Spandau Ballet, al Fabrique di Milano tra amarcord e nuovi inizi

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Spandau Ballet
Gli Spandau Ballet ieri in concerto. Dalla pagina Facebook del Fabrique.

Per chi ha vissuto gli anni Ottanta ed ha amato gli Spandau Ballet, non era semplice presentarsi al Fabrique e incontrare i propri ricordi in versione rivisitata, quelli legati ad una band storica che da un anno ha dovuto rinunciare al proprio frontman di sempre, Tony Hadley.

Dopo l’addio del cantante, desideroso di intraprendere una strada in solitario, i fan degli Spandau hanno dovuto fare una scelta: restare ancorati alle memorie passate oppure fare uno sforzo e dare una chance alla nuova voce, alla sua seconda esibizione live con il gruppo. Viso da bambino e occhi azzurri magnetici, Ross William Wild è un affascinante giovanotto di 30 anni e può contare su una buona esperienza nel teatro musicale (al suo attivo l’interpretazione di Elvis Presley nel musical West End). Nonostante ciò, quella di Hadley non rappresenta certamente un’eredità semplice da raccogliere.

Il pubblico che affolla il Fabrique non potrebbe essere più trasversale: ci sono coppie che negli anni Ottanta avevano vent’anni, mamme con bambini, gruppi di amiche sulla cinquantina, ma anche tanti ragazzi e ragazze, desiderosi di ascoltare live un gruppo che, oggettivamente, ha lasciato un segno indelebile nella musica di un decennio.

Dopo l’apertura, affidata al bravo musicista milanese Tia Airoldi, i cinque “ragazzi” britannici fanno il loro ingresso sul palco e regalano agli spettatori, per un’ora e tre quarti, i successi che hanno accompagnato la loro lunga carriera. Padrone assoluto del palcoscenico è indubbiamente Steve Norman, il poliedrico sassofonista-percussionista-chitarrista che, tra un assolo e l’altro, non smette un attimo di saltare e coinvolgere, mentre il giovane Ross dimostra subito un buon feeling con il resto della band. Sicuramente, i fratelli Kemp e soci non hanno lasciato al caso la scelta di questo cantante, la cui timbrica vocale è adatta alle sonorità caratteristiche del gruppo. Anche il pubblico sembra soddisfatto, anche se abbastanza composto per la prima parte del concerto.

Gli Spandau Ballet ieri in concerto. Dalla pagina Facebook del Fabrique

Dal rock energico di Highly Strung si passa alla toccante ballad How many lies?, per poi arrivare a Virgin, che Martin Kemp introduce ricordando l’esibizione del brano a Wembley, durante lo storico Live Aid del 1985. Il fratello Gary, poco dopo, si rivolge emozionato alla platea: “Grazie per averci accolti così calorosamente, grazie per averci accettati anche con questa nuova formazione”, e si posiziona al centro del palco per cantare She loved like diamond.

Tornato davanti al microfono, Ross William Wild è ormai pienamente a suo agio e si scatena con tutta la band nell’esecuzione di I’ll Fly For You, che infiamma gli spettatori e si conclude con una lunga parte interamente strumentale, in cui spicca ancora una volta il grande sassofono di Steve Norman. Si prosegue con Round and Round, Communication e Lifeline, prima del gran finale, affidato alle tre più grandi hits della storia degli Spandau Ballet.

Parte True. E il pubblico, totalmente euforico, canta insieme alla band e fa lo stesso con altri due grandissimi brani eseguiti per il bis, Through the Barricades e Gold. Nonostante il cambio di voce, le canzoni non perdono la loro magia e chi le ha vissute trent’anni fa non può fare a meno di restarne rapito anche stavolta. E la band ringrazia, soddisfatta e sorridente: consapevole del suo passato, ma pronta ad un nuovo inizio.

La scaletta:

Gold Intro
Chant No. 1
Only When You Leave
Highly Strung
How Many Lies?
Virgin
This Is The Love
Reformation
Mandolin
Confused
The Freeze
To Cut a Long Story Short
She Loved Like Diamond
Once More
I’ll Fly for You
Round and Round
Instinction
Communication
Lifeline
True

Bis
Through the Barricades
Gold

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Nata a Bari nel 1984, vivo a Milano dal 2006 e mi sento fortunata nell’affermare che amo la mia città adottiva tanto quanto la mia terra d’origine (l'unico vuoto incolmabile è il mare, ahimè!). Marketing/communication addicted, sono una media planner atipica che cerca perennemente di conciliare al meglio la sua anima creativa con quella analitica/numerica. In tutto ciò, la musica è la passione viscerale che ha sempre accompagnato la mia vita.

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