I nostri anni senza fiato (biografia ufficiale dei Pooh), Questa sera rock’n’roll (con Maurizio Solieri), Notti piene di stelle (con Fausto Leali) e Testa di basso (con Saturnino). Ultimo libro uscito: "Lorenzo. Il cielo sopra gli stadi".

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