Lo Stato Sociale: vi presentiamo Andrea, la nostra prima graphic novel

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Lo Stato Sociale
Foto di Giuseppe Palmisano

Dopo un tour di oltre 30 date in giro per l’Italia, concluso davanti a ventimila persone in Piazza del Campo a Siena e dopo aver conquistato il palco dell’Ariston con Una vita in vacanza, uscirà domani Andrea, la prima graphic novel firmata da Lo Stato Sociale e Luca Genovese. Ci siamo fatti raccontare la storia (ed abbiamo parlato anche di molto altro) da Alberto Guidetti, fondatore della band e ideatore del romanzo.
Bebo, facciamo un passo indietro. Pensiamo a questo 2018, iniziato con Sanremo, proseguito con il Primo Maggio ed il tour. Ora Andrea e la partecipazione di Lodo a X Factor. Non male per una band che aveva come obiettivo quello di fare “Una vita in vacanza”.

(ride) Ah no, anzi. E’ stato un anno che è andato ben oltre le nostre aspettative.  Siamo riusciti a condensare molte cose in pochissimo tempo. E’ stato un momento molto positivo per noi, poi è chiaro che a livello energetico iniziamo a soffrirne un po’, però tutte queste cose ci aiutano a tenere alto l’umore.

Se non ricordo male una volta hai detto che avevi inizialmente portato la storia di Andrea ad Alberto Cazzola che, gentilmente, aveva declinato il progetto. Era nato come romanzo? Come sei arrivato all’idea del fumetto ed a Luca Genovese?

Nel periodo in cui ho iniziato a buttare giù l’idea di Andrea (che ancora non aveva un nome) io e Albi stavamo parlando di dare un seguito all’attività editoriale de Lo Stato Sociale. Stavamo partorendo diverse idee, ma l’unica cosa certa era che non volevamo fare Il movimento è fermo parte due (il loro primo romanzo, ndr.), un prequel o qualcosa del genere. Tra tutte le idee che avevo con me c’era appunto questo plot, che anche altro non era che una pagina di word che gli avevo sottoposto. A lui era piaciuto però mi disse che non riusciva ad immaginare che potesse diventare un romanzo lungo, quanto piuttosto un racconto breve. Io ho incassato positivamente questa critica ed ho continuato a rimuginare sulla storia. Poi settimane dopo, per amicizie comuni, ho conosciuto Luca Genovese. Ci siamo ritrovati a parlare di autori, disegno, letteratura, cinema e ci siamo trovati a scoprirci molto simili, tanto che siamo diventati ottimi amici. Poche settimane dopo esserci conosciuti gli ho presentato il progetto e da lì è partito tutto quanto.

Chi è Andrea? Cosa rappresenta?

Andrea è un personaggio di finzione ed è una somma di tante piccole grandi cose, che abbiamo visto, che viviamo e che possiamo immaginare io e Luca. Principalmente è un ragazzo tra i 30 e i 40 anni con un passato turbolento, che cerca di trovare un modo per stare bene. Sembra che questo modo sia stare dentro il bar che ha ereditato dal padre, ma ad un certo punto un nemico cercherà di toglierglielo, per quello che è un “bene superiore”. E’ una storia tutto sommato comune, perché basta guardare le pagine locali dei quotidiani per rendersene conto e molto spesso, non sapendolo, ci ritroviamo a pensare «E se succedesse a me? Cosa farei?». Questa più o meno è stata la linea guida di questa scrittura.

Non lo sai, ma vivo in Emilia da qualche anno. Se c’è una cosa che a livello relazionale caratterizza questa regione credo che sia il bar. Lo ritroviamo tutte le arti: dalle canzoni (il Bar Mario di Ligabue e il Roxy Bar di Vasco), nella letteratura (con Stefano Benni che chi ha costruito un romanzo) ed anche nel cinema, penso al film Gli amici del Bar Margherita. Cos’è per un bolognese (trapiantato a Roma) il bar?

