Edgar Allan Poe, raffinato interprete del terrore

Fino al 9 novembre 2018 allo Spazio Oberdan e al MIC- Museo Interattivo Cinema Milano cortometraggi e lungometraggi ispirati al mondo dello scrittore americano

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Foto film I racconti del terrore

1iovedì 8 novembre alle ore 18,30 presentazione del volume Edgar Allan Poe al cinema, in tv e nell’ immaginario, edizioni Profondo Rosso, alla presenza degli autori Fabio Giovannini e Antonio Tentori

“L’ idea della morte, della sepoltura in un enorme eterno silenzio – afferma il regista Roger Corman – sono terrori che risalgono all’ infanzia. È ciò che fa la grandezza di Poe. Egli aveva trovato, prima di Freud, la strada del subcosciente”. Corman dedicherà buona parte della sua vasta produzione di film al grande scrittore americano, tra i quali I vivi e i morti; I racconti del terrore (venerdì 9 novembre ore 17 Spazio Oberdan), 1962, tre episodi tratti da un racconto di Poe; I maghi del terrore (giovedì 8 novembre ore 17 al  MIC), 1962, una parodia del genere gotico che si avvale dell’ interpretazione di tre mostri sacri Boris Karloff, Peter Lorre, Vincent Price ;  Il pozzo e il pendolo (venerdì 2 ore 17 allo Spazio Oberdan),1961, ambientato nella Spagna del  Cinquecento, storia di un nobile impazzito che precipita l’ amante della moglie in un pozzo oscuro. E ancora di Corman   La maschera della morte rossa (lo stesso giorno a seguire il film di Magnaghi), un altro classico del 1964, protagonista il principe Prospero che regna da tiranno sulla popolazione. Nel suo castello dell’Italia meridionale nelle cui stanze, ognuna di colore diverso, intrattiene rapporti con Satana in persona dedicandosi al culto demoniaco.   Tra le altre chicche della rassegna Il caso Valdemar (sabato 3 ore 17 al MIC) diretto nel 1936 da Ubaldo Magnaghi e Ulrico Hoepli, un cortometraggio di dodici minuti incentrato su un medico che esegue un esperimento su un uomo moribondo, ipnotizzandolo sul letto di morte per impedirgli di morire;  The Avenging Conscience (2 novembre ore 20,30 al MIC), 1914 di David Wark Griffith, la spaventosa vicenda di un uomo che mura vivo l’ odiato zio;  Il grande inquisitore (mercoledì 7 ore 17 e giovedì 8 novembre ore 15 allo Spazio Oberdan), 1968,  di Michael Reeves, sempre con Vincent Price nei panni di Matteo Hopkins, un inquisitore nell’ Inghilterra del 1654 alla caccia delle streghe e dei “papisti” e Il Dottor Miracolo (giovedì 8 ore 17 al MIC), 1932   di Robert Florey con Bela Lugosi nel ruolo di un medico, il dottor Miracle, che nella Parigi del 1845 durante il carnevale fa esibire davanti al pubblico un enorme gorilla catturato in Africa. Il suo vero scopo è però quello di rapire giovani fanciulle da accoppiare con l’ animale al fine di portare a termine un suo orrendo progetto scientifico.

 

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Pierfranco Bianchetti , giornalista pubblicista e socio del Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani è laureato in Sociologia a Trento. Ex funzionario comunale, responsabile dell’Ufficio Cinema del Comune di Milano, ha diretto n l’attività del Cinema De Amicis fino alla chiusura nel 2001. Ha collaborato a Panoramica – I Film di Venezia a Milano, Locarno a Milano, Il Festival del Cinema Africano; Sguardi altrove; ha scritto sulle pagine lombarde de l’Unità e de Il Giorno, Spettacoli a Milano, Artecultura, Top Video; Film Tv; Diario e diversi altri periodici. Attualmente scrive per Cinecritica, collabora a Riquadro.com e cura il sito lombardo del SNCCI. Ha realizzato rassegne e cicli sul tema “Cinema e Storia” presso il “Civico Museo di Storia Contemporanea” di Milano e la Biblioteca Civica di Via Oglio.

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