Luigi Magni, il cantore di Roma con la cinepresa

Dal 25 al 28 ottobre 2018 al cinema Trevi, la sala della Cineteca Nazionale di Roma, un omaggio al regista e a sua moglie Lucia Mirisola scomparsa nel 2017, scenografa e costumista, sempre al suo fianco

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Nino Manfredi in Nell' anno del signore

Cineasta popolare, ironico, colto ed intelligente ha saputo raccontare la storia della   Roma papalina con la complicità di Nino Manfredi, protagonista di tre pellicole memorabili

Luigi Magni, detto Gigi, nasce a Roma il 21 marzo  1928   in via Giulia poi diventata la strada chic  degli antiquari. Fin da ragazzo, affascinato dalla storia della sua città, entra nel mondo del cinema come sceneggiatore al fianco della coppia Age e Scarpelli e al servizio di molti registi italiani. Del ’64 è il suo copione di Le voci bianche, film diretto da Festa Campanile e parallelamente si distingue anche come autore teatrale. Nel ’68 esordisce dietro la macchina da presa con Faustina, pellicola nella quale già si intravede il suo talento per la ricostruzione storica, seguito due anni dopo da Nell’ anno del signore ambientato tra i carbonari nella Roma papalina, che otterrà un buon successo di pubblico. Nel ’71 è la volta del meno convincente Scipione detto anche l’ Africano apprezzato dagli spettatori, ma non dalla critica. Del ’73 è La Tosca (giovedì 25 ottobre ore 17) trasposizione dell’opera pucciniana in chiave ironica e musicale, che anticipa il suo film considerato più maturo, In nome del papa re (giovedì 25 ore 21), un’ideale continuazione di Nell’ anno del signore. Magni nel 1975 firma una pellicola totalmente diversa rispetto alla sua filmografia, La via dei babbuini (giovedì 25 ore 19), un ritratto di un’Africa pura e incontaminata, che però non piace né al pubblico né alla critica.  Nel ’76 si concede due commedie popolari, Quelle strane occasioni (venerdì 26 ore 17), con la regia dell’episodio intitolato Il cavalluccio svedese, protagonista Nino Manfredi e Signore e signori, buonanotte (venerdì 26 ore 19), un film di costume sociale a episodi. Nel ’80 torna a suoi temi più congeniali con Arrivano i bersaglieri (sabato 27 ore 17), la caduta dei papalini il 20 settembre 1870 e dopo State buoni se potete (sabato 27 ore 19) del 1983, tratto da una serie televisiva sulla vita di San Filippo Neri, tocca a Secondo Ponzio Pilato (sabato 27 ore 21) del 1987 e a O’ re (domenica 28 ore 17), 1989, storia dell’ultimo sovrano delle due Sicilie. Ancora del ’89 è In nome del popolo sovrano (giovedì 25 ore 21),  penultimo    capitolo del ciclo papalino con al centro la figura del prete antipapista Ugo Bassi, seguito nel 1999 da La carbonara (domenica 28 ore 21), le vicende di una locanda nelle campagne non molto distanti da Roma nel 1825 gestita da Cecilia, la bella proprietaria. Nella carriera del cineasta romano non manca anche un omaggio ai suoi ricordi di bambino vissuti nella “Roma città aperta” con Nemici d’ infanzia (domenica 28 ore 19), tratto da un suo romanzo autobiografico; la storia di un adolescente nella città occupata dai tedeschi del 1944 costretto a scegliere tra l’  impegno  politico e l’ amore per una ragazzina. Luigi Magni ci ha lasciato a 85 anni il 27 ottobre 2013 e con lui scompare un vero cantore di  Roma  capace di raccontare il presente usando il passato.

 

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Pierfranco Bianchetti , giornalista pubblicista e socio del Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani è laureato in Sociologia a Trento. Ex funzionario comunale, responsabile dell’Ufficio Cinema del Comune di Milano, ha diretto n l’attività del Cinema De Amicis fino alla chiusura nel 2001. Ha collaborato a Panoramica – I Film di Venezia a Milano, Locarno a Milano, Il Festival del Cinema Africano; Sguardi altrove; ha scritto sulle pagine lombarde de l’Unità e de Il Giorno, Spettacoli a Milano, Artecultura, Top Video; Film Tv; Diario e diversi altri periodici. Attualmente scrive per Cinecritica, collabora a Riquadro.com e cura il sito lombardo del SNCCI. Ha realizzato rassegne e cicli sul tema “Cinema e Storia” presso il “Civico Museo di Storia Contemporanea” di Milano e la Biblioteca Civica di Via Oglio.

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