Guarda, il bar qui è la versione spicciola di quelli che sono gli ambienti e le dinamiche più ampi, penso ai circoli o le polisportive, così come le Feste dell’Unità. In qualche modo il bar è dove queste attività entrano nel quotidiano. Parliamoci chiaro, malgrado l’Emilia-Romagna sia una regione molto ricca sotto il punto di vista degli eventi è anche una regione che non vive la metropoli, non c’è Milano, non c’è Napoli o Genova o Roma. E questo ti porta a creare un tessuto sociale molto largo, le comitive sono molto numerose e ci si sposta spesso per poter fare qualcosa. Il bar è un po’ il centro gravitazionale della vita di tanti.

Andrea è un ragazzo che, durante la storia, proverà a scappare da un’Italia che non sembra essere fatta per lui. In un periodo storico in cui si parla tanto di fuga di cervelli, la fuga per te è una soluzione?

Andrea più che tentare di uscire dal Paese, tenta proprio di uscire dalla realtà. C’è una dinamica ancora più profonda di astrazione e di escapismo. Nel suo caso, in quello che è anche un po’ il mio pensiero, ad un certo momento devi fare i conti con quello che hai intorno e la possibilità di fuggire non è necessariamente una soluzione. Può esserlo per una serie di situazioni e contingenze varie, ma va sempre valutata e sempre contingentata a quella che è la propria realtà. Io ad esempio non trovo grandi motivazioni per quella che è la mia vita e la mia esperienza, tuttavia mi rendo conto che questo è un Paese che fa di tutto pur di non coccolarmi. Devo ammettere però che non mi tratta nemmeno così male perchè tutto sommato si sta ancora bene nonostante tutto sia livellato al ribasso. Però è una cosa che non ti permette in maniera facile e soddisfacente di poter crescere.

Sia da Il movimento è fermo, sia da Andrea trovo che, tra le righe, emerga una parola su tutte: Welfare.

La storia di Andrea è la storia di un completo abbandono da parte della struttura pubblica. Perché quello che importa è la somma del tutto: l’importante è che ci sia un buon rating, la ripresa del PIL, la Buona Scuola, i profitti. E dei problemi che uno vive da solo, molto spesso, non frega niente a nessuno, soprattutto alle istituzioni. Bisognerebbe riuscire a fare marcia indietro e tornare in qualche maniera ad una solidità di stampo socialista, a quello che è stato un po’ il Novecento dell’Italia e dell’Europa intera. Però mi rendo conto che non sia così semplice, non si può avere la botte piena e la moglie ubriaca. Anche tirando fuori, come ha fatto il M5S, delle manovre economiche che tutto sommato sono interessanti perchè se ne fottono di quello che dovrebbe essere la regola del capitale e delle banche, non sono riusciti a trovare delle soluzioni vincenti, perchè non c’è lungimiranza. Quindi non è proprio semplicissimo dire «ripartiamo dal welfare». Ok,  ma come? Anche Andrea dirà «Riparto. Riparto da me stesso, ma come?». Quando si individua il problema, bisogna poi trovare una soluzione che non sia accomodante per una persona o per due, ma per la collettività.

L’ultima volta che ci siamo parlati abbiamo discusso di odio, di discriminazione, di ingiustizie. A voi che portate tutte le sere sul palco il nome di Federico Aldrovandi non posso non chiedere un commento sul muro che sembra stia iniziando a sgretolarsi sul caso Cucchi.

