Il Golem – Come venne al mondo. Il classico di Wegener e Boese a Milano

Il celebre film del 1920, domenica 28 ottobre 2018 alle ore 17 allo Spazio Oberdan, nella Giornata Mondiale del Patrimonio Audiovisivo istituita dall'Unesco

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Foto film il Golem- Come venne al mondo

Il classico di Paul Wegener e Carl Boese sarà preceduto dalla presentazione di  Stefano Piantini di Gotica, la nuova collana edita da Skira che esplora il mondo dell’Occulto attraverso una nuova edizione di classici della letteratura internazionale

Appartenente a una famiglia di proprietari terrieri Paul Wegener, nato a Bischdorf in Germania nel 1874, a ventuno anni comincia la carriera di attore (è il grande Max Reinhardt che lo ha scoperto e lanciato sul palcoscenico) e poi di autore di soggetti e sceneggiatori. Nel ‘13 debutta nel cinema scrivendo il copione del film Lo studente di Praga diretto da Stellan Rye, dove interpreta anche il ruolo del giovane che vende l’anima al diavolo. Wegener, affascinato dall’espressionismo tedesco con le sue scenografie astratte, il suo alternare tra sogno e realtà, le sue luci e le sue ombre, crede fermamente nel cinema come autentica arte e come narrazione fantastica. Questa sua convinzione culturale la mette in pratica con Il Golem- Come venne al mondo, 1920, una pellicola ispirata alla medioevale leggenda del rabbino Loew di Praga, che racconta del ritrovamento durante gli scavi effettuati sul terreno di una vecchia sinagoga di un’enorme statua d’argilla. Consegnato a un antiquario, grazie ad una formula magica scovata in un volume antico, il Golem, interpretato dallo stesso Wegener, subisce una profonda metamorfosi. Si trasforma nel servo dell’antiquario e s’innamora anche di sua figlia dimostrando avere un’anima. Poi però, respinto dalla ragazza, il mostro infuriato e deluso distrugge ogni cosa in giro per la città cadendo infine da una torre sbriciolandosi completamente.  La versione presentata in esclusiva a Milano dopo la proiezione in preapertura alla Mostra del Cinema di Venezia 2018,  è  un nuovo, recentissimo restauro in 4K eseguito dall’Immagine Ritrovata di Bologna e supervisionato dalla F. W. Murnau Stiftung di Wiesbaden, che l’ha condotto sulla base del miglior materiale disponibile (un negativo originale proveniente dalla Cinémathèque Royale de Belgique) e dell’ unica copia originale d’epoca conosciuta, la versione per l’Italia conservata dalla Cineteca Italiana, che è servita come confronto per i colori e la scala tonale del bianco e nero. Il film ha i sottotitoli italiani e l’accompagnamento al pianoforte dal vivo è a cura di Francesca Badalini.

 

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Pierfranco Bianchetti , giornalista pubblicista e socio del Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani è laureato in Sociologia a Trento. Ex funzionario comunale, responsabile dell’Ufficio Cinema del Comune di Milano, ha diretto n l’attività del Cinema De Amicis fino alla chiusura nel 2001. Ha collaborato a Panoramica – I Film di Venezia a Milano, Locarno a Milano, Il Festival del Cinema Africano; Sguardi altrove; ha scritto sulle pagine lombarde de l’Unità e de Il Giorno, Spettacoli a Milano, Artecultura, Top Video; Film Tv; Diario e diversi altri periodici. Attualmente scrive per Cinecritica, collabora a Riquadro.com e cura il sito lombardo del SNCCI. Ha realizzato rassegne e cicli sul tema “Cinema e Storia” presso il “Civico Museo di Storia Contemporanea” di Milano e la Biblioteca Civica di Via Oglio.

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