Penso che chiunque abbia un minimo di umanità debba essere contento degli sviluppi sul Processo Cucchi. Quello che ti lascia ancora l’amaro in bocca è che da una parte c’è una famiglia e una persona come Ilaria che da dieci anni sta lottando per far sentire la sua voce, andando contro chiunque e ricevendo insulti di ogni genere. E c’è riuscita. Dall’altra la famiglia Aldrovandi che ha vissuto un processo che non voglio definire farsa, ma quasi, finito con condanne lievissime in relazione alla gravità del fatto, un omicidio. E questo li ha stremati. Quello che fa la famiglia di Aldro è un discorso di grande umanità, dicono semplicemente «Noi cerchiamo la verità attraverso i canali che possiamo sfruttare e dei quali abbiamo l’energia per affrontarli».  Questo per dire come sia diversa la possibilità di approcciarsi a questi temi. Sarebbe bello se ci fosse una verità e che venisse sempre a galla, anche perchè la gente viene ammazzata quotidianamente. Sai, a me non interessa che un’omicidio sia più grave perchè fatto con la divisa o senza, ma sono infastidito dal fatto che non vengano perseguite le persone solo perchè ci sono delle divise e dei poteri di mezzo. E’ questo che crea disparità, è questo che rende la legge evidentemente non più uguale per tutti. Ed è quello che mi dà fastidio, prima ancora di preoccuparmi della violenza delle forze dell’ordine che tutto sommato è sempre esistita e sempre esisterà. Noi siamo molto contenti di quello che sta avvenendo intorno alla vicenda Cucchi, sarebbe bello che questa cosa diventasse la norma, senza che Ilaria, o chi per essa, debba lottare per 10 anni.

L’ultima cosa che vorrei chiederti riguarda il nuovo disco. A che punto siete? Puoi dirci qualcosa?

Stiamo lavorando, ma non ci siamo dati un obiettivo temporale. Abbiamo vissuto otto mesi in cui abbiamo visto le nostre case con un binocolo e lavorare in studio significa stare poco a casa e con i propri affetti, quindi stiamo lavorando con tempi che troviamo consoni. Abbiamo un po’ di materiale ma siamo ad un livello di produzione tale che non è presentabile a nessuno! Scherzi a parte non sappiamo come e quando lo finiremo. Adesso poi Lodo è impegnato con X Factor, quindi già quello complica i tempi di lavorazione, poi ci saranno anche le presentazioni del libro. Abbiamo voglia di fare, c’è tanta roba, però non sappiamo ancora quando vedrà la luce.

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@bebaster o Cookie Monster? Ci incontriamo per parlare di #Andrea, la prima graphic novel de Lo Stato Sociale qui: 31 ottobre – LUCCA – Teatro del Giglio ore 21 (minilive) 1-2-3-4 novembre – LUCCA COMICS – Stand Feltrinelli Comics 5 novembre – ROMA – La Feltrinelli Appia ore 18.00 6 novembre – BOLOGNA – Sala Borsa ore 20.00 7 novembre – PADOVA – La Feltrinelli San Francesco ore 18.00 8 novembre – GENOVA – La Feltrinelli Ceccardi ore 18.30 11 novembre – BARI – La Feltrinelli Melo ore 18.30 12 novembre – LECCE – La Feltrinelli Etnea ore 18.30 13 novembre – NAPOLI – La Feltrinelli Martiri ore 18.30 16 novembre – MILANO – Book City Triennale ore 14.00 17 novembre – CUNEO – Scrittorincittà Baladin ore 15.00 . . Link pre-order in bio #andrea #graphicnovel #lostatosociale #31 #ottobre #feltrinelli #feltrinellicomincs #garrinchadischi #lucagenovese #disegni #illustrazioni @bukkame @garrincha.dischi @freaknchic @feltrinelli_editore

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Di origini torinesi, ma trapiantato ormai da diversi anni in quella magnifica terra che ha dato i natali ai più grandi musicisti italiani, l'Emilia. Idealista e sognatore per natura, con una spiccata sindrome di Peter Pan e con un grande amore che spazia dal Brit rock passando per quello a stelle e strisce, fino ai grandi interpreti italiani. Il tutto condito da una passione pura, vera e intensa per la musica dal vivo.

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